Costo del DOCFA nel 2026: quanto si paga per la planimetria catastale?

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In breve

Nel 2026 il DOCFA costa 70 € di tassa catastale per ogni unità immobiliare che la pratica dichiara, nuova o modificata, più l'onorario del tecnico, libero e da concordare con un preventivo scritto. I 70 € valgono in tutte le categorie, capannoni in categoria D, box e beni comuni compresi, e vengono dalla tabella in vigore dal 1° gennaio 2025 (D.Lgs. 139/2024). La planimetria attuale è gratis per il proprietario. Oltre 30 giorni dalla fine dei lavori si aggiunge una sanzione da 1.032 a 8.264 €. Se stai comprando, la simulazione GoMutuo ti dice gratis in 6 minuti se il mutuo è fattibile e con che rata.

Calcolatrice, pile di monete e una casetta di legno su un tavolo: i conti per aggiornare la planimetria catastale della casa
Indice della guida · 9 sezioni

Risposta rapida

Nel 2026 un DOCFA costa 70 € di tassa catastale per ogni unità immobiliare dichiarata, più l'onorario del tecnico, che è libero. La tassa è la stessa per una casa, un negozio, un capannone in categoria D, un box o un bene comune senza rendita, ed è in vigore dal 1° gennaio 2025. La planimetria attuale il proprietario la scarica gratis. Il conto cresce se cambia anche la mappa dell'edificio, se la pratica arriva oltre 30 giorni dalla fine dei lavori o se a monte c'è un lavoro senza permesso da sanare in Comune.

Il DOCFA (Documenti Catasto Fabbricati) è la pratica con cui un tecnico abilitato aggiorna al Catasto planimetria e dati di un immobile. Di solito serve prima di una vendita, perché senza planimetria conforme il rogito non si firma. Visure e altre consultazioni sono nella pagina su quanto costa la visura catastale; come si controlla la planimetria lo spiega la guida alla conformità catastale.

Se stai comprando una casa con la planimetria da aggiornare, per il tuo caso puoi intanto verificare se il mutuo è fattibile e con che rata: è gratis e bastano 6 minuti.

Quanto costano DOCFA, planimetria ed estratto di mappa nel 2026?

Nel 2026 valgono le tasse catastali in vigore dal 1° gennaio 2025: 70 € per ogni unità dichiarata con il DOCFA, 70 € per ogni tipo mappale, 30 € per un estratto di mappa, niente per la planimetria attuale. Le fissa la tabella del testo unico delle imposte ipotecaria e catastale (D.Lgs. 347/1990), riscritta dal D.Lgs. 139/2024: dal 2025 comprende anche i vecchi tributi speciali catastali.

La pagina dell'Agenzia delle Entrate sui costi del servizio Docfa lo dice così: «è previsto il versamento di euro 70,00 per ogni immobile oggetto di autonomo censimento al Catasto Fabbricati», nuovo o variato, «sia che appartenga alle categorie a destinazione ordinaria, speciale o particolare (categorie dei gruppi A, B, C, D ed E) sia che sia censito senza rendita (categorie del gruppo F e BCNC)». I BCNC sono i beni comuni non censibili, parti comuni senza una rendita propria.

VoceQuanto costa nel 2026Quando serveRiferimento
DOCFA (nuova costruzione o variazione)70 € per ogni unitàModifiche interne, fusioni, frazionamenti, cambi d'uso, accatastamentiTabella, voce 7.3
Tipo mappale o di frazionamento (Pregeo)70 € per ogni tipo, più il bolloAmpliamenti, nuove costruzioni, demolizioniTabella, voce 7.4
Estratto di mappa digitale per l'aggiornamento30 € per estratto (un foglio di mappa), più il bolloLo chiede il tecnico per il tipo mappaleTabella, voce 6.1
Planimetria attualeGratisPer il proprietario e per tecnico o notaio incaricatiScheda AdE sulla planimetria
Copia di planimetria storica solo cartacea30 € più il bolloRicostruire com'era la casaScheda AdE sulla planimetria
Visura catastaleGratis online; 3 € allo sportello per immobili di altriDati, categoria e renditaTabella, voce 5.1.1
Voltura (cambio di intestatario, non è un DOCFA)70 € più 16 € di bollo ogni 4 pagineIntestazione rimasta indietroTabella, voce 7.1

Fonti: tabella delle tasse per i servizi ipotecari e catastali (allegato 2 al D.Lgs. 139/2024, Gazzetta Ufficiale n. 231 del 2 ottobre 2024) e schede dell'Agenzia delle Entrate su planimetria, estratto di mappa, Pregeo e voltura, lette il 4 ottobre 2026.

