Doppia conformità: art. 36 e 36-bis T.U.E. spiegati (2026)

La doppia conformità è il principio dell'art. 36 D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia) per cui un'opera abusiva può essere sanata solo se conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda: è il tradizionale 'accertamento di conformità' che serve per sanare opere realizzate in totale difformità dal titolo o senza titolo. Dal 28 luglio 2024, con la L. 105/2024 (Salva Casa), è affiancata da un nuovo procedimento più leggero — l'art. 36-bis T.U.E. — che per parziali difformità e variazioni essenziali richiede la conformità urbanistica al momento della domanda e la sola conformità edilizia al momento della realizzazione (doppia conformità 'attenuata'): il silenzio-assenso si forma in 45 giorni per il permesso in sanatoria e in 30 giorni per la SCIA in sanatoria.

GoMutuo12 min di lettura
Planimetria tecnica di un edificio con compasso e lente sul tavolo di un architetto — accertamento doppia conformità art. 36 T.U.E.

Doppia conformità in 30 secondi

La doppia conformità è il principio dell'art. 36 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia) per cui un'opera abusiva può essere sanata solo se risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda. È il tradizionale accertamento di conformità per sanare opere in totale difformità dal titolo o senza titolo.

Dal 28 luglio 2024, con la L. 105/2024 (di conversione del D.L. 69/2024 — cosiddetto Salva Casa), è affiancata da un procedimento più leggero: l'art. 36-bis T.U.E. Per parziali difformità e variazioni essenziali basta la conformità urbanistica al momento della domanda + la conformità edilizia al momento della realizzazione (una "doppia conformità attenuata"). Il silenzio-assenso matura in 45 giorni per il permesso in sanatoria e in 30 giorni per la SCIA in sanatoria.

Chi vende, compra o mette a mutuo un immobile deve sapere che l'accertamento di conformità è una condizione pratica del rogito: la banca non eroga se la perizia rileva difformità non sanate.

Cos'è la doppia conformità (art. 36 T.U.E.)

L'art. 36 D.P.R. 380/2001, rubricato "Accertamento di conformità", disciplina la sanatoria delle opere realizzate in assenza di permesso di costruire (o di SCIA alternativa al PDC), in totale difformità dal titolo o con variazioni essenziali. La regola è una sola: l'intervento deve risultare conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente in due momenti:

  1. al momento della realizzazione dell'opera abusiva;
  2. al momento della presentazione della domanda di sanatoria.

Da qui il nome doppia conformità. Se anche uno solo dei due requisiti manca, l'accertamento va negato e l'unica alternativa alla demolizione resta la fiscalizzazione dell'abuso (art. 34 c. 2 T.U.E.), che però non regolarizza l'immobile ma "monetizza" l'illecito lasciando lo stato di fatto invariato.

Fonte primaria: D.P.R. 380/2001 su Normattiva.

Perché era (ed è) un problema pratico

La doppia conformità classica ha reso insanabili moltissimi immobili storici modificati nei decenni. Un esempio tipico:

Un appartamento in centro storico realizza nel 1998 una veranda chiusa sul balcone. All'epoca il regolamento comunale non consentiva chiusure delle logge. Nel 2024 il regolamento è stato aggiornato e oggi la stessa chiusura sarebbe consentita. Con la doppia conformità piena dell'art. 36, la sanatoria va negata: l'opera non era conforme al 1998, e non basta che sia conforme oggi.

Situazioni come questa hanno paralizzato il mercato immobiliare per anni: piccole difformità storiche, spesso realizzate in buona fede da chi ha comprato dopo, bloccavano il rogito e rendevano l'immobile non finanziabile.

È proprio per sbloccare questo tipo di casi che il Salva Casa ha introdotto l'art. 36-bis.

Cosa cambia con l'art. 36-bis (Salva Casa)

L'art. 36-bis T.U.E., introdotto dalla L. 105/2024, si applica esclusivamente a parziali difformità (art. 34) e variazioni essenziali (art. 32) — cioè agli abusi meno gravi rispetto a quelli in totale difformità o senza titolo. Il meccanismo di conformità cambia:

  • la conformità urbanistica è richiesta solo al momento della presentazione della domanda (basta rispetti la disciplina vigente oggi);
  • la conformità edilizia è richiesta solo al momento della realizzazione dell'opera (norme costruttive del tempo).

