Euribor 3 mesi: cos'è e differenza con 1 e 6 mesi

L'Euribor 3 mesi è il tasso di interesse interbancario a cui un panel di banche europee si presta denaro per una durata di tre mesi. Al 24 agosto 2026 vale 2,537% (fonte euribor-rates.eu su dati EMMI). È il parametro più diffuso nei mutui variabili italiani perché offre un compromesso tra reattività ai movimenti BCE (più lento dell'1 mese) e stabilità della rata (rivista solo ogni trimestre, a differenza del 6 mesi che aggiorna la rata due volte l'anno).

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Curve astratte color caldo che rappresentano le scadenze Euribor 1, 3, 6 e 12 mesi per il mutuo variabile

L'Euribor 3 mesi è il tasso interbancario a cui un panel di banche europee si presta denaro per tre mesi, e al 24 agosto 2026 vale 2,537% (fonte euribor-rates.eu su dati EMMI). È l'indice di riferimento più usato nei mutui a tasso variabile italiani perché offre un equilibrio tra reattività ai movimenti della BCE e stabilità della rata, che viene ricalcolata solo ogni trimestre invece che ogni mese.

Per confronto, nello stesso giorno l'Euribor 1 mese era al 2,222%, il 6 mesi al 2,772% e il 12 mesi al 2,993%: una curva crescente che riflette le aspettative del mercato su un possibile ulteriore rialzo dei tassi BCE.

Cos'è l'Euribor 3 mesi e chi lo calcola

L'Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso a cui un panel di banche primarie europee si scambia liquidità sul mercato interbancario. Viene calcolato e pubblicato ogni giorno lavorativo dall' European Money Markets Institute (EMMI), l'ente che amministra il benchmark ai sensi del Regolamento UE 2016/1011 (BMR). Il valore rilevato in una giornata viene diffuso ufficialmente con un ritardo di 24 ore rispetto alla rilevazione.

L'Euribor viene quotato per diverse scadenze — 1 settimana, 1, 3, 6 e 12 mesi — ognuna delle quali rappresenta il costo del denaro interbancario per quel preciso orizzonte temporale. Più lunga la scadenza, più il tasso incorpora le aspettative sui futuri movimenti della Banca Centrale Europea (BCE).

Perché l'Euribor 3 mesi è l'indice più usato nei mutui variabili

La maggior parte dei mutui a tasso variabile in Italia è indicizzata proprio all'Euribor 3 mesi. Il motivo è pratico: la scadenza trimestrale consente alla banca di adeguare la rata con una frequenza sufficiente a riflettere i cambiamenti di mercato, senza però esporre il cliente alla volatilità mensile dell'Euribor 1 mese, che cambia rata ogni 30 giorni circa.

È diventato lo standard di riferimento anche per motivi storici e contrattuali: banche, notai e comparatori di mutuo usano da decenni questo parametro, rendendo più semplice confrontare offerte diverse a parità di indice. Se preferisci un confronto ragionato, puoi parlarne con un consulente GoMutuo senza costi.

Differenza tra Euribor 1, 3 e 6 mesi

La differenza sostanziale tra le tre scadenze più diffuse nei mutui non è tanto nel valore assoluto del tasso, quanto nella frequenza di aggiornamento della rata e nel relativo impatto sulla volatilità:

  • Euribor 1 mese: la rata si aggiorna ogni mese. Massima reattività: se la BCE taglia i tassi, il beneficio arriva quasi subito in rata; se li alza, l'aumento è altrettanto rapido.
  • Euribor 3 mesi: la rata si aggiorna ogni trimestre. Compromesso più diffuso tra reattività e stabilità: quattro revisioni l'anno.
  • Euribor 6 mesi: la rata si aggiorna due volte l'anno. Rata più stabile nel breve periodo, ma il beneficio (o lo svantaggio) di un cambio di rotta della BCE arriva con più ritardo.

In un contesto di curva crescente come quello attuale, il 6 mesi tende a essere più alto del 3 mesi perché incorpora aspettative di ulteriori rialzi su un orizzonte più lungo; in un contesto di curva decrescente accade l'opposto.

Tabella comparativa Euribor 1m / 3m / 6m / 12m

ScadenzaValore (24/08/2026)Frequenza aggiornamento rataVolatilità rata
1 settimana2,180%Non usato per mutui
1 mese2,222%MensileAlta
3 mesi2,537%TrimestraleMedia
6 mesi2,772%SemestraleBassa
12 mesi2,993%Non usato per mutui variabili

Fonte: euribor-rates.eu su dati EMMI, rilevazione 24 agosto 2026.

Per contestualizzare: il 3 mesi è salito progressivamente durante il 2026, passando da 2,029% a inizio gennaio a 2,026% a inizio marzo, poi 2,200% a maggio, 2,245% a giugno, 2,312% a luglio e 2,461% a inizio agosto, fino al 2,537% dell'ultima rilevazione disponibile. Un percorso coerente con il rialzo BCE di 25 punti base dell'11 giugno 2026, che ha portato il tasso sui depositi (DFR) al 2,25%.

Quale conviene: curva crescente o decrescente

La scelta tra un parametro a 1, 3 o 6 mesi dipende dalla forma della curva Euribor (che puoi leggere aggiornata nella guida su quanto vale l'Euribor oggi) e dalle aspettative sulla politica monetaria della BCE:

  • Curva crescente (1m < 3m < 6m < 12m, come nell'agosto 2026): il mercato sconta ulteriori rialzi. Un parametro a 3 mesi limita l'esposizione a scadenze più lunghe e più costose; il 6 mesi ti "blocca" per più tempo un valore che potrebbe salire ancora.
  • Curva decrescente (scadenze lunghe più basse delle brevi): segnale che il mercato attende tagli dei tassi. In questo scenario un parametro a 6 mesi può convenire, perché incorpora già il calo atteso e "blocca" per più tempo un valore più favorevole.

