Cos'è il DSCR e come lo calcola la banca su una partita IVA?

Il DSCR (Debt Service Coverage Ratio) è il rapporto tra il flusso di cassa disponibile in un anno e il totale delle rate di capitale e interessi da pagare nello stesso anno. Se il DSCR è pari a 1 il reddito copre esattamente il debito; sotto 1 il flusso non è sufficiente. Le banche cercano di norma un margine di sicurezza sopra l'unità, e per una partita IVA il numeratore si costruisce dai redditi dichiarati negli ultimi due o tre esercizi, non dal fatturato.

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Professionista con partita IVA al lavoro su bilanci, laptop e calcolatrice su scrivania in legno

Risposta rapida

È il test di copertura del debito. Il DSCR mette al numeratore il flusso di cassa disponibile in un anno e al denominatore le rate di capitale e interessi dello stesso anno. Pari a 1 il reddito copre esattamente il debito; sotto 1 non basta. Le banche pretendono un margine sopra l'unità, e per una partita IVA il numeratore si costruisce sui redditi dichiarati, non sul fatturato.

La formula

DSCR = flusso di cassa disponibile annuo / servizio del debito annuo

  • Numeratore: reddito netto normalizzato, più componenti non monetarie come gli ammortamenti, meno prelievi e imposte.
  • Denominatore: somma delle rate annue di tutti i finanziamenti, compreso il nuovo mutuo.

Esempio di calcolo

Professionista con reddito netto normalizzato di 42.000 € l'anno. Nuovo mutuo con rata di 950 € al mese, più un prestito auto da 250 € al mese.

VoceImporto annuo
Flusso disponibile42.000 €
Rata mutuo (950 × 12)11.400 €
Rata prestito auto (250 × 12)3.000 €
Servizio del debito totale14.400 €
DSCR42.000 / 14.400 = 2,92

Chiudendo il prestito auto il denominatore scende a 11.400 € e il DSCR sale a 3,68: è il motivo per cui estinguere i piccoli finanziamenti prima della domanda vale più di un aumento di reddito dichiarato. Il calcolo parallelo lato privati è in rapporto rata/reddito.

Come si costruisce con la partita IVA

  1. Ordinario o semplificato: si parte dal reddito dichiarato negli ultimi due o tre esercizi, mediato.
  2. Forfettario: si applica ai compensi il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO e si deducono i contributi. Il dettaglio in mutuo con regime forfettario.
  3. Normalizzazione: si escludono ricavi straordinari e poste non ricorrenti.
  4. Verifica esposizioni: la banca incrocia il dato con le segnalazioni della Centrale dei Rischi.

Documenti e requisiti richiesti a un titolare di partita IVA sono elencati in mutuo partita IVA: requisiti e documenti. Se il finanziamento riguarda un immobile strumentale, vedi garanzia MCC per professionisti.

Come migliorarlo

  • Estinguere prestiti e rateizzazioni residue.
  • Allungare la durata del mutuo, che riduce la rata annua.
  • Aumentare l'anticipo, riducendo il capitale finanziato.
  • Aggiungere un cointestatario con reddito stabile.
  • Evitare picchi di prelievi personali nell'esercizio prima della domanda.

Prova durate e importi diversi e osserva come cambia la rata annua nella simulazione mutuo GoMutuo.

Contenuto informativo di carattere generale. Le soglie minime di DSCR sono definite dalle politiche di credito di ciascuna banca e non sono stabilite per legge.

Domande frequenti

Qual è un DSCR accettabile per la banca?

Non esiste una soglia normativa: ogni banca fissa il proprio livello minimo in politica del credito. Il principio è che serve un margine sopra 1, perché un valore esattamente pari a 1 non lascia spazio a cali di reddito o spese impreviste.

Il DSCR si calcola sul fatturato?

No. Il fatturato non è reddito. Il numeratore parte dal reddito netto o dal flusso di cassa operativo, al netto di costi, contributi e imposte, e va normalizzato togliendo le componenti non ricorrenti.

Come funziona con il regime forfettario?

Nel forfettario il reddito imponibile si ottiene applicando ai compensi il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO, poi si deducono i contributi. La banca lavora su quel reddito, non sui compensi lordi.

Che differenza c'è con il rapporto rata/reddito?

Sono due letture dello stesso problema. Il rapporto rata/reddito è una percentuale usata per i privati; il DSCR è un multiplo di copertura usato quando la fonte di rimborso è un'attività economica o un immobile a reddito.

Gli affitti incassati entrano nel calcolo?

Sì, se documentati con contratti registrati e dichiarazione dei redditi. Di norma vengono considerati con una decurtazione prudenziale per sfitto e manutenzione.

Due anni di partita IVA bastano?

Molte banche chiedono due esercizi chiusi, altre tre, per verificare la stabilità del reddito. Con una storia più breve serve un profilo compensativo: anticipo elevato, garanzie aggiuntive o un cointestatario con reddito da dipendente.

Scritto da
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Redazione GoMutuo

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