A metà luglio 2026 lo scenario dei mutui si è capovolto: dopo mesi in cui il tasso fisso costava meno del variabile, oggi è vero il contrario. Il rialzo dei tassi BCE deciso l'11 giugno 2026 ha spinto l'Euribor verso l'alto, ma la curva IRS — che determina il fisso — si è normalizzata e oggi il variabile è tornato più conveniente. In questa guida vediamo cosa è cambiato, i tassi mutui aggiornati a luglio 2026, tre scenari con numeri alla mano e la regola pratica che usiamo con i nostri clienti in GoMutuo per decidere.
Tasso fisso e variabile: la differenza in una frase
Il tasso fisso resta uguale per tutta la durata del mutuo: la rata che paghi il primo mese è la stessa dell'ultimo. Il tasso variabile cambia nel tempo perché è agganciato all'Euribor, l'indice interbancario europeo: quando l'Euribor sale, la tua rata sale; quando scende, scende anche la rata.
Dietro il fisso c'è un altro indice — l'IRS (Interest Rate Swap)— che riflette le aspettative del mercato su dove saranno i tassi nei prossimi anni. A luglio 2026 la curva IRS è tornata a una forma "normale" (non più invertita): l'IRS a 20 anni (3,34%) e a 25 anni (3,32%) sono sopra l'IRS a 10 anni (3,15%), segno che il mercato non prezza più un calo dei tassi nel breve periodo.
I tassi mutui oggi (luglio 2026)
L'11 giugno 2026 la BCE ha alzato il tasso sui depositi al 2,25%(+25 punti base), rialzo in vigore dal 17 giugno. Di conseguenza l'Euribor 3 mesi è salito al 2,45%. Ecco i riferimenti indicativi rilevati sul mercato (fonti migliori-mutui.it, Teleborsa, euribor-rates.eu):
- TAN medio fisso: circa 3,38%.
- TAN medio variabile: circa 2,83% (Euribor 3 mesi al 2,45% + spread bancario).
- IRS 10 anni: 3,15% — IRS 20 anni: 3,34% — IRS 25 anni: 3,32%.
La novità che confonde chi seguiva il mercato negli ultimi trimestri: il variabile è tornato più conveniente del fisso. Non è un'anomalia — è la fisiologia dei tassi che torna alla normalità dopo un periodo in cui la curva IRS era invertita. Attenzione però: un Euribor più basso oggi non significa che resterà tale. Dopo un rialzo BCE, il rischio di ulteriori strette entro fine 2026 va messo in conto.
Tre scenari con i numeri
Mettiamo un esempio identico per tutti: mutuo da 200.000 €, durata 25 anni. Vediamo cosa cambia sulla rata mensile e sul totale interessi pagati, usando i TAN medi di luglio 2026.
Scenario A — Tasso fisso al 3,38%
- Rata mensile: circa 990 € (invariata per 25 anni)
- Interessi totali: circa 97.000 €
- Rischio: zero. Sai esattamente quanto pagherai, anche se parti da una rata più alta.
Scenario B — Variabile al 2,83%, tassi stabili
- Rata iniziale: circa 924 €
- Interessi totali: circa 77.000 € (se l'Euribor resta invariato)
- Oggi costa meno del fisso su entrambi i fronti: rata e interessi totali.
Scenario C — Variabile al 2,83%, ulteriore rialzo BCE di 0,75 punti entro fine 2026
- Rata iniziale: 924 € → dopo l'adeguamento sale a circa 1.010 €
- Interessi totali: circa 90.000 €
- Resta comunque competitivo col fisso, ma il margine di convenienza si riduce.
Morale: oggi il variabile costa meno del fisso, anche considerando un possibile ulteriore rialzo BCE entro fine 2026. Il fisso continua però a offrire l'unica certezza assoluta sulla rata, utile per chi non ha margine di reddito per assorbire sorprese.
