Come si calcola il tasso del mutuo variabile: Euribor + spread

Il tasso di un mutuo variabile (TAN) si calcola sommando un parametro di mercato, di norma l'Euribor 3 mesi, allo spread fissato dalla banca: TAN = Euribor + spread. Al 24 agosto 2026 l'Euribor 3 mesi vale 2,537%: con uno spread dello 0,80% il TAN è 3,337%, con uno spread dell'1,30% sale a 3,837%. L'Euribor è uguale per tutte le banche e non è negoziabile; lo spread invece varia da istituto a istituto in base a rischio, LTV, prodotto e canale, ed è l'unica componente su cui puoi trattare.

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Composizione astratta di due elementi che si sommano, in stile editoriale minimale beige e verde, per rappresentare la formula Euribor più spread del mutuo variabile

Il tasso di un mutuo variabile si calcola sommando l'Euribor (di norma a 3 mesi) allo spread fissato dalla banca: TAN = Euribor + spread. Al 24 agosto 2026 l'Euribor 3 mesi vale 2,537% (fonte euribor-rates.eu su dati EMMI): con uno spread dello 0,80% il TAN risultante è 3,337%, con uno spread dell'1,30% sale a 3,837%.

L'Euribor è un dato di mercato identico per tutte le banche nello stesso giorno e non si negozia. Lo spread, al contrario, è deciso banca per banca in base al profilo del cliente ed è l'unica parte del tasso su cui puoi davvero trattare.

La formula: Euribor + spread

Nel mutuo a tasso variabile il TAN (Tasso Annuo Nominale) non è un numero fisso deciso a tavolino, ma il risultato di due componenti distinte:

  • Il parametro di riferimento: quasi sempre l' Euribor 3 mesi, il tasso interbancario pubblicato ogni giorno lavorativo dall'European Money Markets Institute (EMMI). Puoi verificarne il valore aggiornato nella guida su quanto vale l'Euribor oggi.
  • Lo spread: il margine fisso che la banca applica sopra il parametro e che rimane invariato per l'intera durata del mutuo, salvo rinegoziazione.

La somma dà il TAN: TAN = Euribor + spread. Con Euribor 3 mesi al 2,537% (rilevazione del 24 agosto 2026) e uno spread dell'1%, il TAN è 3,537%. Ogni tre mesi, quando il parametro viene aggiornato, la rata viene ricalcolata di conseguenza: lo spread resta invece lo stesso numero pattuito in fase di firma.

Il contesto attuale del parametro riflette le decisioni della Banca Centrale Europea: il tasso sui depositi (DFR) è stato portato al 2,25% con il rialzo dell'11 giugno 2026 e lasciato invariato nella riunione del 23 luglio 2026. Per un quadro più ampio sulle attese dei mercati consulta le previsioni sui tassi mutuo per il secondo semestre 2026.

Cosa mette la banca dentro lo spread

Lo spread non è un margine di guadagno "puro": è il risultato di più voci che la banca somma internamente prima di proporre il numero finale in offerta: Prima di decidere, vale la pena confrontare le offerte disponibili su GoMutuo con i tuoi dati reali di reddito e importo.

  • Costo del funding: quanto costa alla banca stessa reperire la liquidità da prestare, legato alle condizioni sui mercati interbancari e obbligazionari.
  • Rischio di credito: il profilo reddituale, la stabilità lavorativa e lo storico creditizio del richiedente incidono sullo spread proposto.
  • LTV (Loan to Value): il rapporto tra importo finanziato e valore dell'immobile. Con LTV basso (es. sotto il 60-70%) le banche applicano generalmente spread più contenuti, perché il rischio in caso di insolvenza è minore.
  • Prodotto e finalità: mutui "green" per immobili ad alta classe energetica, prime case, surroghe o prodotti con cap sul tasso possono avere spread differenziati rispetto ai mutui standard.
  • Canale di distribuzione: filiale, mediatore creditizio o canale online possono avere politiche di spread diverse a parità di prodotto, in base ai costi di acquisizione del cliente.

