Planimetria non conforme dopo il rogito: cosa fare

GoMutuoAggiornato il 12 min di lettura

In breve

Se scopri una difformità della planimetria dopo il rogito, il contratto non è nullo se in atto c'è la dichiarazione di conformità catastale. Per la Cassazione (sent. 27531/2025) vale anche se la dichiarazione non è veritiera, purché la difformità non emerga in modo palese dagli atti. Contro il venditore hai tre strade. Garanzia per vizi (art. 1490 c.c.) e mancanza di qualità (art. 1497 c.c.) chiedono la denuncia entro 8 giorni dalla scoperta e l'azione entro 1 anno dalla consegna. L'aliud pro alio, se il bene è radicalmente diverso da quello promesso, si prescrive nei 10 anni ordinari. Il notaio risponde se ha omesso i controlli che gli spettano. Se i lavori erano in regola con il Comune basta aggiornare il Catasto con il DOCFA (70 €). Se no, prima serve la pratica edilizia adatta (CILA tardiva, art. 36-bis o art. 36 T.U.E.).

Planimetria catastale con lente d'ingrandimento e mismatch — difformità scoperta dopo il rogito
Indice della guida · 11 sezioni

In sintesi: cosa fare subito

Hai scoperto dopo il rogito che la planimetria depositata in Catasto non corrisponde allo stato reale dell'immobile (bagno spostato, veranda chiusa, ripostiglio non riportato, tramezzi diversi). È una situazione più frequente di quanto si pensi. Ecco l'ordine di priorità:

  1. Non firmare nulla con il venditore prima di aver consultato un avvocato civilista.
  2. Denuncia formale del vizio al venditore entro 8 giorni dalla scoperta (raccomandata A/R o PEC).
  3. Sopralluogo di un tecnico (geometra, architetto) per classificare la difformità e stimare il costo di sanatoria.
  4. Se hai un mutuo, informa la banca per iscritto del piano di regolarizzazione.
  5. Sana con la pratica edilizia adatta (CILA tardiva, art. 36-bis o art. 36 T.U.E.) e chiedi poi il rimborso al venditore (stragiudiziale prima, giudizio dopo).

La buona notizia: la Cass. n. 27531/2025 ha chiarito che il rogito con la dichiarazione di conformità catastale non è nullo anche se quanto dichiarato è falso, purché la difformità non emerga in modo palese dagli atti. La cattiva notizia: i termini di azione contro il venditore sono brevi (8 giorni + 1 anno), quindi non aspettare.

Cosa significa "planimetria non conforme"

La planimetria catastale è il disegno tecnico dell'unità immobiliare depositato in Catasto: rappresenta la distribuzione interna dei vani, muri, aperture, superficie. Deve corrispondere allo stato di fatto — è il principio della conformità catastale (art. 19, comma 14, del D.L. 31 maggio 2010 n. 78).

Casi tipici di difformità scoperta dopo l'acquisto:

  • bagno o cucina in posizione diversa da quella disegnata;
  • tramezzo interno spostato o rimosso (open space non riportato);
  • veranda o portico chiuso a formare vano abitabile;
  • soppalco o ripostiglio non presenti in planimetria;
  • fusione o frazionamento di due unità mai comunicati;
  • balcone diventato loggia (o viceversa);
  • categoria catastale non aggiornata dopo cambio d'uso.

Sotto la difformità catastale può esserci anche una difformità urbanistica (opera fatta senza titolo edilizio o difforme dal permesso). In quel caso le due vanno affrontate insieme.

Il rogito è nullo? Cosa dice Cass. 27531/2025

Per anni si è discusso se una dichiarazione di conformità catastale falsa o incompleta in atto rendesse il rogito nullo. L'art. 29, comma 1-bis, della legge 27 febbraio 1985 n. 52 (introdotto dal D.L. 78/2010) impone infatti che gli atti di trasferimento di fabbricati già esistenti «devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie». La Cass. civ. sez. II n. 27531/2025, depositata il 15 ottobre 2025, ha messo un punto fermo:

  • la nullità testuale scatta solo quando in atto manca del tutto la dichiarazione di conformità o non sono indicati i riferimenti alla planimetria (identificativi catastali);
  • se la dichiarazione c'è ma risulta falsa o inesatta, l'atto resta valido: per la Corte il contratto vale «a prescindere dalla veridicità della conformità dichiarata o attestata, purché la difformità non emerga in modo palese allo stato degli atti». Si aprono i rimedi contro il venditore e la sanatoria della difformità, non la nullità del contratto.

Fonte: Cass. civ. sez. II, sent. 27531/2025 (testo integrale su Italgiure).

