Provvigione dell'agenzia immobiliare 2026: quanto prende e chi la paga

GoMutuoAggiornato il 10 min di lettura

In breve

Per la provvigione dell'agenzia immobiliare non esiste una tariffa di legge: la percentuale si contratta e va scritta nell'incarico; in mancanza di accordo l'art. 1755 c.c. rinvia a tariffe professionali o usi e, in ultima istanza, al giudice. La devono sia il venditore sia l'acquirente, se l'affare si conclude grazie all'agenzia. Su un acquisto da 300.000 €, con una provvigione del 3% più IVA al 22% (un esempio, non una tariffa), il costo è di 10.980 € per parte. Chi compra l'abitazione principale può detrarre il 19% del compenso su massimo 1.000 € di spesa (art. 15, comma 1, lett. b-bis TUIR), cioè fino a 190 €.

Documenti immobiliari, chiavi e calcolatrice — le percentuali delle provvigioni agenzia nel 2026
Indice della guida · 7 sezioni

Quanto prende l'agenzia immobiliare nel 2026

Non esiste una tariffa di legge: la percentuale si contratta. L'art. 1755 del codice civile dice che, in mancanza di patto, la misura della provvigione si ricava da tariffe professionali o usi, e in ultima istanza la fissa il giudice secondo equità. Una media ufficiale nazionale non esiste: la percentuale cambia da agenzia ad agenzia e da zona a zona, e va scritta nell'incarico prima di firmare, con l'IVA al 22% a parte.

In assenza di un accordo scritto tra le parti, si fa riferimento agli usi e consuetudini depositati presso la Camera di Commercio (CCIAA) della provincia in cui si trova l'immobile.

Chi deve pagare e quando (Art. 1755 c.c.)

La normativa italiana (Art. 1755 del Codice Civile) stabilisce il principio della bilateralità della provvigione: il mediatore ha diritto al compenso da ciascuna delle parti messe in contatto. Questo significa che, salvo patti contrari, sia il venditore che l'acquirente devono corrispondere la percentuale pattuita all'agenzia.

Quando si paga? Il diritto matura alla conclusione dell'affare. Secondo la giurisprudenza consolidata, l'affare si considera concluso quando sorge un vincolo giuridico che permette alle parti di agire per l'esecuzione del contratto. Spesso questo momento coincide con la comunicazione dell'accettazione della proposta d'acquisto, se la proposta accettata vale già come preliminare (altrimenti con il preliminare firmato): per questo la provvigione resta di norma dovuta anche se poi il rogito salta. Molte agenzie, per prassi commerciale, richiedono il saldo al momento del contratto preliminare (compromesso).

E se l'agente non è iscritto? L'art. 6 della legge 39/1989 è netto: hanno diritto alla provvigione soltanto gli iscritti. Chi esercita la mediazione senza l'iscrizione prevista (oggi, dopo la SCIA, la Camera di commercio iscrive l'agente nel Registro delle imprese o nel REA: art. 73 del D.Lgs. 59/2010) non ha diritto al compenso, e se hai già pagato puoi chiederne la restituzione (art. 8 della legge 39/1989).

Esempi pratici: calcolo provvigione su 200k, 300k e 500k €

Ecco un esempio con una provvigione del 3% più IVA al 22%, scelta solo per fare il conto: con la percentuale scritta nel tuo incarico il calcolo è lo stesso.

Prezzo dell'immobileProvvigione (3%)IVA (22%)Totale per parte
200.000 €6.000 €1.320 €7.320 €
300.000 €9.000 €1.980 €10.980 €
500.000 €15.000 €3.300 €18.300 €

Il dato dell'agenzia e quello che le hai pagato finiscono nel rogito. La guida dell'Agenzia delle Entrate «L'acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali» (ottobre 2025) chiede di indicare nella dichiarazione sostitutiva «le spese sostenute per l'attività di mediazione, con le analitiche modalità di pagamento», e avverte: «In caso di omessa, incompleta o mendace indicazione dei dati da indicare nella dichiarazione sostitutiva, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa da 500 euro a 10.000 euro». Chiedere la fattura non è una formalità: è quello che ti mette al riparo.

La provvigione si paga di tasca propria alla firma del preliminare e non rientra nel mutuo: è una delle voci che fanno la differenza fra l'anticipo che pensavi di avere e quello che ti serve davvero. Con la simulazione gratuita vedi in 6 minuti quanto puoi chiedere e con che rata: la differenza con il prezzo, più le spese, è l'anticipo che ti serve.

Questi importi vanno sommati agli altri oneri dell'acquisto. Per una visione d'insieme, consulta la nostra guida sul costo del notaio per la prima casa e sulle spese di istruttoria del mutuo.

