Con uno stipendio netto di 1.500 € al mese, la rata massima sostenibile secondo la prassi delle banche (33% del reddito) è di circa 495 € al mese. Con un TAN pari all'IRS di pari durata più uno spread stimato di 0,30% (rilevazione del 25 ottobre 2026), questo si traduce in un capitale finanziabile indicativo di 83.490-97.203 € su 20-25 anni, che può salire a circa 109.281 € allungando il piano a 30 anni.
Il calcolo è un punto di partenza: la cifra reale dipende dal tasso ottenuto, dall'età, dalla presenza di altri finanziamenti e dal tipo di contratto di lavoro.
Per un inquadramento generale sul rapporto stipendio/importo massimo leggi anche quanto mutuo posso chiedere in base allo stipendio e, se sei in coppia, l'approfondimento mutuo con due stipendi da 2.000 €.
Con 1.500 euro al mese quanto mutuo posso chiedere? La tabella
Con 1.500 € netti al mese e una rata di 495 € puoi chiedere circa 83.490 € in 20 anni, 97.203 € in 25 e 109.281 € in 30, a tasso fisso con lo spread medio stimato: la tabella mostra come cambia la cifra con la durata e con lo spread. Simulazione con rata mensile fissa di 495 € (il 33% di 1.500 €), ammortamento alla francese e TAN pari all'IRS di pari durata più lo spread indicato in colonna. Gli IRS sono quelli rilevati il 25 ottobre 2026 (fonte ICE Swap Rate); lo spread non è un dato pubblico ma una stima GoMutuo su dati ABI e Banca d'Italia.
| Durata | Spread 0,20% | Spread 0,30% | Spread 0,40% |
|---|---|---|---|
| 10 anni | ~49.680 € | ~49.446 € | ~49.214 € |
| 15 anni | ~68.300 € | ~67.836 € | ~67.376 € |
| 20 anni | ~84.227 € | ~83.490 € | ~82.761 € |
| 25 anni | ~98.244 € | ~97.203 € | ~96.177 € |
| 30 anni | ~110.646 € | ~109.281 € | ~107.940 € |
Con un mutuo a tasso variabile (Euribor 3 mesi al 2,666%, fonte EMMI, rilevazione del 23 ottobre 2026, più uno spread stimato fra 0,30% e 0,70%) il tasso iniziale parte da circa 3,17% con lo spread medio e resta agganciato all'indice: può essere più basso del fisso, ma espone a possibili rialzi futuri. Per capire come scegliere leggi tasso fisso o variabile: quale conviene.
Strumento
Quanto puoi chiedere alla banca?
Una stima in dieci secondi con la regola che usano le banche: la rata non supera il 33% dello stipendio netto.
Puoi chiedere circa
€ 97.000
con una rata di € 495 al mese per 25 anni, al TAN fisso stimato di oggi (3,66%).
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Qual è la rata massima con 1.500 euro netti? Il calcolo passo per passo
Con 1.500 € netti al mese la rata massima sostenibile secondo la prassi delle banche è di circa 495 €, il 33% dello stipendio; la soglia prudenziale del 30% vale 450 €, e il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca (di solito fra un terzo e il 35-40% del netto). Se paghi già altre rate, si tolgono da qui.
La soglia è una prassi delle banche, non una regola di legge. La Banca d'Italia, nella sua guida «Comprare una casa: il mutuo ipotecario in parole semplici», è più prudente, perché calcola il terzo sul reddito al netto delle spese fisse: «È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a quelle impreviste e a possibili riduzioni di reddito». La cifra della risposta si ricava in quattro passaggi.
- Rata. Stipendio 1.500 € netti, nessun finanziamento in corso: 1.500 × 33% = 495 € di rata massima. È la regola del terzo dello stipendio.
- Tasso. Il TAN fisso a 25 anni è l'IRS a 25 anni (3,364%, fonte ICE Swap Rate) più lo spread medio stimato dello 0,30%, arrotondato: 3,66%, con i tassi rilevati il 25 ottobre 2026.
- Capitale. Con l'ammortamento alla francese, 300 rate da 495 € al 3,66% ripagano un mutuo di circa 97.203 €.
- Casa. Con l'LTV standard dell'80% quel mutuo copre una casa da circa 121.503 €: servono 24.301 € di anticipo, più imposte, notaio e perizia.
Il metodo completo, con la formula e le fonti dei tassi, è spiegato in come facciamo i calcoli; per la regola della rata vedi capacità di rimborso del mutuo.
Cosa cambia la cifra
I 97.203 € della risposta valgono per una persona sola, dipendente, senza altri finanziamenti, che sceglie 25 anni a tasso fisso. Ecco cosa sposta la cifra e quali leve puoi usare per aumentare l'importo.
- Altri finanziamenti: la banca somma alla rata del mutuo quelle che paghi già. Se hai un prestito auto con rata da 150 € al mese, la rata residua per il mutuo scende a 345 € e il mutuo a 25 anni a circa 67.747 €: 29.455 € in meno. Per questo motivo, prima di richiedere un mutuo, conviene estinguere o ridurre i finanziamenti in corso, soprattutto quelli a cui mancano poche rate.
