La risposta in breve
Sì, si può passare dal tasso variabile al fisso senza fare una surroga. La surroga è solo una delle strade possibili, non l'unica: puoi provare a rinegoziare con la banca che ti ha erogato il mutuo, verificare se il contratto include già un'opzione di conversione del tasso, oppure ricorrere a un mutuo di sostituzione che chiude il vecchio finanziamento e ne apre uno nuovo. Ognuna di queste vie ha costi, tempi e margini di negoziazione diversi.
Un punto va chiarito subito perché genera confusione: la misura di rinegoziazione "automatica" introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, commi 322-324, L. 197/2022) riguardava solo le domande presentate entro il 31 dicembre 2023, per mutui con requisiti precisi di importo residuo e ISEE. Non risulta più in vigore nel 2026: chi oggi vuole passare al fisso deve percorrere le vie ordinarie descritte in questo articolo.
Perché la surroga non è l'unica via
La surroga (art. 8 D.L. 7/2007, cosiddetto decreto Bersani) è lo strumento più conosciuto per cambiare tasso: sposta il mutuo su un'altra banca a costo zero per il cliente, mantenendo grado e garanzie originarie. Proprio perché è così pubblicizzata, si tende a pensare che sia l'unico modo per cambiare da variabile a fisso. Non è così: se non vuoi cambiare banca, o se la tua banca attuale è disposta a venirti incontro, esistono alternative interne che evitano l'intero iter di portabilità.
Per un quadro più ampio delle alternative a un cambio banca completo, vedi anche la guida su come cambiare banca senza fare la surroga: qui invece ci concentriamo in modo specifico sul passaggio di tasso, non sul cambio di istituto.
Via 1: la rinegoziazione con la propria banca
La rinegoziazione è un accordo con la banca che ti ha già erogato il mutuo per modificare le condizioni contrattuali, tasso compreso, senza cambiare istituto e senza un nuovo atto notarile: basta una scrittura privata. L'art. 120-quater, comma 5, TUB stabilisce che tra le stesse parti la rinegoziazione non comporta spese per il cliente.
Il limite pratico è che la banca non è obbligata ad accettare la richiesta né a proporre un fisso in linea con il mercato: la trattativa dipende dal tuo profilo, dal residuo e dalla volontà dell'istituto di non perderti come cliente. Per tutti i dettagli operativi — come si chiede, tempi tipici, cosa si può modificare — vedi la guida completa su come funziona la rinegoziazione del mutuo.
Via 2: l'opzione di conversione nel contratto
Meno nota, ma da verificare sempre prima di muoversi: alcuni mutui a tasso variabile includono fin dall'origine una clausola di conversione, che consente al cliente di passare al fisso (o viceversa) a scadenze e condizioni già fissate nel contratto, senza bisogno di rinegoziare da zero.
Non è una clausola presente in tutti i mutui: va cercata nel Prospetto Informativo Europeo Standardizzato (PIES), il documento che il finanziatore è tenuto a fornire prima della firma ai sensi dell'art. 120-novies TUB, oppure direttamente nel testo del contratto di mutuo che hai firmato. Se la clausola esiste, è quasi sempre la via più rapida ed economica: attiva un meccanismo già previsto, senza dover convincere la banca ad aprire una trattativa nuova.
Via 3: il mutuo di sostituzione
Quando la rinegoziazione non è percorribile e non c'è un'opzione di conversione, resta la via della sostituzione: si estingue il mutuo esistente e se ne accende uno nuovo, anche con la stessa banca o con una diversa, a tasso fisso.
La differenza sostanziale rispetto alla surroga è che la sostituzione richiede un nuovo atto notarile e comporta nuovi costi (perizia, spese notarili, eventuale imposta sostitutiva se non più agevolabile) perché tecnicamente nasce un rapporto di credito nuovo, non un trasferimento dello stesso mutuo. Il confronto puntuale tra le due strade, con tutte le voci di costo, è nella guida su mutuo di sostituzione e differenze con la surroga.
La misura 2023 non è più in vigore
La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1, commi 322-324) aveva introdotto, per un periodo limitato, la possibilità per i mutuatari con determinati requisiti — importo residuo del mutuo e ISEE entro soglie specifiche — di ottenere la conversione da variabile a fisso con modalità agevolate. La misura era circoscritta alle richieste presentate entro il 31 dicembre 2023 e risulta decaduta da allora.
Nel 2026 non esiste quindi una misura straordinaria equivalente: chi vuole passare al fisso deve percorrere le vie ordinarie — rinegoziazione, opzione contrattuale, sostituzione o surroga — valutando caso per caso quale sia più conveniente. Non si trovano, allo stato attuale della ricerca, fonti primarie che confermino una proroga o un reintegro della misura 2023: se stai leggendo informazioni diverse online, verificale direttamente sul testo aggiornato della norma su Normattiva prima di fare affidamento su di esse.
Le tre vie a confronto
| Via | Cambio banca | Nuovo atto notarile | Costi per il cliente | La banca è obbligata? |
|---|---|---|---|---|
| Rinegoziazione | No | No (scrittura privata) | Nessuno per legge (art. 120-quater TUB) | No |
| Opzione di conversione | No | No | Dipende dalla clausola contrattuale | No, ma se prevista è vincolante per la banca alle condizioni pattuite |
| Mutuo di sostituzione | Facoltativo | Sì | Perizia, notaio, eventuale imposta | No |
| Surroga (per confronto) | Sì | No | Nessuno per legge (art. 8 D.L. 7/2007) | No, ma la banca ricevente deve accettare l'istruttoria |
Quando scegliere quale strada
Un ordine di priorità ragionevole, da verificare sempre sul proprio contratto: prima controlla se esiste un'opzione di conversione già prevista, perché è la via più semplice quando c'è. In assenza, prova la rinegoziazione con la tua banca: è gratuita e non comporta atti notarili, quindi il costo di provarci è quasi nullo. Se la banca non offre condizioni in linea con il mercato, confronta il costo di un mutuo di sostituzione con quello di una surroga verso un'altra banca: quest'ultima, quando applicabile, resta generalmente la via più economica perché priva di spese notarili a carico del cliente.
Per capire quale opzione porta davvero al risparmio maggiore sulla tua rata, conviene fare due conti concreti prima di scegliere: un confronto con un consulente aiuta a mettere sul piatto le condizioni reali proposte dalla tua banca rispetto a quelle disponibili sul mercato.
Domande frequenti
Di seguito le risposte brevi ai dubbi più comuni su come cambiare tasso senza surrogare il mutuo. La regola generale da portare via è una sola: verifica sempre prima il tuo contratto e il PIES ricevuto alla firma, perché è lì che si scopre se hai già un'opzione di conversione pronta all'uso.



