Delibera mutuo e rogito: quanto tempo può passare al massimo

GoMutuoAggiornato il 7 min di lettura

In breve

Nessuna legge fissa un tempo massimo fra la delibera del mutuo e il rogito: il limite è la validità della delibera, che la banca scrive nella comunicazione e che di solito si misura in mesi. Nella prassi fra delibera e rogito passano 15-30 giorni. L'unico termine di legge riguarda l'offerta vincolante: per almeno sette giorni la banca non può cambiarla, e tu puoi accettarla anche prima (art. 120-novies TUB). Se il rogito rischia di andare oltre la scadenza, chiedi la proroga prima che arrivi: dopo, la banca può aggiornare documenti e condizioni.

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Hai ricevuto la delibera definitiva del mutuo: la banca ha approvato il tuo reddito e la perizia sull'immobile è risultata congrua. Fra la comunicazione della banca e la firma davanti al notaio, però, ci sono ancora alcune settimane di controlli e documenti, e una scadenza da tenere d'occhio.

Quanto tempo può passare fra delibera e rogito

Per legge un tempo massimo non c'è: conta la scadenza della delibera, che decide la banca. La data la trovi nella comunicazione di delibera o nell'offerta, e di solito lascia qualche mese; in pratica il rogito arriva prima, di norma 15-30 giorni dopo la delibera.

L'unico termine scritto nella legge è un minimo a tua tutela, non un massimo: prima di firmare hai diritto a un periodo di riflessione di almeno sette giorni sull'offerta vincolante (art. 120-novies TUB). La guida della Banca d'Italia sul mutuo lo spiega così: «Durante questo periodo l'offerta è vincolante per il finanziatore e può essere accettata dal consumatore in qualsiasi momento».

Il tempo massimo pratico, quindi, lo decidono due date: la scadenza della delibera e il giorno del rogito che hai scritto nel preliminare. Conviene che la seconda cada ben dentro la prima. Cosa scade prima, perizia compresa, e come si chiede la proroga è spiegato in quanto dura la validità della delibera.

Cosa fanno banca e notaio in quelle settimane

Una volta che l'ufficio delibere emette il parere favorevole (spesso preceduto da una pre-delibera reddituale), la pratica passa al reparto legale. In questa fase, la banca contatta il notaio scelto dall'acquirente per richiedere la documentazione tecnica che serve a verificare che l'ipoteca possa essere iscritta correttamente.

Per prima cosa la banca trasmette al notaio i dati della delibera: importo finanziato, durata, tipo di tasso e dati catastali. Il notaio deve poi predisporre la minuta dell'atto di mutuo, che dovrà essere approvata dalla banca prima della stipula. Se la banca non l'ha chiesta prima di deliberare, in queste settimane arriva anche la relazione notarile preliminare (RNP), che di solito richiede 3-10 giorni lavorativi. Il passo per passo dalla perizia alla firma è in cosa succede dopo la perizia e dopo la delibera.

I documenti necessari per il notaio

Per procedere, il notaio deve certificare la "storia" dell'immobile degli ultimi 20 anni. Ecco la checklist aggiornata:

  • Atto di provenienza: Il contratto di compravendita, donazione o dichiarazione di successione che attesta la proprietà attuale.
  • Planimetria catastale e visura: Devono essere conformi allo stato di fatto (per approfondire: conformità catastale).
  • APE (Attestato di Prestazione Energetica): obbligatorio e in corso di validità. L'art. 6, comma 5 del D.Lgs. 192/2005 fissa il termine: «L'attestato di prestazione energetica di cui al comma 1 ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio». Se è scaduto va rifatto prima del rogito (guida all'APE).
  • RNP (Relazione Notarile Preliminare): Documento con cui il notaio certifica alla banca l'assenza di ipoteche pregiudizievoli.
  • Certificato di Stato Libero o Estratto di Matrimonio: Necessario per definire il regime patrimoniale degli acquirenti.

Se uno di questi documenti manca o contraddice gli altri il notaio non firma: abbiamo raccolto i casi in cui questo succede in quando il notaio può rifiutare l'atto.