- Allungare la durata: passare da 20 a 30 anni porta il capitale ottenibile da circa 83.490 € a circa 109.281 €, a fronte di più interessi totali. La durata però dipende anche dall'età: la banca vuole che il mutuo finisca entro una certa età, quindi più anni hai, più corta è la durata possibile.
- Fisso o variabile: al tasso variabile stimato di oggi (3,17%) la stessa rata ripaga circa 102.463 € in 25 anni, 5.261 € più del fisso, ma la rata segue l'Euribor e può salire.
- LTV più basso: con l'LTV all'80% il mutuo a 25 anni copre una casa da circa 121.503 € con 24.301 € di anticipo. Restare sotto l'80% di rapporto fra mutuo e valore dell'immobile migliora le condizioni offerte. Vedi cos'è l'LTV nel mutuo.
- Contratto: con un contratto a tempo determinato molte banche non contano il reddito da solo; altre sì, se hai lavorato con continuità per gran parte degli ultimi 2 o 3 anni e/o con un cointestatario o un garante con reddito stabile, a volte contandolo solo in parte (mutuo con contratto a tempo determinato); con la partita IVA conta il reddito delle ultime dichiarazioni, non l'incasso del mese (mutuo con partita IVA).
- Tredicesima e quattordicesima: se il contratto le prevede, molte banche dividono per dodici il netto dell'anno. Con 13 mensilità si ragiona su 1.625 € al mese e il mutuo a 25 anni sale a circa 105.303 €. Altre guardano solo le buste paga del mese, e la cifra resta di 97.203 €.
- Cointestazione: con un secondo reddito simile la capacità aumenta in proporzione, perché la banca somma gli stipendi: con due stipendi da 1.500 € il mutuo a 25 anni sale a circa 194.405 €.
- Garante: un familiare come garante rafforza il merito creditizio e può sbloccare importi altrimenti non concessi. Serve soprattutto quando la rata supera le soglie della banca: il tetto oltre il quale chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca, di solito fra un terzo e il 35-40% del netto, per alcune di più con redditi alti.
- Under 36 e Fondo di Garanzia Consap prima casa: la scheda ufficiale del Fondo indica una garanzia pubblica ordinaria del 50% della quota capitale; l'art. 64, comma 3, del D.L. 73/2021 la alza all'80% con ISEE fino a 40.000 € e mutuo oltre l'80% del prezzo (regola prorogata fino al 31 dicembre 2027). Il finanziamento non può superare i 250.000 €. L'accesso al Fondo è riservato alle categorie previste dalla legge, fra cui chi non ha ancora compiuto 36 anni, e alla domanda non devi possedere altre abitazioni, nemmeno all'estero (salvo alcune case ereditate). Con la garanzia la banca può arrivare a un mutuo fino al 100% del prezzo, ma non è obbligata: con 1.500 € netti il mutuo a 25 anni resta di circa 97.203 €, quindi senza anticipo potresti comprare una casa che costa altrettanto (imposte e notaio a parte), invece di una da 121.503 € con 24.301 € tuoi. Approfondisci mutuo al 100% con garanzia Consap 2026.
Con 1.500 € netti un prestito da 150 € al mese vale da solo 29.455 € di mutuo, e qualche anno di età in più può accorciare la durata. Per sapere quanto puoi chiedere tu, con la tua età e i finanziamenti che hai già, fai una simulazione del mutuo su GoMutuo: è gratuita, dura circa 6 minuti e ti dice quanto puoi chiedere e con che rata.
Istituti più flessibili con stipendi bassi
Non esiste un elenco di banche per chi ha uno stipendio basso: con 1.500 € netti la differenza la fanno le regole interne, che cambiano da banca a banca. Nelle politiche di credito che vediamo contano soprattutto tre cose:
- La soglia sulla rata: alcune banche si fermano a un terzo del netto, altre arrivano al 35-40%, e alcune usano una soglia più bassa per chi ha un solo reddito.
- Il minimo per vivere: molte banche controllano anche che dopo la rata resti una somma minima per vivere, che dipende da quante persone ci sono in famiglia e da dove si abita; alcune partono dalle soglie di povertà ISTAT.
- Gli altri finanziamenti: si sommano alla rata del mutuo, ma molte banche non contano quelli che finiscono entro pochi mesi.
Con la garanzia del Fondo prima casa, poi, le banche aderenti «si impegnano a non richiedere al mutuatario garanzie aggiuntive non assicurative, oltre all'ipoteca sull'immobile e alla garanzia pubblica del Fondo»: lo scrive la scheda di Consap, che pubblica anche l'elenco aggiornato delle banche aderenti.
Se vuoi controllare da solo a che punto sono i tassi medi applicati ai mutui alle famiglie, la serie la pubblica la Banca d'Italia nelle statistiche sui tassi di interesse: confrontarla con l'offerta che ti fanno è il modo più rapido per capire se sei dentro o fuori mercato.
Disclaimer: guida informativa, non consulenza finanziaria personalizzata. I valori sono indicativi e possono variare in base a profilo di reddito, banca e condizioni di mercato.
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