Quanto costa la sanatoria per ottenere l'agibilità prima del rogito?

Il costo si compone di due parti molto diverse tra loro. La prima è l'oblazione, cioè la sanzione fissata dalla legge: nel regime semplificato dell'art. 36-bis del D.P.R. 380/2001 (introdotto dal D.L. 69/2024 "Salva Casa", convertito con L. 105/2024) l'importo va, nei casi tipizzati, da 516 a 10.328 euro, oppure è pari al doppio del contributo di costruzione, con una maggiorazione del 20% in alcune ipotesi. La seconda è la componente tecnica — compenso del professionista, diritti di segreteria comunali, pratiche catastali — che nessuna norma nazionale quantifica: va sempre richiesta a preventivo. Non esiste quindi un costo fisso della sanatoria.

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Planimetria tecnica arrotolata accanto a un mazzo di chiavi su un tavolo da lavoro

La risposta in breve

Il costo della sanatoria che serve per arrivare all'agibilità prima del rogito si divide in due blocchi, ed è importante non confonderli. Il primo è l'oblazione, cioè la sanzione pecuniaria che la legge quantifica con criteri precisi: nel regime semplificato dell'art. 36-bis del D.P.R. 380/2001 l'importo, nei casi tipizzati, va da 516 a 10.328 euro, oppure è pari al doppio del contributo di costruzione, con una maggiorazione del 20% in alcune ipotesi. Il secondo è la componente tecnica e amministrativa: compenso del progettista, diritti di segreteria comunali, aggiornamenti catastali. Qui nessuna norma nazionale fissa un importo, quindi qualsiasi cifra "media" trovata online è una stima commerciale, non un dato ufficiale.

Perché l'agibilità richiede la regolarità

L'art. 24 del D.P.R. 380/2001 disciplina la Segnalazione Certificata di Agibilità, che attesta sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico dell'edificio e dei suoi impianti. La segnalazione presuppone la conformità edilizio-urbanistica dell'immobile: se esistono difformità non sanate, il tecnico non può asseverare nulla, e la pratica non si chiude. Questo è il motivo per cui la sanatoria viene prima dell'agibilità, e non il contrario.

Il punto di partenza è quindi la ricostruzione dello stato legittimo dell'immobile (art. 9-bis), confrontando i titoli edilizi con la situazione reale e con quella catastale. Le due verifiche sono distinte e vanno fatte entrambe: le spieghiamo in conformità urbanistica e in conformità catastale.

Quanto costa: la parte fissata dalla legge

L'art. 36-bis, introdotto dal D.L. 29 maggio 2024 n. 69 e convertito con modificazioni dalla L. 24 luglio 2024 n. 105, si applica alle variazioni essenziali (art. 32), alle parziali difformità (art. 34) e agli interventi eseguiti in assenza o difformità dalla SCIA ordinaria (art. 37). I criteri dell'oblazione, secondo il testo vigente, sono differenziati:

  • variazioni essenziali o parziali difformità da permesso di costruire o SCIA alternativa: doppio del contributo di costruzione, con maggiorazione del 20% nei casi di doppia conformità cosiddetta disgiunta e con un importo comunque non inferiore a 516 euro;
  • stesse fattispecie con doppia conformità piena: doppio del contributo di costruzione, senza la maggiorazione, fermo lo stesso minimo;
  • assenza o difformità dalla SCIA ordinaria: da 1.032 a 10.328 euro, in misura pari al doppio dell'aumento di valore venale valutato dall'Agenzia delle Entrate;
  • stessa ipotesi con doppia conformità piena: da 516 a 5.164 euro.

La sanatoria ordinaria dell'art. 36 resta invece ancorata alla doppia conformità piena e all'oblazione pari al doppio del contributo di costruzione: il meccanismo è descritto in doppia conformità e art. 36.

Le voci che nessuna norma quantifica

Qui va detto chiaramente cosa non si può sapere in anticipo. Il compenso del tecnico incaricato di rilievo, relazione di accertamento, asseverazioni e pratiche catastali è liberamente pattuito: dopo l'abrogazione delle tariffe minime professionali non esiste un parametro legale vincolante. I diritti di segreteria e i costi di istruttoria sono fissati da ciascun Comune con propria delibera tariffaria, quindi cambiano da territorio a territorio. Può inoltre emergere un contributo di costruzione residuo — oneri di urbanizzazione più costo di costruzione — a seconda dell'intervento.