La regola pratica per decidere
Prima di guardare i decimali, rispondi a queste tre domande:
- Quanto pesa la rata sul tuo reddito? Se supera il 30% del netto mensile, il fisso resta quasi sempre la scelta giusta: non puoi permetterti sorprese, anche se oggi costa qualcosa in più.
- Come dormi con l'incertezza? Se controlli la rata Euribor ogni mese e ti stressi, il fisso vale i decimali in più che paghi per la tranquillità.
- Quanto è lungo il mutuo? Su oltre 20 anni l'incognita del variabile pesa molto di più che su un mutuo breve. Più lunga la durata, più il fisso protegge.
Chi dovrebbe scegliere il fisso
- Prima casa, coppia con figli, unico reddito principale.
- Rata già "tirata" sul reddito familiare.
- Chi preferisce la pianificazione al risparmio potenziale.
- Durata lunga (oltre 20 anni).
Chi può considerare il variabile
- Reddito solido con margine ampio sulla rata, in grado di assorbire un ulteriore rialzo BCE entro fine 2026.
- Possibilità di estinguere il mutuo in anticipo se i tassi risalgono.
- Mutuo breve o durata comunque entro i 20 anni.
- Chi sa leggere l'Euribor e può convivere con la volatilità.
E il tasso misto? Vale la pena?
Il misto è un compromesso: parti con uno dei due tassi e ogni 5 anni puoi cambiare formula. Sulla carta sembra il meglio dei due mondi — nella pratica lo spread applicato è quasi sempre più alto sia del fisso puro sia del variabile puro, e la finestra di 5 anni potrebbe non coincidere con il momento giusto per switchare. Con la curva attuale, meglio valutare direttamente fisso o variabile in base al proprio profilo di rischio, e usare la surroga gratuita se lo scenario cambia radicalmente.
La surroga permette di trasferire il mutuo da una banca all'altra senza costi (né notarili, né bancari) se le nuove condizioni sono migliori. È lo strumento che rende sicura anche la scelta del variabile oggi: se i tassi dovessero salire in modo persistente, potrai valutare il passaggio al fisso senza spese.
Per approfondire, leggi quando conviene surrogare il mutuo o, se hai già un variabile, la guida alla surroga da variabile a fisso. Utile anche capire la differenza tra TAN e TAEG per confrontare davvero le offerte.
La domanda giusta non è "fisso o variabile"
La domanda giusta è: quanto rischio posso permettermi? Il tasso più basso in valore assoluto non è quasi mai la scelta corretta se non tiene conto del tuo profilo di reddito, della durata del mutuo e della tua tolleranza allo stress finanziario — anche ora che il variabile è tornato conveniente.
Un consulente indipendente confronta le offerte reali di decine di banche in parallelo — che spesso non sono quelle pubblicizzate — e fa la valutazione insieme a te. In GoMutuo il servizio è gratuito: la nostra provvigione la paga la banca, mai tu.
Fatti un'idea concreta con una simulazione mutuo gratuita prima di scegliere tra fisso e variabile.
In sintesi
- Da luglio 2026 il tasso variabile costa meno del fisso: TAN medio 2,83% contro 3,38%.
- Il rialzo BCE dell'11 giugno (deposit facility al 2,25%) ha spinto l'Euribor 3M al 2,45%, ma la curva IRS si è normalizzata a favore del variabile.
- Se la rata pesa > 30% del reddito, o il mutuo supera i 20 anni, il fisso resta la scelta prudente.
- Il variabile conviene solo a chi può reggere ulteriori rialzi entro fine 2026.
- Fatti una simulazione realistica prima di firmare qualsiasi cosa.
Fonti
- BCE — comunicato del 11/06/2026 sul tasso di deposito (2,25%).
- EMMI / Teleborsa — rilevazioni IRS del 15/07/2026.
- euribor-rates.eu — quotazioni Euribor 3 mesi del 14/07/2026.
- migliori-mutui.it — rilevazione TAN medi fisso/variabile del 09/07/2026.
- ABI — rilevazioni ufficiali dei tassi medi applicati dalle banche italiane.