La BCE ha lasciato i tassi invariati nella riunione del 23 luglio 2026 (deposit facility rate al 2,25%), dopo il rialzo di 25 punti base dell'11 giugno 2026. Al momento i mercati vedono probabile un nuovo rialzo a settembre 2026, elemento che spiega la curva attualmente crescente su tutte le scadenze Euribor.

Come leggere il parametro Euribor nel contratto di mutuo

Prima di firmare, verifica sempre questi tre elementi nel testo del contratto:

  1. Scadenza del parametro: 1, 3 o 6 mesi. È l'elemento che determina la frequenza di revisione della rata.
  2. Modalità di rilevazione: alcuni contratti usano il fixing puntuale (valore Euribor di un giorno preciso del mese, es. il giorno lavorativo precedente alla scadenza rata), altri la media mensile dell'Euribor nel mese precedente l'inizio del nuovo periodo. Le due modalità possono generare rate leggermente diverse a parità di trend.
  3. Arrotondamento: verifica se il contratto prevede arrotondamenti (es. al centesimo di punto) del parametro prima di sommarlo allo spread. Un dettaglio marginale ma che, sommato nel tempo, incide sulla rata pagata.

Esempio numerico: rata con Euribor 3m vs 6m

Ipotesi: mutuo variabile di 200.000 € a 25 anni, spread banca 1,00%. Valori Euribor al 24 agosto 2026: 3 mesi 2,537%, 6 mesi 2,772% (fonte euribor-rates.eu su dati EMMI). Esempio semplificato con ammortamento alla francese, senza costi accessori.
  • Con Euribor 3 mesi: TAN = 2,537% + 1,00% = 3,537%. Rata mensile indicativa (ammortamento francese): circa 1.005 €.
  • Con Euribor 6 mesi: TAN = 2,772% + 1,00% = 3,772%. Rata mensile indicativa (ammortamento francese): circa 1.031 €.

La differenza di circa 25 € al mese tra i due scenari non deriva dal parametro in sé, ma dal fatto che in questa fase di curva crescente il 6 mesi è già più alto del 3 mesi. Nei mesi successivi, però, chi ha scelto il 3 mesi vedrà la rata aggiornarsi quattro volte l'anno, mentre chi ha scelto il 6 mesi solo due volte: se la BCE tornasse a tagliare i tassi, il parametro a 3 mesi intercetterebbe il calo prima. Per calcolare la rata sul tuo importo e la tua durata usa il simulatore GoMutuo.

Domande frequenti

Per approfondire l'andamento aggiornato dell'indice consulta la sezione tassi ufficiali di Banca d'Italia e le pubblicazioni dell'EMMI.

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né una promessa di rendimento o di ottenimento del mutuo.

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. GoMutuo è marchio di GOGO MC S.r.l., mediatore creditizio iscritto all'OAM al n. [NUMERO_OAM]. I dati di tassi citati sono elaborazioni su fonti pubbliche aggiornate alla data indicata e hanno finalità informativa; non costituiscono consulenza finanziaria né offerte di GoMutuo.

Domande frequenti

Cos'è l'Euribor 3 mesi?

È il tasso di interesse a cui un panel di banche europee si presta reciprocamente denaro per una durata di tre mesi. Viene calcolato e pubblicato ogni giorno lavorativo dall'European Money Markets Institute (EMMI), con diffusione ufficiale il giorno lavorativo successivo alla rilevazione. È il parametro più usato per indicizzare i mutui a tasso variabile in Italia.

Qual è oggi il tasso Euribor 3 mesi?

Al 24 agosto 2026 l'Euribor 3 mesi vale 2,537% (fonte euribor-rates.eu su dati EMMI). Per confronto, nello stesso giorno l'1 mese era al 2,222%, il 6 mesi al 2,772% e il 12 mesi al 2,993%: la curva è crescente, segno che il mercato si attende ulteriori rialzi dei tassi BCE nei mesi successivi.

Qual è la differenza tra Euribor 3 e 6 mesi?

La differenza principale è la frequenza con cui il valore aggiorna la rata del mutuo variabile: con parametro a 3 mesi la rata viene ricalcolata ogni trimestre, con il 6 mesi solo due volte l'anno. Il 6 mesi è tipicamente più alto quando la curva è crescente (aspettative di rialzi) e più basso quando è decrescente (aspettative di tagli), perché incorpora un orizzonte temporale più lungo.

Meglio un mutuo indicizzato all'Euribor 1, 3 o 6 mesi?

Non esiste una scelta univoca: dipende dalla propensione al rischio. L'1 mese è il più reattivo ai movimenti BCE (rata rivista ogni mese, più volatile); il 3 mesi è il compromesso più diffuso; il 6 mesi rende la rata più stabile nel breve ma può restare 'in ritardo' rispetto a un taglio dei tassi. In fase di tassi in calo, un parametro a scadenza più lunga ritarda il beneficio in rata.

Come faccio a sapere quale Euribor usa il mio mutuo?

Il parametro di indicizzazione è indicato nel contratto di mutuo, di solito nella sezione 'tasso di interesse'. Verifica sia la durata (1, 3 o 6 mesi) sia la modalità di rilevazione: alcuni contratti usano il fixing puntuale di un giorno specifico del mese, altri la media mensile del periodo precedente. Questo dettaglio, insieme all'arrotondamento contrattuale, incide sulla rata effettiva che paghi.

Scritto da
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Redazione GoMutuo

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