Detrazione 19%: limiti e requisiti (Art. 15 TUIR)

L'Art. 15, comma 1, lett. b-bis del TUIR prevede un'agevolazione fiscale per chi acquista l'abitazione principale tramite agenzia. È possibile detrarre dall'IRPEF la provvigione, cioè il 19% dei compensi pagati, ma con limiti molto stringenti:

  • Tetto massimo di spesa: 1.000 euro (ovvero una detrazione massima di 190 euro).
  • Condizione: L'immobile deve essere adibito ad abitazione principale.
  • Tracciabilità: Il pagamento deve essere effettuato con sistemi tracciabili (bonifico, assegno, carte).
  • Fattura: È indispensabile una fattura regolare che riporti i dati del mediatore e gli estremi della transazione.
  • Pagata al preliminare: la detrazione vale nell'anno del pagamento se il preliminare è registrato; se poi il rogito non si fa, va restituita.
  • Reddito: sopra 120.000 € la detrazione cala fino a zero a 240.000 €, e sopra 75.000 € conta anche il tetto agli oneri dell'art. 16-ter TUIR.

Se la casa è comprata da più persone (per esempio due coniugi), il limite di 1.000 euro resta uno solo per l'acquisto e la detrazione si divide in base alle quote di proprietà, non in base a chi è intestata la fattura. Lo scrive l'Agenzia delle Entrate nella guida alle altre detrazioni della dichiarazione 2026 (p. 12): la detrazione «deve essere ripartita tra i comproprietari in ragione delle percentuali di proprietà», «anche se la fattura è intestata ad un solo comproprietario». In quel caso, per far detrarre la sua quota anche a chi non compare, la fattura va integrata con i suoi dati (p. 13 della stessa guida). Per approfondire tutte le agevolazioni disponibili, leggi la nostra guida sul pacchetto agevolazioni prima casa 2026.

Consigli per negoziare la provvigione

Non dare mai per scontata la percentuale richiesta inizialmente. Ecco alcune strategie per negoziare:

  1. Incarico in esclusiva: se concedi l'esclusiva all'agenzia, puoi chiedere in cambio una provvigione più bassa.
  2. Fascia di prezzo: sugli immobili più cari si può chiedere una percentuale più bassa o un compenso fisso (flat fee).
  3. Servizi inclusi: Verifica se nella provvigione sono inclusi servizi come l'APE (Attestato di Prestazione Energetica) o il servizio fotografico professionale.

Acquistare senza agenzia?

Molti acquirenti valutano il risparmio della provvigione cercando immobili venduti direttamente da privati. Il risparmio si vede subito (nell'esempio sopra, 10.980 € su una casa da 300.000 €), ma i rischi aumentano per la mancanza di un filtro professionale sui documenti. Se scegli questa strada, assicurati di leggere la nostra guida su come acquistare casa da privato in sicurezza. Prima di firmare, informati anche su come funziona la proposta di acquisto e il preliminare.

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Le domande che ci fanno tutti

Quanto prende di solito un'agenzia immobiliare?

Non esiste una media ufficiale né una tariffa di legge: la percentuale si contratta, va scritta nell'incarico e può cambiare con la zona, il prezzo della casa e i servizi compresi. In mancanza di accordo l'art. 1755 c.c. rinvia a tariffe professionali o usi, come quelli raccolti dalla Camera di commercio della provincia, e in ultima istanza al giudice. Prima di firmare fatti scrivere la percentuale, IVA compresa.

Chi paga la provvigione, chi vende o chi compra?

Entrambi. Ai sensi dell'art. 1755 del Codice Civile, il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti se l'affare è concluso per effetto del suo intervento. Esistono tuttavia accordi (es. 'zero provvigioni al venditore') che devono essere esplicitati nell'incarico scritto.

Quanto si detrae della provvigione dell'agenzia nel 730/2026?

È possibile detrarre il 19% della provvigione pagata per l'acquisto dell'abitazione principale, su un importo massimo di 1.000 euro. Il risparmio fiscale massimo è di 190 euro. La detrazione è prevista dall'art. 15, comma 1, lett. b-bis del TUIR.

Quando si matura il diritto alla provvigione?

Il diritto matura quando l'affare è concluso: con l'accettazione della proposta d'acquisto, se la proposta accettata vale già come preliminare, oppure con la firma del preliminare. Non è necessario attendere il rogito notarile, ma non basta una proposta accettata che impegna solo a firmare più avanti il vero preliminare (il cosiddetto «preliminare di preliminare», Cass. ord. 680/2024). Se c'è una condizione sospensiva, per esempio l'ottenimento del mutuo, il diritto nasce quando la condizione si avvera (art. 1757 c.c.).

L'IVA sulla provvigione è sempre al 22%?

Sì, quando l'agenzia applica l'IVA: il compenso sconta l'aliquota ordinaria del 22%, anche quando compri la prima casa; un agente in regime forfettario, invece, non addebita l'IVA in fattura (L. 190/2014, art. 1 c. 58). Le aliquote ridotte del 4% e del 10% riguardano la vendita della casa da parte di un'impresa, non la mediazione. Nell'esempio con il 3% su 300.000 €, sui 9.000 € di provvigione l'IVA è di 1.980 €.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche reperibili online, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

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