In una riga: la rata si muove alla scadenza dell'indice scritta nel tuo contratto. Se è l'Euribor 3 mesi, ogni tre mesi. Non è una decisione della banca: è una clausola.
La risposta breve
Nel mutuo a tasso variabile il TAN è la somma di due componenti: parametro di indicizzazione + spread. Lo spread è fisso per tutta la durata; il parametro — l'Euribor — viene rilevato di nuovo a ogni sua scadenza. Se il tuo contratto indica Euribor 3 mesi, la rilevazione avviene ogni trimestre: da qui l'adeguamento trimestrale della rata.
Con l'Euribor 1 mese la rata si adegua ogni mese, con l'Euribor 6 mesi ogni semestre. La scelta è stata fatta al momento della firma e compare nel Foglio Informativo.
Come funziona il fixing contrattuale
Il meccanismo si chiama fixing e nel contratto è definito da quattro elementi. Vale la pena recuperarli tutti, perché determinano al centesimo la rata che paghi:
- Indice e base di calcolo: Euribor 1, 3 o 6 mesi, di norma in base 360 giorni.
- Data di rilevazione: quasi tutti i mutui italiani usano il valore puntuale di una data specifica del mese precedente la scadenza della rata (spesso l'ultimo giorno lavorativo del mese, oppure due giorni lavorativi prima). Alcuni contratti, soprattutto anteriori al 2016, usano invece la media mensile dell'indice. Le due modalità danno risultati diversi nei mesi di forte movimento: verifica quale si applica a te.
- Arrotondamenti: in genere a due o tre decimali; alcune banche prevedono arrotondamento allo 0,05% superiore, ma la clausola deve essere esplicita e trasparente.
- Periodicità di adeguamento: coincide con la scadenza dell'indice.
Come si combinano indice e spread nel TAN finale lo abbiamo spiegato in come si compone il tasso del mutuo variabile, mentre la differenza tra le varie scadenze dell'indice è in Euribor 3 mesi: differenze con 1 e 6 mesi.
Esempio numerico su 200.000 euro
Capitale 200.000 euro, durata 25 anni (300 rate mensili), spread 0,80%, ammortamento francese. Guardiamo due fixing consecutivi reali dell'Euribor 3 mesi dell'estate 2026:
| Fixing | Euribor 3m | TAN | Rata mensile |
|---|---|---|---|
| Trimestre precedente | 2,461% | 3,261% | 975,80 € |
| Trimestre successivo | 2,537% | 3,337% | 983,85 € |
Differenza: +8,05 euro al mese per 76 punti base... no, per 7,6 centesimi di punto di Euribor in più. Formula usata: rata = C · i / (1 − (1+i)−n), con i tasso mensile e n numero di rate. Nella realtà il ricalcolo avviene sul capitale residuo effettivo, quindi lo scostamento reale è leggermente inferiore, ma l'ordine di grandezza è questo. Per variazioni più ampie vedi quanto cambia la rata se l'Euribor sale di mezzo punto.
Il caso del variabile a rata costante
Non tutti i variabili si comportano così. Esistono due famiglie:
- Variabile classico (rata variabile): a ogni fixing la rata si ricalcola sul capitale residuo e sulla durata residua, che resta invariata. È il caso dell'esempio sopra.
- Variabile a rata costante (durata variabile): la rata mensile resta ferma e le variazioni dell'Euribor incidono sulla durata residua, che si allunga o si accorcia. Superato il tetto massimo di allungamento previsto dal contratto, scatta comunque un adeguamento della rata. Va sempre verificato il meccanismo esatto e l'eventuale cap: il funzionamento del tetto è descritto in mutuo a tasso variabile con CAP.
Cosa dice la normativa e cosa deve comunicarti la banca
Una precisazione che elimina un dubbio ricorrente: l'adeguamento automatico del tasso non è una modifica unilaterale ai sensi dell'art. 118 TUB. È un meccanismo contrattuale predeterminato, ancorato a un parametro oggettivo di mercato — l'Euribor — che la banca non controlla. Banca d'Italia lo ha chiarito nella nota del 28/03/2017 sulle modifiche unilaterali dei contratti bancari e finanziari.
Restano invece pienamente applicabili gli obblighi di trasparenza previsti dal Titolo VI del TUB e dalle relative disposizioni di Banca d'Italia (per i mutui immobiliari ai consumatori stipulati dal 2016, con l'apporto del D.Lgs. 72/2016, attuativo della direttiva MCD). In pratica: indice, modalità di rilevazione e periodicità devono essere chiaramente indicati nel Foglio Informativo e nel contratto, e la banca deve inviarti il documento di sintesi periodico con tasso applicato, rata, capitale residuo e ripartizione fra quota capitale e interessi.
Cosa controllare nel tuo contratto
- Quale Euribor: 1, 3 o 6 mesi. Determina ogni quanto si muove la rata.
- Valore puntuale o media mensile: cambia il numero applicato nei mesi volatili.
- Giorno di rilevazione: ti dice con quale anticipo puoi prevedere la prossima rata.
- Eventuale floor: clausola di tasso minimo se l'indice va sotto zero.
- Spread: se è alto rispetto al mercato attuale, la surroga verso il fisso o una rinegoziazione possono valere più di qualsiasi previsione sui tassi.
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Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Le clausole di indicizzazione variano da banca a banca: fa fede il contratto sottoscritto. Se preferisci un confronto ragionato, puoi parlarne con un consulente GoMutuo senza costi.
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