Rendita catastale e valore catastale: come si calcolano

GoMutuoAggiornato il 9 min di lettura

In breve

La rendita catastale è il reddito teorico annuo attribuito dall'Agenzia delle Entrate a ogni immobile iscritto al Catasto, usato come base per calcolare l'IMU e le imposte di registro, ipotecaria e catastale al rogito. Si calcola moltiplicando la consistenza (vani, mq o m³) per la tariffa d'estimo di zona e categoria, e si trova gratis con la visura catastale online dell'Agenzia delle Entrate. Il valore catastale si ricava dalla rendita rivalutata del 5%: per le imposte d'acquisto si moltiplica per 110 se è la prima casa e per 120 per le altre abitazioni (con 800 € di rendita fanno 92.400 € e 100.800 €), per l'IMU di un'abitazione per 160. Al rogito fa da base delle imposte solo se una persona fisica compra un'abitazione senza IVA e chiede al notaio il prezzo-valore.

Illustrazione editoriale di una casa con planimetria catastale e calcolatrice
Indice della guida · 8 sezioni

La rendita catastale è il reddito teorico annuo attribuito dall'Agenzia delle Entrate a ogni immobile iscritto al Catasto, usato come base imponibile per IMU, imposta di registro e imposte ipotecaria e catastale al rogito. Si calcola moltiplicando la consistenza (vani, mq o m³) per la tariffa d'estimo di zona e categoria. Si trova gratis con la visura catastale online dell'Agenzia delle Entrate o nel Fascicolo del cittadino.

Dalla rendita si ricava il valore catastale: rendita × 1,05 × 110 per la prima casa, × 120 per le altre abitazioni. È la base delle imposte al rogito quando una persona fisica compra un'abitazione e sceglie il prezzo-valore; per l'IMU il moltiplicatore delle abitazioni è invece 160.

Cos'è la rendita catastale

La rendita catastale è il reddito medio ordinario ritraibile dall'immobile secondo le tariffe d'estimo stabilite dall'Agenzia delle Entrate per ogni zona censuaria (comunale) e categoria catastale.

È un valore fiscale teorico, diverso dal canone di affitto e dal prezzo di mercato, spesso stabilito negli anni '80-'90 con l'ultima revisione generale degli estimi. Serve come base per il calcolo di:

  • IMU (la TASI è stata abolita dal 2020).
  • Imposta di registro al rogito (metodo prezzo-valore).
  • Imposte ipotecaria e catastale.
  • Imposta di successione e donazione.
  • IRPEF dei fabbricati (rendita rivalutata del 5%), che per gli immobili non affittati di regola non si paga: la sostituisce l'IMU (art. 8, comma 1, D.Lgs. 23/2011), salvo eccezioni.

Come si calcola la rendita catastale

La formula generica è: Rendita = Consistenza × Tariffa d'estimo. Cambiano unità di misura e tariffa a seconda della categoria:

CategoriaTipo immobileConsistenza
A (A/10 compresa)Abitazioni, uffici e studi privatiVani catastali
BCollegi, ospedali, scuoleMetri cubi
CNegozi, box, magazziniMetri quadri
D ed ECapannoni, alberghi, immobili specialiStima diretta

Esempio pratico, con numeri ipotetici: appartamento A/3 (economico) di 5 vani, in una zona dove la tariffa d'estimo della sua classe è di 320 € per vano. Rendita = 5 × 320 = 1.600 €/anno.

Per la scheda dell'Agenzia delle Entrate sulla visura, nei gruppi A, B e C la rendita si ottiene «moltiplicando la consistenza per la tariffa unitaria specifica per Comune, zona censuaria e corrispondente alla categoria e classe»; nei gruppi D ed E con una stima diretta. Il D.P.R. 138/1998 è il regolamento sulla «revisione generale delle zone censuarie, delle tariffe d'estimo delle unità immobiliari urbane e dei relativi criteri». Il calcolo effettivo è di competenza dell'ufficio: il proprietario può solo verificarlo sulla visura o proporne l'aggiornamento tramite DOCFA.

Dove trovare la rendita catastale

Hai tre strade gratuite e una allo sportello:

  1. Visura catastale online dell'Agenzia delle Entrate: il servizio online con SPID, CIE o CNS. È gratuita per i tuoi immobili e anche per quelli di altri, che cerchi con i dati catastali.
  2. Fascicolo del cittadino: nell'Area Riservata dell'Agenzia delle Entrate trovi tutti i tuoi immobili con rendita, categoria e classe. Gratis.
  3. Atto notarile: il rogito o la successione riportano sempre la rendita catastale aggiornata alla data dell'atto.
  4. Visura allo sportello: negli uffici dell'Agenzia si paga la tassa prevista per i servizi catastali, salvo che per i propri immobili.

Come si calcola il valore catastale di un immobile?