Il MIT, nelle linee guida di gennaio 2025, ha ribattezzato questo meccanismo "doppia conformità attenuata": due conformità sì, ma ciascuna a una sola data (non entrambe a entrambe). L'immobile del nostro esempio, con art. 36-bis, oggi è sanabile.

Tornando alla veranda del 1998: se le norme costruttive del 1998 erano rispettate (distanze, altezze, requisiti igienico-sanitari) e la chiusura di logge è oggi consentita dal regolamento urbanistico comunale, la sanatoria art. 36-bis passa.

Art. 36 vs Art. 36-bis: la tabella

AspettoArt. 36 T.U.E.Art. 36-bis T.U.E.
Abusi copertiAssenza di titolo, totale difformitàParziali difformità, variazioni essenziali
Conformità urbanisticaAl tempo dell'opera E al momento della domandaSolo al momento della domanda
Conformità ediliziaAl tempo dell'opera E al momento della domandaSolo al tempo dell'opera
Titolo rilasciatoPermesso di costruire in sanatoriaPDC in sanatoria o SCIA in sanatoria
Silenzio-assensoNon previsto (silenzio-rifiuto)45 gg (PDC) / 30 gg (SCIA)
OblazioneDoppio del contributo (min. 516 €)Da 1.032 € a 30.984 €
Prescrizioni tecnicheNon ammesseAmmesse (l'ufficio può imporre interventi)

La differenza pratica più importante è nella seconda riga: con l'art. 36 servono due conformità piene, con l'art. 36-bis ne basta una per volta. In un mercato di immobili spesso costruiti prima del 1985 o modificati negli anni, è la differenza tra sanabile e non sanabile.

Documenti e procedura passo per passo

Chi presenta la domanda è sempre il proprietario dell'immobile (o chi ha titolo, es. usufruttuario). La pratica va redatta da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra o perito edile iscritto all'ordine/collegio).

Documentazione base richiesta:

  1. Relazione tecnica asseverata del professionista che descrive: stato di fatto, opere abusive, verifica di conformità urbanistica ed edilizia (secondo il regime art. 36 o 36-bis).
  2. Elaborati grafici: stato di fatto, stato autorizzato (se esistente), sovrapposizione delle differenze.
  3. Documentazione fotografica aggiornata.
  4. Titolo di provenienza dell'immobile e visura catastale.
  5. Ricevute dei versamenti: oblazione, oneri di urbanizzazione (se dovuti), diritti di segreteria.
  6. Aggiornamento catastale DOCFA se l'abuso ha modificato consistenza o rendita (costo 70 € come dettagliato nella guida sulla conformità catastale).
  7. Per zone sismiche 1-2-3: attestazione di rispetto delle NTC 2018 o autorizzazione sismica postuma.
  8. Per zone vincolate: autorizzazione paesaggistica postuma (art. 167 D.Lgs. 42/2004), solo se l'abuso è compatibile.

La domanda si presenta al SUE (Sportello Unico Edilizia) del Comune competente, quasi sempre in modalità telematica.

Tempi e silenzio-assenso

Art. 36 T.U.E. — nessun silenzio-assenso: il Comune ha 60 giorni per pronunciarsi; decorso il termine senza risposta la domanda si intende respinta (silenzio-rifiuto). L'unica strada è impugnare al TAR o ripresentare l'istanza integrata.

Art. 36-bis T.U.E. — silenzio-assenso pieno secondo il tipo di titolo:

  • Permesso di costruire in sanatoria: 45 giorni dal deposito della domanda completa;
  • SCIA in sanatoria: 30 giorni dal deposito, come confermato dalla sentenza TAR Toscana n. 973/2025 e dalle linee guida MIT.

Attenzione: il Consiglio di Stato, in una pronuncia dell'aprile 2026 (rassegna LavoriPubblici), ha chiarito che il termine non decorre se l'istanza è ambigua, incompleta o mal qualificata (per es. presentata come art. 36-bis quando riguarda un abuso da totale difformità). In quel caso il Comune può chiedere integrazioni e il termine ricomincia. Motivo in più per non risparmiare sulla parcella del tecnico.