Costi e imposte da versare al rogito

Sebbene la delibera sia "gratuita" come parere, l'accensione del mutuo comporta costi vivi che vengono solitamente trattenuti dall'importo erogato o pagati contestualmente:

  1. Istruttoria bancaria: Variabile tra lo 0,50% e l'1,00% dell'importo finanziato (spesso ridotta per mutui green).
  2. Perizia tecnica: Mediamente tra 250€ e 400€ (già pagata solitamente prima della delibera).
  3. Imposta sostitutiva: lo 0,25% dell'importo del mutuo; il 2% solo se il mutuo serve a comprare, costruire o ristrutturare una casa senza i requisiti prima casa, o con i requisiti non dichiarati nell'atto di mutuo. Le due aliquote stanno nell'art. 18 del D.P.R. 601/1973, che al terzo comma dice: «Qualora il finanziamento stesso non si riferisca all'acquisto della prima casa di abitazione, e delle relative pertinenze, l'aliquota si applica nella misura del 2 per cento». Come si calcola e chi la trattiene lo vedi in imposta sostitutiva sul mutuo.
  4. Onorario del Notaio: Per l'atto di mutuo (distinto dall'atto di compravendita).

Erogazione contestuale vs differita

Il giorno del rogito cambia anche a seconda di come la banca eroga i soldi:

  • Erogazione contestuale: La banca consegna gli assegni circolari (o effettua il bonifico) nel momento stesso della firma. È la soluzione preferita dai venditori.
  • Erogazione differita: La banca trattiene i fondi finché l'ipoteca non viene iscritta e consolidata (circa 10-15 giorni dopo il rogito). In questo caso, il notaio rilascia un "atto di quietanza" successivo.

Se il rogito slitta oltre la scadenza

La delibera non è eterna: ha una scadenza, scritta dalla banca, che di solito si misura in mesi. Se il rogito slitta oltre quella data (ritardi del venditore, una successione da sistemare, un cantiere in ritardo), la banca chiede documenti reddituali aggiornati per verificare che la tua capacità di rimborso non sia cambiata, per esempio con nuovi prestiti o un cambio di lavoro, e può riallineare le condizioni.

Conviene chiedere la proroga prima della scadenza, per iscritto, e intanto rifare i conti: una simulazione aggiornata ti dice in 6 minuti se il mutuo resta fattibile e con che rata.

Per accelerare i tempi, il consiglio d'oro è fornire al notaio l'atto di provenienza già durante la fase di istruttoria del mutuo, senza attendere la delibera definitiva.

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Le domande che ci fanno tutti

Qual è il tempo massimo tra delibera del mutuo e rogito?

Nessuno fissato dalla legge: il limite vero è la data di scadenza scritta nella delibera. Oltre quella data la banca può chiedere documenti aggiornati, rifare le verifiche o riallineare le condizioni: per questo la data del rogito nel preliminare va scelta dentro la validità.

Quanto tempo passa di solito tra delibera e rogito?

Di solito 15-30 giorni. Servono per l'offerta vincolante con i suoi sette giorni di riflessione, per la relazione notarile preliminare se la banca non l'ha già chiesta, per preparare gli atti e trovare una data che vada bene a banca, notaio e venditore. Con una successione o un'ipoteca del venditore da cancellare si allunga.

Cosa succede se la delibera scade prima del rogito?

Di solito la banca chiede buste paga e documenti aggiornati e ricontrolla la situazione creditizia; se nel frattempo è cambiato il lavoro o il reddito, può rifare la valutazione. Anche le condizioni possono essere aggiornate. Conviene chiedere la proroga prima della scadenza, per iscritto.

L'erogazione del mutuo è sempre immediata al rogito?

Non sempre. Esiste l'erogazione contestuale (assegni circolari o bonifico pronti al rogito) e quella differita, in cui i fondi vengono sbloccati qualche giorno dopo, quando l'ipoteca è iscritta. Quale delle due usa la tua banca va chiesto prima, perché cambia come paghi il venditore.

Posso cambiare banca dopo la delibera?

Sì, finché non hai firmato il contratto di mutuo, ma con la nuova banca ricominci istruttoria e perizia, con altri costi e altre settimane. Se nel preliminare hai una data di rogito vicina, rischi di non rispettarla: conviene valutarlo solo se le condizioni migliori ripagano il ritardo.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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