Euribor 3 mesi oggi: alla rilevazione del 23 ottobre 2026 vale 2,666% (fonte EMMI). È il tasso interbancario a cui un panel di banche europee si presta denaro per tre mesi, e l'indice di riferimento più usato nei mutui a tasso variabile italiani perché offre un equilibrio tra reattività ai movimenti della BCE e stabilità della rata, che viene ricalcolata solo ogni trimestre invece che ogni mese.
Nello stesso giorno l'Euribor 1 mese è a 2,454%, il 6 mesi a 3,012% e il 12 mesi a 3,267%: è il confronto fra queste quattro scadenze a raccontare che cosa il mercato si attende dalle prossime decisioni della BCE.
Cos'è l'Euribor 3 mesi e chi lo calcola
L'Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso a cui un panel di banche primarie europee si scambia liquidità sul mercato interbancario. Viene calcolato e pubblicato ogni giorno lavorativo dall'European Money Markets Institute (EMMI), l'ente che amministra il benchmark ai sensi del Regolamento UE 2016/1011 (BMR). I valori di ogni giorno arrivano ai distributori abbonati alle 11 o poco dopo, mentre sul sito dell'EMMI si consultano gratis, dopo la registrazione, con 24 ore di ritardo.
Sulla pagina ufficiale dell'Euribor l'EMMI lo descrive come un indice del mercato monetario in euro «calculated for five maturities: one week, and one, three, six and twelve months»: ogni scadenza è il costo del denaro interbancario per quel preciso orizzonte temporale. Più lunga la scadenza, più il tasso incorpora le aspettative sui futuri movimenti della Banca Centrale Europea (BCE).
Perché l'Euribor 3 mesi è l'indice più usato nei mutui variabili
La maggior parte dei mutui a tasso variabile in Italia è indicizzata proprio all'Euribor 3 mesi. Il motivo è pratico: la scadenza trimestrale consente alla banca di adeguare la rata con una frequenza sufficiente a riflettere i cambiamenti di mercato, senza però esporre il cliente alla volatilità mensile dell'Euribor 1 mese, che cambia rata ogni 30 giorni circa.
È diventato lo standard di riferimento anche per motivi storici e contrattuali: banche, notai e comparatori di mutuo usano da decenni questo parametro, rendendo più semplice confrontare offerte diverse a parità di indice.
Differenza tra Euribor 1, 3 e 6 mesi
La differenza sostanziale tra le tre scadenze più diffuse nei mutui non è tanto nel valore assoluto del tasso, quanto nella frequenza di aggiornamento della rata e nel relativo impatto sulla volatilità:
- Euribor 1 mese: la rata si aggiorna ogni mese. Massima reattività: se la BCE taglia i tassi, il beneficio arriva quasi subito in rata; se li alza, l'aumento è altrettanto rapido.
- Euribor 3 mesi: la rata si aggiorna ogni trimestre. Compromesso più diffuso tra reattività e stabilità: quattro revisioni l'anno.
- Euribor 6 mesi: la rata si aggiorna due volte l'anno. Rata più stabile nel breve periodo, ma il beneficio (o lo svantaggio) di un cambio di rotta della BCE arriva con più ritardo.
Quando la curva è crescente il 6 mesi risulta più alto del 3 mesi, perché incorpora aspettative di rialzo su un orizzonte più lungo; quando è decrescente accade l'opposto. Per sapere in quale dei due casi ci si trova basta confrontare i valori della tabella qui sotto.
Tabella comparativa Euribor 1m / 3m / 6m / 12m
| Scadenza | Valore (23 ottobre 2026) | Frequenza aggiornamento rata | Volatilità rata |
|---|---|---|---|
| 1 mese | 2,454% | Mensile | Alta |
| 3 mesi | 2,666% | Trimestrale | Media |
| 6 mesi | 3,012% | Semestrale | Bassa |
| 12 mesi | 3,267% | Non usato per mutui variabili | — |
Fonte: EMMI, rilevazione del 23 ottobre 2026. L'Euribor cambia ogni giorno lavorativo: è la data, non il numero, la prima cosa da guardare.