Quanto costa: oblazione e parcelle 2026

VoceArt. 36Art. 36-bis
Oblazione2× contributo di costruzione (min. 516 €)1.032 – 30.984 €
Parcella tecnica1.000 – 4.000 €500 – 3.000 €
Oneri urbanizzazione (se dovuti)Variabili per ComuneVariabili per Comune
Diritti di segreteria50 – 300 €50 – 300 €
DOCFA (se serve)70 €70 €
Totale realistico3.000 – 15.000 €2.500 – 8.000 €

Le parcelle tecniche sono liberalizzate dal D.L. 1/2012 (art. 9): non esiste più un tariffario obbligatorio. Chiedi sempre almeno tre preventivi scritti e diffida delle offerte significativamente sotto media (spesso corrispondono a pratiche incomplete).

Cosa resta NON sanabile

Né l'art. 36 né l'art. 36-bis coprono tutto. Restano fuori:

  • opere in zone soggette a vincolo paesaggistico, idrogeologico o ambientale realizzate senza autorizzazione, quando l'abuso ha comportato creazione di superfici o volumi (art. 167 c. 4 D.Lgs. 42/2004);
  • interventi che comportano aumento delle superfici utili o dei volumi in zone sismiche 1-2 senza rispetto delle NTC 2018;
  • opere in zone di inedificabilità assoluta (per es. fasce di rispetto stradali, ferroviarie, cimiteriali);
  • lottizzazioni abusive ex art. 30 T.U.E.

Per queste situazioni l'unica alternativa alla demolizione è la fiscalizzazione (dove ammessa) o l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale.

Doppia conformità e mutuo: cosa vuole la banca

Quando compri un immobile con mutuo, la perizia bancaria non si limita a stimare il valore: verifica anche la regolarità urbanistica. Se il perito rileva una difformità non sanata, tre scenari:

  1. Difformità entro le tolleranze art. 34-bis (2%–6%): il perito attesta la tolleranza, il mutuo va avanti senza problemi. Su questo il Decreto Salva Casa ha reso molte più difformità "invisibili".
  2. Difformità sanabile con art. 36-bis: alcune banche accettano di erogare con clausola sospensiva (si veda la guida sulla clausola sospensiva nel mutuo) legata al perfezionamento della sanatoria. Altre pretendono il titolo già rilasciato o il silenzio-assenso formato.
  3. Difformità non sanabile o sanatoria art. 36 in dubbio: la banca non eroga, il notaio non può stipulare l'atto salvo il caso in cui l'acquirente rinunci al mutuo o accetti espressamente il rischio.

La regola pratica: se stai per comprare, chiedi al venditore una relazione tecnica di conformità aggiornata prima di firmare la proposta. Se emergono difformità, prima del rogito hai due leve — sconto sul prezzo pari alla stima della sanatoria, oppure condizione sospensiva nel preliminare che obblighi il venditore a sanare prima dell'atto.

Il tema si intreccia strettamente con la verifica di conformità urbanistica e con la gestione della planimetria non conforme scoperta dopo il rogito: conviene affrontare il tema in bundle.

Domande frequenti

Le risposte principali sono riportate nella sezione dedicata di questa pagina (schema FAQPage). Se hai un caso specifico o vuoi capire se un immobile che stai per comprare è finanziabile, parti da una simulazione:

Nota metodologica. Le indicazioni normative sono aggiornate a luglio 2026 (D.P.R. 380/2001 come modificato dalla L. 105/2024, linee guida MIT gennaio 2025, TAR Toscana 973/2025). Le tabelle dei costi hanno finalità orientative: gli importi effettivi dipendono da Comune, tipologia dell'abuso, superficie e rendita catastale. Il contenuto ha funzione informativa e non sostituisce la consulenza di un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra) o di un legale. Verifica sempre con il SUE del tuo Comune la procedura applicabile al caso concreto.

Ultimo aggiornamento: 01 novembre 2025. Fai la simulazione su GoMutuo in 2 minuti.

Domande frequenti

Cos'è la doppia conformità in edilizia?