La conseguenza pratica è semplice: prima di impegnarti in un preliminare servono due preventivi scritti, uno del tecnico e uno stimato dall'ufficio tecnico comunale sull'oblazione. Senza quei numeri stai negoziando alla cieca.

Quando la sanatoria non serve

Non tutte le difformità sono abusi. L'art. 34-bis, ampliato dal Salva Casa, individua le tolleranze costruttive: piccole differenze esecutive entro soglie percentuali predefinite che non costituiscono violazione edilizia e non richiedono sanatoria onerosa. Verificare per prima cosa se la difformità rientra nelle tolleranze è la mossa che può azzerare l'intero capitolo di spesa, ed è compito del tecnico dichiararlo formalmente.

Cosa succede al mutuo

La banca finanzia contro garanzia ipotecaria, e la perizia tecnica verifica conformità edilizia e catastale del bene. Un immobile privo di agibilità o con abusi aperti ha un valore cauzionale più basso e un rischio più alto: gli esiti tipici sono una delibera condizionata alla chiusura della pratica, la sospensione dell'erogazione o il rifiuto. Il tema specifico dell'assenza di agibilità è approfondito in si può avere il mutuo se la casa non ha agibilità.

Se la perizia riduce il valore rispetto al prezzo pattuito — esito frequente in presenza di difformità — cambia anche il rapporto tra importo finanziato e garanzia: vedi cosa succede se la perizia vale meno del prezzo. Per capire quale rata regge il tuo bilancio nei diversi scenari puoi partire da una simulazione su GoMutuo.

Tempi e gestione del rogito

Quando la sanatoria non si chiude prima dell'atto, la prassi notarile offre due strade: rinviare il rogito, oppure stipulare vincolando il prezzo. Nel secondo caso si usa il deposito del prezzo presso il notaio, con svincolo subordinato alla prova del perfezionamento della pratica. È la soluzione che protegge l'acquirente senza far saltare l'operazione, e va concordata nel preliminare, non il giorno del rogito.

Le tempistiche dell'istruttoria bancaria vanno considerate in parallelo a quelle comunali: sono due orologi indipendenti, e la delibera ha una scadenza. Il quadro è in quanto tempo resta valida la delibera del mutuo .

Domande frequenti

La regola da portare via è una: l'unico numero difendibile in questa materia è l'oblazione, perché la fissa la legge. Tutto il resto — tecnico, diritti comunali, tempi — va messo per iscritto prima di firmare.

Domande frequenti

Si può fare il rogito senza agibilità?

Sì, l'atto può essere stipulato anche in assenza di agibilità, purché il notaio ne dia atto e le parti siano informate. La banca però può subordinare l'erogazione del mutuo alla regolarizzazione o chiedere garanzie aggiuntive, perché l'immobile è la garanzia ipotecaria.

Qual è la differenza tra art. 36 e art. 36-bis del D.P.R. 380/2001?

L'art. 36 è la sanatoria ordinaria, che richiede la doppia conformità piena sia al momento dell'abuso sia al momento della domanda. L'art. 36-bis, introdotto dal Salva Casa, è un regime semplificato per variazioni essenziali e parziali difformità, con criteri di calcolo dell'oblazione differenziati.

Quanto costa esattamente la sanatoria?

Solo l'oblazione è quantificabile con criteri di legge: nei casi previsti dall'art. 36-bis va da 516 a 10.328 euro, oppure è pari al doppio del contributo di costruzione. Compensi tecnici e diritti comunali non hanno un tariffario nazionale e vanno richiesti a preventivo.

Chi calcola l'importo dell'oblazione?

Il responsabile del procedimento presso l'ufficio tecnico comunale. Nelle difformità dalla SCIA ordinaria il calcolo si basa sulla valutazione dell'aumento di valore venale fornita dall'Agenzia delle Entrate; nelle variazioni essenziali e parziali difformità da permesso di costruire si applica invece il doppio del contributo di costruzione.

Le piccole difformità richiedono sempre una sanatoria a pagamento?

No. L'art. 34-bis sulle tolleranze costruttive, ampliato dal Salva Casa, esclude dalla nozione di abuso le difformità esecutive entro determinate soglie percentuali, senza necessità di sanatoria onerosa.

La banca può bloccare il mutuo per mancanza di agibilità?

Sì. Se la perizia rileva difformità non sanate, l'istituto può emettere una delibera condizionata alla regolarizzazione, chiedere il deposito del prezzo dal notaio o rifiutare l'erogazione.

Scritto da
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Redazione GoMutuo

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