Per contestualizzare, ecco la serie storica del 3 mesi nel 2026, in media mensile secondo la BCE (dati di archivio, non il valore di oggi): la media del mese è stata 2,028% a gennaio, 2,109% a marzo, 2,226% a maggio, 2,339% a giugno, 2,425% a luglio e 2,513% ad agosto. A muovere quella curva sono state le decisioni della BCE: oggi, dal 16 settembre 2026, il tasso sui depositi (DFR) è a 2,50%, l'ultima decisione risale al 10 settembre 2026 e il prossimo consiglio direttivo è fissato per il 29 ottobre 2026.
Quale conviene: curva crescente o decrescente
Se l'idea di legare la rata a un indice che si muove ti preoccupa, esiste una via di mezzo con un tetto massimo alla rata: il mutuo variabile con CAP.
La scelta tra un parametro a 1, 3 o 6 mesi dipende dalla forma della curva Euribor (che puoi leggere aggiornata nella guida su quanto vale l'Euribor oggi) e dalle aspettative sulla politica monetaria della BCE:
- Curva crescente (1m < 3m < 6m < 12m): il mercato sconta ulteriori rialzi. Un parametro a 3 mesi limita l'esposizione a scadenze più lunghe e più costose; il 6 mesi ti "blocca" per più tempo un valore che potrebbe salire ancora.
- Curva decrescente (scadenze lunghe più basse delle brevi): segnale che il mercato attende tagli dei tassi. In questo scenario un parametro a 6 mesi può convenire, perché incorpora già il calo atteso e "blocca" per più tempo un valore più favorevole.
I riferimenti ufficiali da cui partire sono due: dal 16 settembre 2026 il tasso BCE sui depositi è a 2,50% (decisione del 10 settembre 2026) e il prossimo consiglio direttivo è fissato per il 29 ottobre 2026. È su quella data che si formano le aspettative che danno alla curva Euribor la forma che leggi nella tabella qui sopra. Le attese dei mercati per il 2027 e il 2028, con le cifre delle proiezioni della BCE, sono nelle previsioni sull'Euribor 3 mesi per il 2027.
Come leggere il parametro Euribor nel contratto di mutuo
Prima di firmare, verifica sempre questi tre elementi nel testo del contratto:
- Scadenza del parametro: 1, 3 o 6 mesi. È l'elemento che determina la frequenza di revisione della rata.
- Modalità di rilevazione: alcuni contratti usano il fixing puntuale (valore Euribor di un giorno preciso del mese, es. il giorno lavorativo precedente alla scadenza rata), altri la media mensile dell'Euribor nel mese precedente l'inizio del nuovo periodo. Le due modalità possono generare rate leggermente diverse a parità di trend.
- Arrotondamento: verifica se il contratto prevede arrotondamenti (es. al centesimo di punto) del parametro prima di sommarlo allo spread. Un dettaglio marginale ma che, sommato nel tempo, incide sulla rata pagata.
Esempio numerico: rata con Euribor 3m vs 6m
- Con Euribor 3 mesi: TAN = 2,666% + 0,50% = 3,166%. Rata mensile indicativa (ammortamento francese): circa 966 €.
- Con Euribor 6 mesi: TAN = 3,012% + 0,50% = 3,512%. Rata mensile indicativa (ammortamento francese): circa 1.003 €.
La distanza tra le due rate — circa 37 € al mese con i valori del giorno — non deriva dal parametro in sé, ma dal fatto che le due scadenze quotano a livelli diversi. Nei mesi successivi, però, chi ha scelto il 3 mesi vedrà la rata aggiornarsi quattro volte l'anno, mentre chi ha scelto il 6 mesi solo due volte: se la BCE tornasse a tagliare i tassi, il parametro a 3 mesi intercetterebbe il calo prima. Per calcolare la rata sul tuo importo e la tua durata usa il simulatore GoMutuo.
Per approfondire l'andamento aggiornato dell'indice consulta la sezione tassi ufficiali di Banca d'Italia e le pubblicazioni dell'EMMI.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né una promessa di rendimento o di ottenimento del mutuo.
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