Conseguenza pratica: se hai comprato con dichiarazione di conformità presente ma non veritiera, la casa è tua, il mutuo è valido, ma hai diritto di agire contro il venditore per il danno.

Le tre azioni contro il venditore

Il Codice civile e la giurisprudenza offrono tre strade cumulative o alternative. La scelta si fa in base alla gravità della difformità e ai termini ancora aperti.

AzioneNormaDenunciaTermine di azioneCosa ottieni
Garanzia per viziArt. 1490 c.c.8 giorni dalla scoperta1 anno dalla consegnaRisoluzione (art. 1492) o riduzione prezzo
Mancanza di qualitàArt. 1497 c.c.8 giorni dalla scoperta (rinvio all'art. 1495)1 anno dalla consegnaRisoluzione + danni
Aliud pro alioArt. 1453 c.c. + giurisp.Non richiesta10 anni ordinaria prescr.Risoluzione + danni + restituzione prezzo

Quando si applica l'aliud pro alio: quando l'immobile consegnato è così diverso da quello promesso da appartenere a un genere del tutto differente. Possono rientrarci, per esempio, una casa venduta come "abitazione" che risulta catastalmente magazzino (C/2) o un abuso talmente grave da rendere l'immobile non sanabile. In quei casi non valgono i termini brevi degli artt. 1490-1497: agisci in via contrattuale ordinaria.

Fonte: LexCED — Aliud pro alio nella compravendita immobiliare.

Responsabilità del notaio

Il notaio ha obblighi professionali ai sensi dell'art. 28 della Legge Notarile (L. 89/1913) e dell'art. 29 c. 1-bis L. 52/1985. In particolare deve:

  • eseguire le visure ipocatastali nel ventennio precedente (art. 2650 c.c.) per verificare la continuità delle trascrizioni;
  • raccogliere in atto la dichiarazione di conformità catastale firmata dal venditore o attestata da un tecnico abilitato;
  • inserire gli estremi del titolo edilizio dichiarati dal venditore: permesso di costruire o in sanatoria per gli edifici iniziati dopo il 17 marzo 1985 (art. 46 D.P.R. 380/2001), licenza o concessione per quelli precedenti (art. 40 L. 47/1985). Servono anche gli estremi della SCIA che sostituisce il permesso (art. 46 c. 5-bis). Per le opere iniziate prima del 1° settembre 1967 basta una dichiarazione sostitutiva;
  • non ricevere un trasferimento senza la dichiarazione di conformità catastale, che sarebbe nullo. L'art. 28 della legge notarile (L. 16 febbraio 1913 n. 89) stabilisce che «il notaro non può ricevere o autenticare atti: 1° se essi sono espressamente proibiti dalla legge, o manifestamente contrari al buon costume o all'ordine pubblico».

Attenzione: il notaio non deve verificare personalmente lo stato dei luoghi né la veridicità delle dichiarazioni tecniche. Se la dichiarazione di conformità è stata resa dal venditore o da un tecnico abilitato, e il notaio l'ha riportata in atto, la responsabilità del notaio è residuale.

Si può agire contro il notaio per responsabilità professionale se ha omesso i controlli che gli spettano (mancata visura, mancata dichiarazione in atto). Ogni notaio è coperto da polizza assicurativa obbligatoria. Se stai valutando l'acquisto con mutuo, verifica anche i documenti necessari per la richiesta del mutuo.

Fonte: Ex Parte Creditoris — sanzione disciplinare notaio.

Responsabilità del tecnico attestatore

Se la dichiarazione di conformità catastale in atto è stata resa da un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) sulla base della cosiddetta relazione tecnica integrata (RTI), quel tecnico risponde professionalmente se la relazione era falsa o negligente. Base normativa: art. 2043 c.c. (responsabilità extracontrattuale) o art. 1218 c.c. (contrattuale se assunto direttamente dall'acquirente) più la polizza professionale obbligatoria per iscritti agli Ordini.

Termine di azione: 5 anni (art. 2947 c.c.) per la responsabilità extracontrattuale, 10 anni per quella contrattuale.

Come sanare la difformità

Con il Decreto Salva-Casa (D.L. 69/2024, in vigore dal 30 maggio 2024, convertito dalla legge 24 luglio 2024 n. 105) molte difformità parziali si sanano con la sanatoria semplificata dell'art. 36-bis del Testo unico edilizia. Non serve più la doppia conformità: il titolo in sanatoria si ottiene se l'intervento «risulti conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda, nonché ai requisiti prescritti dalla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione». Per le regole complete vedi la guida Salva Casa 2026.

