Una coppia con due stipendi netti da 2.000 € ciascuno (4.000 € netti totali al mese) può sostenere una rata fino a 1.320 €, pari al 33% del reddito complessivo. Con un TAN pari all'IRS di pari durata (rilevazione del 25 ottobre 2026) più uno spread stimato di 0,30%, questo importo di rata corrisponde a un mutuo di circa 259.207 € su 25 anni o 291.416 € su 30 anni. Con lo spread più basso della forchetta stimata (0,20%) si arriva a circa 261.984-295.057 €; con lo spread più alto (0,40%) l'importo scende a circa 256.472-287.840 €.
Questi numeri partono dalla stessa prassi che le banche italiane applicano a qualsiasi richiedente, singolo o cointestatario: una rata entro circa un terzo del reddito netto mensile.
Come si calcola la rata sostenibile in due
Quando il mutuo è cointestato, la banca somma i redditi netti mensili dei due richiedenti (comprensivi di 13ª e 14ª ripartite su 12 mesi) e applica le stesse soglie che userebbe per un singolo reddito. Il 30% del netto è la soglia prudenziale e il 33% la prassi; la guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse. Il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca. Per il calcolo completo del rapporto rata/reddito vedi la guida dedicata al rapporto rata/reddito mutuo.
Con due stipendi da 2.000 € netti: 2.000 € + 2.000 € = 4.000 € netti mensili totali. Applicando il 33%: 4.000 € × 33% = 1.320 € di rata massima sostenibile. Da questa rata, applicando la formula dell'ammortamento alla francese agli indici aggiornati, si ricava l'importo massimo di mutuo erogabile.
Gli indici di riferimento aggiornati
Alla data di questo aggiornamento lo scenario tassi è così composto:
- Tasso medio rilevato da ABI: 3,56% (dato di agosto 2026, pubblicato il 19 settembre).
- IRS (Eurirs), l'indice del tasso fisso: 3,45% a 20 anni, 3,36% a 25 anni, 3,27% a 30 anni (ICE Swap Rate, rilevazione del 25 ottobre 2026).
- Tasso BCE sui depositi: 2,50%, livello in vigore dal 16 settembre 2026 dopo la riunione del Consiglio direttivo del 10 settembre 2026. La prossima riunione è fissata per il 29 ottobre 2026.
Per un profilo standard (buon merito creditizio, LTV entro l'80%), il riferimento usato in questa guida è l'IRS di pari durata più uno spread stimato di 0,30% (0,20%-0,40% la forchetta), con il TAN arrotondato al centesimo: per 25 anni è il 3,66%. Lo spread non è un dato pubblico, è una stima GoMutuo su dati ABI e Banca d'Italia. Quanto cambia da una banca all'altra lo trovi negli spread reali applicati dalle banche nel 2026.
Tabella: importo mutuo per durata e tasso
Calcolo con rata fissa di 1.320 €/mese (33% di 4.000 € netti totali), ammortamento alla francese, nessun altro finanziamento in corso:
| Scenario di tasso | 20 anni | 25 anni | 30 anni |
|---|---|---|---|
| IRS di pari durata + spread minimo (0,20%) | ~224.605 € | ~261.984 € | ~295.057 € |
| IRS di pari durata + spread medio (0,30%) | ~222.639 € | ~259.207 € | ~291.416 € |
| IRS di pari durata + spread massimo (0,40%) | ~220.697 € | ~256.472 € | ~287.840 € |
Per un confronto con la capacità di indebitamento a diverse fasce di reddito (anche per singoli richiedenti) vedi la tabella completa nella guida quanto mutuo posso chiedere con il mio stipendio.
Cosa cambia rispetto a un solo reddito
Un singolo richiedente con 2.000 € netti al mese può sostenere una rata di circa 660 € e ottenere un mutuo di circa 129.603 € a 25 anni (approfondisci in mutuo con un solo stipendio). Cointestando con il partner, che ha lo stesso netto, il calcolo si fa su 4.000 €: la rata sostenibile sale a 1.320 € e il mutuo a circa 259.207 € a 25 anni, il doppio di un solo reddito.
Questo è il motivo per cui, per le coppie, la cointestazione è quasi sempre la scelta più efficiente in termini di capacità di acquisto, a patto che entrambi i redditi siano stabili e documentabili. Se uno dei due non lo è ancora, prima di presentare la domanda puoi sentire un consulente GoMutuo: è gratis.
Anticipo, LTV e spese da mettere in conto
Le banche italiane erogano di norma fino all'80% del valore dell'immobile (LTV 80%). Per un mutuo di 259.207 € serve quindi un immobile di circa 324.009 € e un anticipo di almeno 64.802 €, a cui si aggiungono le spese d'acquisto: per la prima casa ipotizziamo il 5-6% del prezzo (imposte, notaio, perizia e istruttoria; agenzia esclusa). Per il dettaglio dei costi vedi le guide sul costo del notaio per la prima casa e sulle spese di istruttoria del mutuo.