Chi trova importi diversi da 70 €, o differenze fra categorie ordinarie e speciali, legge pagine superate: la circolare 2/E del 14 marzo 2025 parla di «omogeneizzazione dei tributi dovuti per le operazioni di aggiornamento delle unità appartenenti alle categorie ordinarie e speciali». La tassa va all'Agenzia; il lavoro del tecnico è una voce a parte, di solito la più alta.

Quanto si paga in tutto? Sei casi con i conti

In tasse catastali una modifica interna costa 70 €, un frazionamento in due appartamenti 140 € e un ampliamento che cambia la mappa 170 € più i bolli. Si paga per ogni unità che la pratica crea o modifica: se due appartamenti diventano uno l'unità è una, se uno diventa due sono due.

CasoCosa presenta il tecnicoTasse catastali
Bagno in più o tramezzi spostati in un appartamentoDOCFA di variazione, 1 unità70 €
Appartamento diviso in due (frazionamento)DOCFA, 2 unità derivate140 €
Due appartamenti uniti in uno (fusione)DOCFA, 1 unità derivata70 €
Stanza in più al piano terra (ampliamento)Estratto di mappa + tipo mappale + DOCFA170 € più i bolli
Condominio di 8 appartamenti con cappotto e impianti nuovi, se la classe va rivistaDOCFA, 8 unità560 € (70 € per appartamento)
Planimetria persa dall'ufficioDOCFA per planimetria mancante, in esenzione0 €

Tasse della tabella in vigore dal 1° gennaio 2025 (voci 6.1, 7.3 e 7.4); onorario, IVA e bolli esclusi. L'esenzione per la planimetria persa è nel Vademecum DOCFA del luglio 2022, scritto prima della tabella del 2025: va confermata dall'ufficio.

Nei condomini si pagano anche i beni comuni dichiarati con la pratica: la voce 7.3 della tabella dice «inclusi quelli di utilità comune». Un frazionamento con un disimpegno comune dichiara tre unità, 210 €. Poi c'è il tecnico. Con una cifra di pura ipotesi, 400 € di onorario chiesti da un geometra per il primo caso, il contributo del 5% alla Cassa Geometri vale 20 € e la tassa 70 €: in tutto 490 €, più l'IVA se il tecnico la applica.

Quanto chiede il tecnico e cosa deve dire il preventivo?

Per l'onorario di un DOCFA nessuna norma fissa un prezzo. L'art. 9 del D.L. 1/2012 stabilisce che «Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico» e obbliga il professionista a comunicare il compenso «con un preventivo di massima», pattuito «indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi».

La pratica la prepara e la invia con la piattaforma Sister un tecnico abilitato: la Carta dei servizi dell'Agenzia elenca architetto, dottore agronomo e forestale, geometra, ingegnere, perito edile e perito agrario (solo per i fabbricati rurali). In fattura si aggiunge il contributo alla cassa del tecnico: il 5% per i geometri, che la Cassa Geometri descrive come contributo «esposto in fattura e versato dal committente al professionista», e il 4% per ingegneri e architetti di Inarcassa.

In rete girano medie senza fonte ufficiale: il prezzo lo fanno il sopralluogo con il rilievo, il numero di unità, la ricerca dei titoli edilizi in Comune, l'eventuale tipo mappale e l'urgenza. Prima di firmare, chiedi che il preventivo dica:

  • se i 70 € per unità sono compresi o a parte;
  • se serve anche il tipo mappale, con l'estratto di mappa;
  • se comprende l'attestazione di conformità per il notaio;
  • se IVA e contributo alla cassa sono inclusi;
  • entro quanti giorni la pratica viene presentata.

Quanto costa il DOCFA presentato in ritardo?

Se il DOCFA arriva oltre 30 giorni dalla fine dei lavori, ai 70 € si aggiunge una sanzione da 1.032 a 8.264 €, che con il ravvedimento operoso, se si rimedia presto, scende a una frazione del minimo. Il termine è nella scheda dell'Agenzia sul DOCFA (aggiornata al 24 agosto 2026): «Il termine di presentazione delle dichiarazioni al catasto è fissato in trenta giorni» da quando il fabbricato è abitabile o dalla fine della variazione.

La sanzione è quella dell'art. 31 del R.D.L. 652/1939, portata a 258-2.066 € dalla legge 311 del 2004. L'art. 2, comma 12, del D.Lgs. 23/2011 ha poi stabilito che gli importi minimo e massimo «sono quadruplicati». È una forchetta fissa, che non dipende dalla rendita. Per le omissioni anteriori all'aumento del 2011 restano i vecchi importi, come chiarisce la circolare dell'Agenzia del Territorio n. 4 del 2011.