Passaggi tipici:

  1. Sopralluogo del tecnico + accesso agli atti al Comune (SUE) per recuperare i titoli edilizi storici;
  2. Classificazione difformità: tolleranza costruttiva (art. 34-bis, nessuna sanatoria), lavori senza CILA (art. 6-bis c. 5, sanzione di 1.000 €), parziale difformità (art. 36-bis), totale (art. 36 con doppia conformità);
  3. Pratica edilizia in sanatoria con oblazione e asseverazione;
  4. Aggiornamento planimetria catastale tramite DOCFA: l'Agenzia delle Entrate fissa il tributo speciale catastale in 70 euro per ogni immobile oggetto di autonomo censimento — dopo la sanatoria urbanistica;
  5. Nuova visura per confermare l'allineamento tra stato di fatto, titolo edilizio e Catasto.

Costi tipici e tempi

VoceImporto 2026Tempi
Sopralluogo + relazione tecnicaSi concorda (preventivo scritto)Da concordare con il tecnico
Sanzione per lavori senza CILA (art. 6-bis c. 5 T.U.E.)1.000 €Pagamento al Comune
Oblazione art. 36-bis T.U.E., lavori da SCIA1.032 – 10.328 € (516 – 5.164 € con doppia conformità)Pagamento al Comune
Oblazione art. 36-bis T.U.E., lavori da permesso di costruireDoppio del contributo di costruzione, +20% (senza aumento con doppia conformità)Pagamento al Comune
Parcella tecnico per pratica sanatoriaSi concorda (preventivo scritto)Comprende asseverazione
DOCFA aggiornamento planimetria70 € tributoDopo la sanatoria
Diritti segreteria ComuneLi fissa il ComuneVariabili per Comune
Tempi del Comune (art. 36-bis c. 6)—45 giorni per il permesso in sanatoria (poi si intende accolto), 30 giorni per i controlli sulla SCIA

Le parcelle tecniche sono liberalizzate (D.L. 1/2012): chiedere sempre più preventivi. L'oblazione art. 36-bis la determina il Comune: per i lavori da SCIA è il doppio dell'aumento di valore stimato dall'Agenzia delle Entrate, per quelli da permesso di costruire il doppio del contributo di costruzione, aumentato del 20% salvo la doppia conformità (art. 36-bis, comma 5, D.P.R. 380/2001).

Cosa succede se hai un mutuo in corso

Se hai comprato con mutuo, la scoperta di una difformità va comunicata alla banca per iscritto (PEC) insieme al piano di sanatoria. Le clausole standard dei contratti di mutuo prevedono in genere:

  • Obbligo di mantenere la regolarità edilizia dell'immobile ipotecato;
  • Facoltà della banca di chiedere il rientro (decadenza dal beneficio del termine ex art. 1186 c.c.) se la garanzia è compromessa;
  • Possibile obbligo di integrare la garanzia (fideiussione ulteriore) fino alla sanatoria.

Nella pratica, se la difformità è sanabile e la comunichi subito, la banca può concedere un periodo di regolarizzazione senza chiedere il rientro. Se stai valutando un nuovo mutuo o una surroga su un immobile con difformità in corso di sanatoria, alcune banche chiedono la conclusione della pratica prima dell'erogazione: verifica prima di firmare la proposta.

Per verificare quale documentazione ti verrà richiesta in fase di erogazione, leggi anche documenti per la richiesta di mutuo oppure prova una simulazione mutuo gratuita.

Checklist operativa in 7 step

  1. Documenta con foto, planimetria depositata e confronto stato di fatto.
  2. Denuncia scritta al venditore entro 8 giorni (raccomandata A/R o PEC).
  3. Consulta un avvocato civilista per scegliere l'azione (vizi / qualità / aliud pro alio).
  4. Incarica un tecnico abilitato per stimare sanabilità e costo (visura + accesso atti al Comune).
  5. Comunica alla banca se c'è mutuo in corso, con piano di sanatoria.
  6. Sana con la pratica edilizia adatta + DOCFA, conservando tutte le fatture come prova del danno.
  7. Richiedi il rimborso al venditore — prima stragiudiziale (transazione), poi eventuale causa entro i termini dell'azione scelta.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale, notarile o tecnica. Le azioni contro venditore, notaio e tecnico hanno termini di decadenza e prescrizione: rivolgersi tempestivamente a un avvocato civilista e a un tecnico abilitato iscritto al proprio Ordine (geometra, architetto, ingegnere) e, per gli aspetti notarili, al Consiglio Notarile Distrettuale competente.

Ti è stata utile?

Le domande che ci fanno tutti

Ho scoperto la difformità un mese fa: posso ancora agire contro il venditore?