Se l'anticipo manca, il mutuo non sale per coprirlo, perché dipende dalla rata. Per chi rientra nelle categorie di legge c'è la garanzia Consap, spiegata qui sotto, con cui la banca può finanziare fino al 100% del prezzo.
Agevolazioni per la coppia: Consap e Under 36
Il Fondo di garanzia per la prima casa, gestito da Consap, non è aperto a tutti. Consap lo scrive sulla pagina del Fondo: «l'accesso al Fondo è riservato ai soggetti appartenenti alle seguenti categorie». La prima sono le giovani coppie, sposate da almeno 2 anni o con la stessa residenza da almeno 2 anni, con almeno uno dei due che non ha compiuto 36 anni. Seguono i genitori soli con figli minori, i conduttori di alloggi IACP (in affitto da un Istituto autonomo per le case popolari, comunque si chiami oggi), gli under 36 e poche altre. In tutti i casi, alla domanda chi chiede il mutuo non deve possedere altre abitazioni, nemmeno all'estero (salvo alcune case ereditate), la casa deve diventare l'abitazione principale e non essere di lusso, e il mutuo non può superare 250.000 €.
Per una giovane coppia la garanzia copre il 50% della quota capitale e, su richiesta, sale all'80% se l'ISEE è fino a 40.000 € e il mutuo supera l'80% del prezzo. L'ISEE, quindi, non è un requisito d'accesso: decide solo quanto è alta la garanzia. In tutti e due i casi il mutuo resta quello che la rata regge; con la garanzia la banca può finanziare fino al 100% del prezzo, e allora senza anticipo si può comprare una casa che costa quanto il mutuo (imposte e notaio a parte). Con 4.000 € netti, però, il mutuo a 25 anni, circa 259.207 €, supera già il tetto: con la garanzia il mutuo si ferma a 250.000 €, e senza anticipo la casa può costare al massimo 250.000 €; per una più cara la differenza la mette la coppia. Senza garanzia, la stessa rata porta a una casa da circa 324.009 €, con 64.802 € di anticipo più imposte e notaio.
Le agevolazioni fiscali per gli under 36 sull'acquisto, invece, sono scadute e non sono state reintrodotte: l'esenzione da registro, ipotecaria e catastale, il credito d'imposta pari all'IVA pagata e l'esenzione dall'imposta sostitutiva sul mutuo valevano per gli atti fino al 31 dicembre 2023, o fino al 31 dicembre 2024 per chi aveva registrato il preliminare entro il 2023. Nel 2026 la coppia paga a qualsiasi età le imposte ordinarie della prima casa, fra cui il registro al 2% (o l'IVA al 4% se compra da un'impresa che la applica) e l'imposta sostitutiva dello 0,25% sul mutuo. Il dettaglio dei requisiti è nella guida mutuo prima casa giovani coppie 2026.
Come aumentare l'importo ottenibile
- Estinguere prestiti in corso prima della richiesta: la banca somma le rate che pagate già (auto, prestito personale) a quella del mutuo, quindi ogni rata attiva riduce di altrettanto la rata disponibile per il mutuo.
- Aumentare l'anticipo: abbassa l'LTV e può aprire a spread più bassi.
- Valutare la durata più lunga compatibile con l'età dei richiedenti (oltre i 30 anni, come un mutuo a 35 anni, solo con alcune banche): abbassa la rata mensile e alza l'importo massimo, a costo di interessi totali più alti.
- Il Fondo Consap non alza l'importo: per chi rientra nelle categorie di legge può abbassare l'anticipo, fino ad azzerarlo se la casa costa quanto il mutuo (imposte e notaio a parte). La decisione resta della banca.
- Confrontare più istituti: lo spread applicato varia sensibilmente da banca a banca a parità di profilo.
Errori comuni da evitare
Errore 1: calcolare la rata sommando lo stipendio lordo dei due partner invece del netto in busta paga. Le banche usano sempre il netto.
Errore 2: dimenticare le rate di altri finanziamenti attivi di uno dei due partner (auto, prestito personale, cessione del quinto): la banca le somma alla rata del mutuo nel rapporto rata/reddito del 33%, quindi la rata disponibile per il mutuo scende di altrettanto.
Errore 3: non considerare il tasso reale applicabile al proprio profilo. Le simulazioni con lo spread più basso della forchetta non valgono per tutti: lo spread effettivo dipende da LTV, tipo di immobile e merito creditizio. Per una stima realistica, verifica sempre il TAEG effettivo offerto dalla banca.
Fonti
- Banca d'Italia — rilevazioni statistiche sui tassi di interesse dei mutui alle famiglie.
- ABI - Associazione Bancaria Italiana — comunicato mensile "ABI Monthly Outlook": tasso medio 3,56% (dato di agosto 2026, pubblicato il 19 settembre).
- BCE — decisioni di politica monetaria: tasso sui depositi 2,50%, in vigore dal 16 settembre 2026 dopo la riunione del 10 settembre 2026.
- Consap — Fondo di garanzia per la prima casa: categorie ammesse, requisiti, tetto di 250.000 € e garanzia all'80% prorogata al 31 dicembre 2027.
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