Il valore catastale si calcola dalla rendita della visura: rendita × 1,05 × coefficiente. L'1,05 è la rivalutazione del 5%, e il coefficiente cambia con l'imposta. Per le imposte d'acquisto la guida dell'Agenzia delle Entrate sull'acquisto della casa (ottobre 2025) spiega che il valore delle abitazioni diverse dalla prima casa si ottiene «moltiplicando la rendita catastale (rivalutata del 5%) per il coefficiente 120», e quello della prima casa con il coefficiente 110. Su questo valore si pagano le imposte con il metodo prezzo-valore (art. 1 comma 497 L. 266/2005), quando una persona fisica compra un'abitazione (con le sue pertinenze) fuori dalla sua attività e lo chiede al notaio, con o senza agevolazioni prima casa.

TipologiaCoefficienteEsempio (rendita 800 €)
Prima casa (abitazioni escluse A/1, A/8 e A/9)11092.400 €
Altre abitazioni, seconda casa compresa (A esclusa A/10)120100.800 €
Uffici (A/10) e capannoni (D)6050.400 €
Negozi (C/1) ed E40,834.272 €

Il prezzo-valore riguarda solo le prime due righe: per uffici, negozi e capannoni, in una compravendita, le imposte si pagano sul prezzo. I loro coefficienti servono in altri casi, per esempio nelle successioni, dove il valore dichiarato non inferiore a quello catastale non viene rettificato (art. 34, comma 5, D.Lgs. 346/1990). Il 60 e il 40,8 sono i moltiplicatori del D.M. 14 dicembre 1991 (50 e 34) aumentati del 20% dal D.L. 168/2004 (art. 1-bis, comma 7), per gli immobili diversi dalla prima casa.

Per l'IMU i coefficienti sono altri. L'art. 1, comma 745, della legge 160/2019 parte dalle rendite catastali «rivalutate del 5 per cento» e le moltiplica così:

ImmobileMoltiplicatore IMU
Abitazioni (gruppo A, esclusa A/10) e categorie C/2, C/6, C/7 (cantine, box, tettoie)160
Gruppo B e categorie C/3, C/4, C/5140
Uffici A/10 e categoria D/580
Gruppo D, esclusa D/565
Negozi C/155

Con la stessa rendita di 800 € un'abitazione vale 134.400 € per l'IMU: su quella base il Comune applica la sua aliquota. L'abitazione principale non paga l'IMU, salvo le categorie A/1, A/8 e A/9.

Vantaggio pratico: se compri da un privato una prima casa a 200.000 € con 800 € di rendita, il valore catastale è 92.400 € e l'imposta di registro (2%) è 1.848 € invece di 4.000 €. Per una seconda casa, al 9% sul valore di 100.800 €, sono 9.072 € invece di 18.000 €. Il registro non scende mai sotto i 1.000 €, e conviene verificarlo sempre prima del rogito notarile.

A cosa serve: IMU, rogito, mutuo

  • IMU: base imponibile = rendita × 1,05 × 160 per le abitazioni e per le categorie C/2, C/6 e C/7. L'imposta è la base moltiplicata per l'aliquota del Comune. L'abitazione principale è esente, salvo le categorie di lusso (A/1, A/8, A/9).
  • Imposta di registro al rogito: 2% del valore catastale per la prima casa, 9% per le altre abitazioni, mai meno di 1.000 €. Il 2% vale solo con i requisiti delle agevolazioni prima casa.
  • Successioni e donazioni: se dichiari un valore non inferiore a quello catastale, l'Agenzia non lo rettifica (vedi sopra); i costi di una successione con un immobile partono da lì.
  • Mutuo bancario: la banca eroga sul valore di mercato da perizia, ma la rendita serve al notaio per calcolare le imposte e a te per preventivare la liquidità necessaria al rogito. Per la parte che chiedi alla banca, con la simulazione gratuita di GoMutuo vedi in 6 minuti quanto puoi chiedere e con che rata.
  • ISEE: per gli immobili conta il valore ai fini IMU, meno il mutuo che resta da pagare. Per la casa di abitazione la parte sotto una franchigia non conta e quella sopra conta per due terzi (art. 5, comma 2, DPCM 159/2013): la franchigia è di 52.500 € in generale, più alta per l'assegno unico e alcune altre prestazioni.

Come aggiornare la rendita catastale

La rendita catastale si aggiorna con procedura DOCFA (Documenti Catasto Fabbricati) tramite geometra, architetto o ingegnere abilitato, obbligatoria entro 30 giorni da:

  • Ristrutturazioni che modificano superficie o categoria.
  • Cambio di destinazione d'uso (es. da C/2 a A/3).
  • Fusione o frazionamento di unità immobiliari.
  • Nuove costruzioni o ampliamenti.