Il ravvedimento operoso è la regolarizzazione spontanea prima che l'ufficio contesti la violazione, ammessa anche per il Catasto dalla circolare 2/T del 2002: si presenta il DOCFA e si paga una frazione del minimo di 1.032 €, più bassa quanto prima si rimedia. Le frazioni sono quelle dell'art. 13 del D.Lgs. 472/1997. Entro 90 giorni dalla scadenza si paga poco più di 100 €: 103,20 € o 114,67 €, cioè un decimo o un nono del minimo, secondo la lettera dell'art. 13 che l'ufficio applica al DOCFA.

Oltre i 90 giorni il conto è incerto: per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 lo stesso art. 13 esclude le riduzioni quando una dichiarazione arriva con più di 90 giorni di ritardo, e l'Agenzia non ha ancora chiarito se la regola vale anche per il DOCFA. Per le omissioni più vecchie valgono le regole dell'epoca. In ogni caso il conto conviene farlo fare al tecnico, o chiederlo all'ufficio provinciale, prima di pagare. Paga chi doveva dichiarare, cioè l'intestatario: in una vendita, il venditore.

Quando serve il DOCFA e quando si paga meno?

Il DOCFA serve ogni volta che una modifica obbliga a rivedere categoria, classe o consistenza dell'immobile, anche se alla fine la rendita resta uguale: la scheda dell'Agenzia chiede di dichiarare la variazione «indipendentemente da quale sia l'esito finale di tale riesame». Gli esempi tipici:

  • tramezzi spostati, un bagno in più o la cucina spostata in un'altra stanza, una fusione o un frazionamento;
  • un cambio d'uso, per esempio da magazzino ad abitazione, o una veranda chiusa che aumenta la superficie;
  • una planimetria mai presentata, con la causale «presentazione planimetria mancante»;
  • errori grafici senza lavori, con la causale «esatta rappresentazione grafica», che il Vademecum DOCFA limita alle imperfezioni «che non siano dipendenti da lavori intervenuti successivamente alla presentazione di detti elaborati».

Si paga meno, o niente, in tre casi:

  • Errore dell'ufficio (intestatario, indirizzo, vani evidentemente sbagliati): basta un'istanza, e secondo la scheda sulla correzione in ufficio «L'istanza di correzione di errori imputabili all'ufficio è gratuita». Dal 1° gennaio 2026 online si usa «Istanza rettifica dati catastali» nell'area riservata, al posto del Contact Center chiuso (avviso dell'Agenzia).
  • Planimetria depositata ma assente dalla banca dati: basta un'istanza per farla inserire, senza DOCFA (scheda sulla planimetria).
  • Planimetria persa dall'ufficio: accertata l'irreperibilità, il Vademecum dice che «il dichiarante può avvalersi dell'esenzione dai tributi speciali catastali». La guida è del luglio 2022, prima che quei tributi confluissero nella tabella del 2025: conviene farsi confermare l'esenzione dall'ufficio.

Il caso nuovo del 2026 è il Superbonus: la legge di bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1, commi 86 e 87) ha chiesto all'Agenzia di verificare se gli immobili ristrutturati con il Superbonus hanno aggiornato il Catasto, e a chi non l'ha fatto l'Agenzia può inviare lettere di compliance. La risoluzione 21/E del 5 giugno 2026 chiarisce che il criterio vale per tutti i lavori edilizi, non solo per quelli agevolati, e che l'obbligo scatta «ogniqualvolta gli interventi edilizi risultino idonei a incidere sugli elementi rilevanti ai fini del classamento», anche senza toccare la pianta: caso per caso possono contare cappotto termico, impianti e ascensori. Con una lettera in mano, il primo passo è un tecnico, che valuta se l'aggiornamento serve davvero: se serve, la tassa resta di 70 € per appartamento, ma con i lavori finiti da tempo il DOCFA è in ritardo e si aggiunge la sanzione vista sopra.

Perché il DOCFA conta per il rogito e per il mutuo?

Il DOCFA conta perché senza dichiarazione di conformità della planimetria la compravendita è nulla, e con una planimetria superata quella dichiarazione non si può fare: l'art. 29, comma 1-bis, della legge 52/1985 chiede, a pena di nullità, il riferimento alle planimetrie e la dichiarazione di conformità allo stato di fatto, e aggiunge che «La predetta dichiarazione può essere sostituita da un'attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale». Conviene chiederla nello stesso preventivo del DOCFA.

La norma vale per gli atti che trasferiscono la casa, vi costituiscono diritti come l'usufrutto o sciolgono una comunione, per esempio una divisione fra eredi, «ad esclusione dei diritti reali di garanzia»: ipoteca, surroga o mutuo di liquidità su una casa già tua non richiedono la dichiarazione. La banca però la planimetria la guarda comunque, nella perizia per il mutuo, e nella prassi le difformità lievi sono di solito accettate se si sanano con costi contenuti, quelle gravi solo se regolarizzate prima dell'atto. Se la modifica era senza permesso, prima del DOCFA serve la pratica in Comune, come spiega l'articolo sulle difformità edilizie e il mutuo.