Dipende dall'azione. Per la garanzia vizi (art. 1490 c.c.) dovevi denunciare il vizio entro 8 giorni dalla scoperta, meglio con raccomandata A/R o PEC. Se non l'hai fatto, l'azione è decaduta, salvo che il venditore abbia riconosciuto o nascosto il vizio (art. 1495 c. 2). La mancanza di qualità (art. 1497 c.c.) ha gli stessi termini, perché il suo secondo comma rinvia all'art. 1495. Se la difformità rende l'immobile diverso da quello promesso (aliud pro alio), hai fino a 10 anni per la risoluzione contrattuale ordinaria. Consulta subito un avvocato: la qualificazione dell'azione è tecnica.

Il notaio è responsabile se non ha visto la difformità?

Non sempre. Il notaio ha l'obbligo (art. 28 L. 89/1913 e art. 29 c. 1-bis L. 52/1985) di raccogliere in atto la dichiarazione di conformità catastale, ma non deve verificare personalmente che sia vera: quella dichiarazione la fa il venditore e/o un tecnico abilitato. Il notaio risponde disciplinarmente e civilmente se ha omesso di richiedere la dichiarazione, se ha inserito dati che sapeva falsi, o se non ha eseguito le visure ipocatastali di prassi. Un'azione per responsabilità professionale resta possibile se ha agito con negligenza. Rivolgiti a un avvocato civilista.

Se sano io la difformità posso poi chiedere il rimborso al venditore?

Sì. La strada più comune nella pratica è: (1) far quantificare il costo di sanatoria da un tecnico (oblazione + parcelle + DOCFA); (2) denunciare formalmente il vizio al venditore entro i termini di decadenza; (3) proporre una transazione stragiudiziale offrendo di sanare in proprio a fronte di un rimborso pari al costo. Se il venditore rifiuta, si va in giudizio chiedendo la riduzione del prezzo (art. 1492 c.c.) o il risarcimento. Conserva sempre tutte le fatture del tecnico e del Comune: sono la prova del danno.

La difformità si può sempre sanare?

Molte sì, grazie al Decreto Salva-Casa (D.L. 69/2024, convertito dalla L. 105/2024), che ha introdotto l'art. 36-bis T.U.E. Le parziali difformità e le variazioni essenziali si sanano oggi senza la doppia conformità piena: l'intervento deve rispettare la disciplina urbanistica vigente alla presentazione della domanda e i requisiti edilizi vigenti alla realizzazione. Non si sanano invece le opere in aree con vincolo paesaggistico non compatibili con il vincolo e le lottizzazioni abusive (art. 30 T.U.E.); gli abusi totali o fatti senza permesso di costruire si sanano solo con la doppia conformità piena dell'art. 36. Prima di ogni azione legale fai valutare la sanabilità a un tecnico: se l'immobile non è sanabile, cambiano completamente strategia e importi risarcitori.

La banca può chiedere il rientro del mutuo se scopre la difformità?

In linea teorica sì, se il contratto di mutuo contiene una clausola risolutiva espressa collegata alla regolarità edilizia dell'immobile ipotecato e la difformità è grave al punto da mettere a rischio la garanzia. Nella pratica, se la difformità è sanabile, la banca può concedere un periodo per regolarizzarla senza chiedere il rientro (decadenza dal beneficio del termine, art. 1186 c.c.). Comunica subito alla banca la scoperta e il piano di sanatoria per iscritto: la trasparenza è la migliore tutela.

Se il venditore è morto o l'immobile è stato ereditato posso ancora agire?

Sì, gli eredi rispondono nei limiti del valore ereditato (art. 490 c.c. se hanno accettato con beneficio di inventario) o senza limiti se hanno accettato puramente. Le azioni contro il venditore (artt. 1490, 1497 c.c., aliud pro alio) si trasmettono agli eredi. I termini decorrono dalla consegna a te, non dalla morte del venditore: se sei ancora nei termini, agisci. Se acquisti tu oggi da eredi, chiedi sempre in atto una dichiarazione di conformità catastale specifica (non generica) e verifica prima del rogito con visura + relazione tecnica di regolarità.

Il valore dell'immobile scende se ho una difformità?

Può scendere, soprattutto se non è ancora sanata. Il perito incaricato dalla banca (per un mutuo o una surroga) può ridurre il valore, tanto più se la difformità è grave o l'immobile è in zona vincolata. Una volta sanata la difformità e aggiornata la planimetria in Catasto (DOCFA 70 €), quella riduzione non ha più motivo. Se stai pensando di vendere, conviene sanare prima: per il permesso in sanatoria dell'art. 36-bis il Comune ha 45 giorni, per i controlli sulla SCIA 30 (art. 36-bis c. 6).

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche reperibili online, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

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