Se ritieni la rendita sovrastimata puoi presentare istanza di autotutela all'Agenzia delle Entrate o ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado (le vecchie commissioni tributarie provinciali). Per l'art. 21 del D.Lgs. 546/1992 il ricorso va proposto «entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato». Se poi la rendita viene corretta e ti spetta un rimborso dell'IMU pagata in più, va chiesto al Comune entro cinque anni dal versamento o da quando è stato accertato il diritto alla restituzione (art. 1, comma 164, L. 296/2006). Il valore catastale incide anche sui costi del rogito notarile.

Per approfondire consulta la sezione Consultazione rendite catastali dell'Agenzia delle Entrate e la guida ufficiale L'acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali.

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Le domande che ci fanno tutti

Come si calcola la rendita catastale?

La rendita catastale si calcola moltiplicando la consistenza dell'immobile per la tariffa d'estimo, fissata per Comune, zona censuaria, categoria e classe. Per abitazioni e uffici (gruppo A) la consistenza è in vani, per negozi, magazzini e box (gruppo C) in metri quadrati, per gli immobili collettivi come scuole e ospedali (gruppo B) in metri cubi; capannoni e immobili speciali (gruppi D ed E) hanno una stima diretta. Il calcolo lo fa l'Agenzia delle Entrate: il proprietario lo verifica sulla visura.

Dove trovo la rendita catastale del mio immobile?

La rendita catastale si trova gratis in tre modi: 1) con la visura catastale online dell'Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS, anche per un immobile che non è tuo se hai i dati catastali, 2) nel Fascicolo del cittadino su Area Riservata AdE, 3) sull'ultimo atto notarile (rogito o successione) dove è sempre riportata. Allo sportello la visura si paga, salvo che per i propri immobili.

Come si calcola il valore catastale dalla rendita?

Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita per 1,05 (rivalutazione del 5%) e poi per un coefficiente che varia per categoria: 110 per prima casa, 120 per le altre abitazioni (A esclusi A/10), 60 per uffici (A/10) e capannoni (D), 40,8 per negozi (C/1) e categoria E; per i terreni non edificabili si moltiplica il reddito dominicale per 1,25 e per 90. Al rogito il prezzo-valore vale solo per le abitazioni e le loro pertinenze.

Come si calcola il valore catastale ai fini IMU?

Si moltiplica la rendita della visura, rivalutata del 5%, per il coefficiente dell'art. 1, comma 745, della legge 160/2019. È 160 per le abitazioni e per le categorie C/2, C/6 e C/7 (cantine, box, tettoie), 140 per il gruppo B e per le C/3, C/4 e C/5. Per gli uffici A/10 e i D/5 il coefficiente è 80, per gli altri D è 65 e per i negozi C/1 è 55. Con 800 € di rendita un'abitazione vale 134.400 €. La casa dove vivi e hai la residenza non paga l'IMU, salvo le categorie A/1, A/8 e A/9.

Rendita catastale e valore di mercato sono la stessa cosa?

No. La rendita è un valore fiscale teorico e il valore catastale che ne deriva di solito è molto più basso del prezzo di mercato: nell'esempio della guida dell'Agenzia delle Entrate, una casa pagata 200.000 € con 900 € di rendita vale 113.400 € come seconda casa. Se una persona fisica compra un'abitazione senza IVA e lo chiede al notaio, le imposte si pagano su quel valore (prezzo-valore); negli acquisti con IVA e per uffici e negozi si pagano sul prezzo.

La rendita catastale conta per ottenere il mutuo?

Indirettamente sì. La banca eroga il mutuo in base al valore di mercato (stabilito dalla perizia), non alla rendita catastale. Ma se compri da un privato con il prezzo-valore, dalla rendita dipende l'imposta di registro, che si versa il giorno della firma con ipotecaria e catastale (fisse, 50 € ciascuna). Conoscere la rendita prima ti dice quanti soldi devono esserci quel giorno, oltre alla parte di prezzo che il mutuo non copre.

Posso aggiornare o cambiare la rendita catastale?

Sì, se l'immobile ha subito modifiche rilevanti (ristrutturazione, cambio di categoria, ampliamento) devi presentare una pratica DOCFA tramite geometra o architetto abilitato entro 30 giorni dalla fine lavori. Se la rendita ti sembra troppo alta puoi chiedere all'Agenzia delle Entrate di correggerla in autotutela, oppure fare ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica dell'atto.

Cosa succede se la rendita catastale è sbagliata?

IMU e imposte al rogito si calcolano su una base sbagliata, in eccesso o in difetto. Controlla sempre sulla visura categoria (A/2, A/3…), classe e consistenza (numero di vani): se non corrispondono alla casa, un geometra può presentare un DOCFA. Se la rendita viene corretta e hai pagato troppa IMU, il rimborso si chiede al Comune entro cinque anni dal versamento o da quando è stato accertato il diritto alla restituzione.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche reperibili online, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

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