È il principio dell'art. 36 D.P.R. 380/2001 secondo cui un'opera realizzata in assenza o in totale difformità dal titolo edilizio può essere sanata solo se risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia sia al momento della realizzazione, sia al momento della domanda di sanatoria. È il tradizionale accertamento di conformità: se anche uno solo dei due passaggi manca, la sanatoria va negata e resta come alternativa solo la demolizione o la fiscalizzazione dell'abuso.

L'art. 36-bis ha abolito la doppia conformità?

No. La doppia conformità piena dell'art. 36 T.U.E. resta in vigore per gli abusi più gravi (opere realizzate senza titolo o in totale difformità). L'art. 36-bis, introdotto dalla L. 105/2024 (Salva Casa), si applica solo a parziali difformità e variazioni essenziali e prevede una 'doppia conformità attenuata': conformità alla disciplina urbanistica vigente al momento della domanda + conformità alla disciplina edilizia vigente all'epoca della realizzazione. Le linee guida MIT di gennaio 2025 hanno confermato che i due articoli convivono e si applicano a fattispecie diverse.

In quanto tempo si ottiene la sanatoria art. 36-bis?

Il termine è di 45 giorni per il permesso di costruire in sanatoria e di 30 giorni per la SCIA in sanatoria. Decorsi questi termini senza risposta del Comune si forma il silenzio-assenso e la sanatoria si intende rilasciata. Attenzione: il Consiglio di Stato (aprile 2026) ha chiarito che il termine non decorre se l'istanza è ambigua o mal qualificata; conviene sempre affidarsi a un tecnico esperto che formuli correttamente la domanda.

Quanto costa un accertamento di conformità?

Art. 36 T.U.E. (doppia conformità piena): oblazione pari al doppio del contributo di costruzione dovuto, con un minimo di 516 €. Art. 36-bis T.U.E. (sanatoria semplificata): oblazione da 1.032 € a 30.984 € per unità immobiliare, in base alla superficie utile, alla cubatura e all'incremento di rendita catastale. In entrambi i casi vanno sommate la parcella del tecnico (500–3.000 € tipici), gli oneri di urbanizzazione se dovuti, i tributi comunali di segreteria e l'aggiornamento catastale DOCFA (70 €). Le parcelle tecniche sono liberalizzate dal 2012 (D.L. 1/2012): confronta più preventivi.

Posso comprare casa con la banca se c'è una pratica art. 36-bis pendente?

Dipende dalla banca e dal tipo di difformità. La prassi più comune: se la pratica è già stata protocollata al Comune e il tecnico rilascia un'asseverazione di conformità sostanziale, alcuni istituti concedono il mutuo con clausola sospensiva legata al rilascio (o al silenzio-assenso) del titolo. Altre banche pretendono la sanatoria conclusa prima del rogito. In ogni caso il notaio segnalerà la pendenza nell'atto e potrebbe pretendere una polizza fideiussoria a garanzia. La strada più sicura resta far sanare al venditore prima del rogito, protetti da una condizione sospensiva nel preliminare.

Cosa succede se il Comune rigetta la sanatoria art. 36 o 36-bis?

Il rigetto apre la strada all'ordinanza di demolizione (art. 31 T.U.E. per interventi in totale difformità/senza titolo, art. 34 per parziali difformità). In alternativa, se la demolizione arreca pregiudizio a parti conformi dell'edificio, il Comune può applicare la 'fiscalizzazione dell'abuso' con una sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento di valore (art. 34 c. 2 T.U.E.). Il diniego è impugnabile davanti al TAR entro 60 giorni. Nella maggior parte dei casi conviene rivedere l'istanza con un tecnico specializzato prima di andare in contenzioso.

La doppia conformità serve anche per la conformità catastale?

No, sono due controlli distinti. La doppia conformità riguarda la disciplina urbanistica ed edilizia (Comune, Testo Unico Edilizia). La conformità catastale — obbligatoria a pena di nullità del rogito ex art. 29 c. 1-bis L. 52/1985 — riguarda invece l'allineamento tra planimetria catastale depositata all'Agenzia delle Entrate e stato di fatto dell'immobile. Un immobile può essere catastalmente conforme ma urbanisticamente abusivo: entrambi i controlli sono necessari prima di comprare o vendere casa.

Scritto da
GoMutuo
Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche reperibili online, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

Continua a leggere