Per un confronto sui livelli di spread effettivamente praticati dalle banche italiane, consulta l'approfondimento dedicato su cos'è lo spread del mutuo e come si negozia, che analizza i valori medi di mercato 2026.

Differenza tra TAN e TAEG

Il TAN (Euribor + spread) è il tasso di interesse puro, quello usato per calcolare la quota interessi della rata. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è invece il costo complessivo del finanziamento espresso in percentuale annua e comprende, oltre al TAN, tutte le voci di costo obbligatorie legate all'erogazione:

  • Spese di istruttoria della pratica;
  • Costo della perizia sull'immobile;
  • Spese di incasso rata (es. addebito SEPA);
  • Premio dell'eventuale assicurazione obbligatoria richiesta dalla banca per l'erogazione (es. polizza incendio e scoppio).

Per questo il TAEG è sempre uguale o superiore al TAN, e la legge impone alle banche di indicarlo nel foglio informativo: è il dato corretto da usare per confrontare offerte di banche diverse, perché il solo TAN non racconta il costo pieno dell'operazione.

Come leggere il foglio informativo e il prospetto ESIS

Prima di firmare, il foglio informativo e il prospetto ESIS (European Standardised Information Sheet) — consegnato obbligatoriamente prima della sottoscrizione — permettono di verificare nel dettaglio la composizione del tasso:

  1. Parametro di indicizzazione: quale scadenza Euribor viene usata (1, 3 o 6 mesi) e con quale modalità di rilevazione (fixing puntuale di un giorno o media del periodo precedente).
  2. Spread applicato: deve essere indicato in modo esplicito e separato dal parametro, così da poterlo confrontare con altre offerte a parità di Euribor.
  3. TAN e TAEG nell'esempio rappresentativo, calcolati sull'importo e sulla durata tipici del prodotto.
  4. Eventuali clausole di arrotondamento o floor applicate al parametro prima di sommarlo allo spread.

Arrotondamenti e floor a zero del parametro

Due dettagli tecnici, spesso trascurati, incidono sulla rata effettiva:

  • Arrotondamento: alcuni contratti prevedono che il valore dell'Euribor rilevato venga arrotondato (ad esempio al centesimo di punto) prima di essere sommato allo spread. È un dettaglio marginale su una singola rata, ma che si somma nel tempo.
  • Floor a zero: quando l'Euribor è stato negativo (come accaduto tra il 2015 e il 2022), molti contratti prevedevano una clausola che impediva al parametro di scendere sotto lo zero nel calcolo del TAN, di fatto "bloccando" il beneficio per il cliente. Con l'Euribor attualmente ben sopra lo zero (2,537% il 3 mesi al 24 agosto 2026) la clausola non ha effetto pratico, ma va comunque verificata nel testo del contratto.

Esempio numerico: spread 0,80% vs 1,30% su 200.000 € a 25 anni

Ipotesi: mutuo variabile di 200.000 € a 25 anni (300 rate mensili), ammortamento alla francese, Euribor 3 mesi al 24 agosto 2026 pari a 2,537% (fonte euribor-rates.eu su dati EMMI). Esempio semplificato, senza costi accessori né imposte.
SpreadTAN (Euribor + spread)Rata mensileTotale interessi + capitale su 25 anni
0,80%3,337%983,85 €295.155 €
1,30%3,837%1.037,76 €311.327 €

Calcolo con formula di ammortamento alla francese su capitale di 200.000 €, 300 rate mensili. Euribor 3 mesi: 2,537% (rilevazione 24 agosto 2026, fonte euribor-rates.eu su dati EMMI).

La differenza tra i due spread è di appena mezzo punto percentuale, ma si traduce in circa 54 € in più al mese e in oltre 16.000 € in più sull'intera durata del mutuo. Poiché l'Euribor è identico per entrambi gli scenari, l'intera differenza deriva dallo spread: è la prova numerica di quanto conviene confrontare più preventivi prima di firmare. Per calcolare la rata sul tuo importo e la tua durata usa il simulatore GoMutuo.