I tempi dell'Agenzia sono brevi: l'obiettivo è il 95% degli atti «registrati/rifiutati in modalità non automatica entro 3 giorni lavorativi», secondo la Carta dei servizi aggiornata all'8 settembre 2026. Il tempo vero è quello del tecnico: meglio muoversi prima del compromesso. Registrata la pratica, la rendita compare in visura come «Classamento e rendita proposti (D.M. 701/94)» e l'ufficio può ancora correggerla: il termine di dodici mesi del D.M. 701/1994, per la Cassazione, «non ha natura perentoria e non è stabilito a pena di decadenza» (circolare 7/E del 2022).

Alcuni casi particolari

Nei casi meno comuni la tassa resta di 70 € per unità: cambiano l'onorario, le procedure o chi risponde del ritardo.

  • Categorie D ed E, D/10 compreso: 70 € per unità come una casa; cambia il preventivo, perché la rendita si stima immobile per immobile.
  • Difformità scoperta dopo il rogito: le strade sono nell'articolo sulla planimetria non conforme dopo il rogito.
  • Rendita che cambia: la nuova rendita vale per IMU e imposte, come spiega la guida alla rendita catastale.
  • Eredi: la sanzione per un DOCFA che il defunto non ha presentato non passa agli eredi (art. 8 del D.Lgs. 472/1997), ma la planimetria va comunque aggiornata prima di vendere o dividere la casa.
  • Divisione fra eredi o fra ex coniugi: anche l'atto che scioglie la comunione deve contenere, a pena di nullità, la dichiarazione di conformità della planimetria (art. 29, comma 1-bis, L. 52/1985).
  • Trento e Bolzano: il Catasto è delle Province autonome, che indicano costi e procedure.

Le domande che ci fanno tutti

Quanto costa il DOCFA per un immobile in categoria D o D/10?

Costa 70 € di tassa per ogni unità, come un'abitazione: dal 2025 la tabella delle tasse catastali ha un importo unico, e la pagina dell'Agenzia delle Entrate cita i gruppi A, B, C, D ed E. Cambia l'onorario, perché per le categorie D ed E la rendita si stima immobile per immobile.

Il DOCFA si paga anche per i beni comuni non censibili?

Sì, 70 € per ogni unità anche se è censita senza rendita: l'Agenzia delle Entrate cita il gruppo F e i BCNC, i beni comuni non censibili come androni o locali tecnici condivisi. Un frazionamento in due appartamenti con un corridoio comune dichiara tre unità: 210 €.

Quanto costa l'estratto di mappa per l'aggiornamento catastale nel 2026?

Costa 30 € per estratto più l'imposta di bollo (voce 6.1 della tabella in vigore dal 2025). Lo richiede online il tecnico, con Sister, per un solo foglio di mappa, e serve a preparare il tipo mappale o di frazionamento, che costa altri 70 €. Consultare la mappa online, invece, è gratis.

Quanto costa il DOCFA per planimetria mancante?

Se la planimetria non è mai stata presentata costa 70 € per unità, con la causale «presentazione planimetria mancante». Se l'ufficio l'ha persa e ne accerta l'irreperibilità, il Vademecum DOCFA dell'Agenzia (luglio 2022, prima della tabella del 2025) consente di presentarla in esenzione dalle tasse: conviene farselo confermare dall'ufficio. Se è depositata ma manca nella banca dati, basta un'istanza.

Il DOCFA per esatta rappresentazione grafica si paga?

Sì, 70 € per unità: è una variazione e la tabella non prevede eccezioni. Il Vademecum DOCFA la riserva alle imperfezioni grafiche che non dipendono da lavori e non cambiano la rendita, come la scala sbagliata o la destinazione dei locali scritta male. Se ci sono stati lavori serve una variazione vera.

Chi paga il DOCFA quando si vende casa?

L'obbligo di aggiornare il Catasto è degli intestatari, quindi in una vendita del venditore, che in atto dichiara la conformità della planimetria. Le parti possono accordarsi diversamente, per esempio con uno sconto sul prezzo: conviene scriverlo nel preliminare, con la data entro cui presentare la pratica.

Quanto tempo ci vuole per fare il DOCFA?

L'Agenzia delle Entrate si dà l'obiettivo di registrare o respingere entro 3 giorni lavorativi il 95% delle pratiche che non passano in automatico (Carta dei servizi). Il resto dipende dal tecnico e dall'eventuale pratica edilizia in Comune.

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