Come si negozia lo spread

Poiché il parametro (Euribor) è identico per tutte le banche in un dato giorno, lo spread è l'unica leva realmente negoziabile del tasso di un mutuo variabile. Le condizioni che aiutano a ottenere uno spread più basso sono:

  • Un LTV contenuto, cioè un anticipo più alto rispetto al valore dell'immobile;
  • Un profilo reddituale solido e uno storico creditizio senza segnalazioni negative;
  • La messa in concorrenza di più preventivi di banche diverse a parità di importo e durata;
  • L'eventuale sottoscrizione di prodotti collegati (conto corrente, assicurazioni) quando la banca offre in cambio una riduzione di spread reale e non un semplice sconto promozionale iniziale.

Per un'analisi più approfondita su quanto incide lo spread sul costo totale e sui valori medi applicati dalle banche italiane, leggi la guida dedicata su spread mutuo: cos'è e come si negozia. Se invece stai valutando se orientarti su un tasso fisso o variabile, confronta i due scenari nella guida tasso fisso o variabile: quale mutuo conviene.

Domande frequenti

Per l'andamento aggiornato del parametro consulta le pubblicazioni dell'EMMI e le statistiche ufficiali di Banca d'Italia.

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. I valori degli indici cambiano ogni giorno: verificare il fixing ufficiale alla data di riferimento.

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. GoMutuo è marchio di GOGO MC S.r.l., mediatore creditizio iscritto all'OAM. I dati citati sono elaborazioni su fonti pubbliche aggiornate alla data indicata e hanno finalità informativa; non costituiscono consulenza finanziaria né offerte di GoMutuo.

Domande frequenti

Come si calcola il tasso di un mutuo a tasso variabile?

Si somma il parametro di mercato, quasi sempre l'Euribor 3 mesi, allo spread deciso dalla banca: TAN = Euribor + spread. Al 24 agosto 2026 l'Euribor 3 mesi vale 2,537%, quindi con spread 1% il TAN è 3,537%. Il parametro cambia ogni giorno per tutte le banche allo stesso modo; lo spread resta fisso per l'intera durata del mutuo, salvo rinegoziazione o surroga.

Cosa comprende lo spread del mutuo?

Lo spread è il margine commerciale della banca e copre il costo della raccolta (funding), il rischio di credito del cliente e dell'immobile (LTV), il margine di prodotto e i costi operativi del canale di vendita. Non è un costo unico: varia da banca a banca e, nella stessa banca, da cliente a cliente in base a reddito, garanzie e importo finanziato rispetto al valore dell'immobile.

Che differenza c'è tra TAN e TAEG in un mutuo variabile?

Il TAN (Euribor + spread) è il tasso di interesse puro usato per calcolare la rata. Il TAEG è il costo totale annuo del finanziamento in percentuale e include, oltre al TAN, le spese di istruttoria, la perizia, i costi di incasso rata e l'eventuale assicurazione obbligatoria legata all'erogazione. Per legge il TAEG è sempre indicato nel foglio informativo ed è il parametro corretto per confrontare offerte diverse.

Lo spread del mutuo variabile può cambiare durante il piano di ammortamento?

No, lo spread pattuito nel contratto resta fisso per tutta la durata del mutuo: cambia solo il parametro (l'Euribor) a ogni scadenza di revisione. L'unico modo per ridurre lo spread applicato è rinegoziare con la stessa banca o fare una surroga verso un istituto che offre condizioni migliori.

Perché due banche applicano spread diversi sullo stesso mutuo?

Perché lo spread riflette la politica commerciale e il costo del rischio di ciascun istituto: cambia in base a LTV, rating del cliente, tipologia di immobile, prodotti accessori richiesti (conto, assicurazioni) e canale di vendita (filiale, online, mediatore). A parità di importo e durata, mettere a confronto più preventivi è l'unico modo per individuare lo spread più basso disponibile per il proprio profilo.

Scritto da
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Redazione GoMutuo

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