Mutuo dopo un tumore: la banca può rifiutarlo? L'oblio oncologico

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In breve

Sì, il mutuo si può chiedere dopo un tumore, e se l'ultimo trattamento è finito da più di 10 anni senza recidive la banca non può rifiutarlo per la malattia: è l'oblio oncologico della legge 193/2023. Il termine scende a 5 anni se il tumore è insorto prima dei 21, e a 1-7 anni per alcuni tumori indicati dal Ministero della Salute; dopo, nessuno può più chiederti della malattia. Prima il mutuo resta possibile: conta il reddito, e la malattia pesa soprattutto nella polizza vita o CPI, se richiesta. Con la simulazione gratuita di GoMutuo vedi in 6 minuti se il mutuo è fattibile e con che rata.

Una mano appoggiata su una di due cartelle chiuse con l'angolo verde scuro, accanto a una casetta di legno e a una penna: le carte da preparare per la domanda di mutuo
Indice della guida · 10 sezioni

Risposta rapida

Sì, il mutuo si può chiedere anche dopo un tumore, e quando dall'ultimo trattamento sono passati più di 10 anni senza recidive la banca non può nemmeno chiederti della malattia. È il diritto all'oblio oncologico, cioè a non dare informazioni sulla malattia passata né subire indagini, previsto dalla legge 193/2023, in vigore dal 2 gennaio 2024, e vale anche per la polizza collegata al mutuo. Il termine scende a 5 anni se il tumore è insorto prima dei 21 anni, e a 1-7 anni per alcuni tumori elencati dal Ministero della Salute.

Prima di quei termini la legge sull'oblio non si applica, ma il mutuo non è vietato. La banca guarda il reddito; le domande sulla salute, di solito, arrivano con il questionario della polizza vita sul mutuo o della CPI, la polizza che copre le rate in caso di morte, invalidità o perdita del lavoro. Per questo, finché i termini non sono passati, il punto delicato è la polizza.

In quale dei tre casi sei?

Quello che possono chiederti dipende da quanto tempo è passato dall'ultimo trattamento, non dalla diagnosi.

La tua situazioneCosa possono chiedertiIl passo da fare
Cure in corso o finite da meno del tuo termine (di regola 10 anni)Una polizza vita o CPI come condizione del mutuo, con il questionario sulla salute della compagniaRispondere con la verità, confrontare compagnie e banche
Ultimo trattamento finito da più di 10 anni senza recidive (o meno, nei casi previsti)Nulla sul tumore: né domande, né visite, né condizioni peggioriNon rispondere; se le informazioni le hanno già, mandare il certificato
Termini passati, ma te lo chiedono lo stessoNon potrebbero: le clausole contrarie sono nulleReclamo, poi Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per la banca, IVASS o Arbitro Assicurativo per la polizza

Fonti: legge 193/2023, art. 2; decreto-legge 1/2012, art. 28; decreto del Ministero della Salute del 22 marzo 2024.

In tutti e tre i casi la banca parte dal reddito. Per il tuo caso puoi vedere gratis, in 6 minuti, quanto puoi chiedere e con che rata.

Da quando si contano i 10 anni?

I 10 anni partono dall'ultimo trattamento, non dalla diagnosi né dall'ultima visita di controllo. Per il decreto del Ministero della Salute del 28 novembre 2024 la conclusione del trattamento attivo è, «in mancanza di recidive, la data dell'ultimo trattamento farmacologico antitumorale, radioterapico o chirurgico».

  • Alla data della domanda di banca o assicurazione devono essere passati più di 10 anni.
  • Prima dei 21 anni: «Tale periodo è ridotto della metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del compimento del ventunesimo anno di età» (art. 2 della legge), quindi 5 anni, anche se oggi ne hai 40.
  • Recidive: se la malattia è tornata, si conta dalla fine delle cure successive.
  • Terapie di mantenimento: chiedi al medico da quale data partire; nel certificato i tempi li valuta chi lo rilascia.

Per alcuni tumori il termine è più breve. Il decreto del Ministero della Salute del 22 marzo 2024 li elenca così:

TumoreCondizione indicata dal decretoAnni dalla fine del trattamento
Colon-rettoStadio I, a qualsiasi età1
Colon-rettoStadio II-III, oltre 21 anni7
MelanomaOltre 21 anni6
MammellaStadio I-II, a qualsiasi età1
Utero, colloOltre 21 anni6
Utero, corpoA qualsiasi età5
TesticoloA qualsiasi età1
TiroideDonne con diagnosi prima dei 55 anni, uomini con diagnosi prima dei 45; esclusi i tumori anaplastici1
Linfomi di HodgkinSotto i 45 anni5
Leucemie acute (linfoblastiche e mieloidi)A qualsiasi età5

Fonte: decreto del Ministero della Salute del 22 marzo 2024, allegato I (Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24 aprile 2024). L'elenco si aggiorna, se serve, entro il 31 dicembre di ogni anno: controlla la versione in vigore.

Qualche esempio, con le date contate a ottobre 2026:

SituazioneUltimo trattamentoTermineNon possono più chiederti nulla
Tumore del polmone, diagnosi a 52 anni (non in elenco)Intervento, marzo 201610 anni (legge)Dopo marzo 2026: già oggi
Tumore del colon-retto, stadio II, diagnosi a 50 anniChemioterapia, giugno 20207 anni (decreto)Dopo giugno 2027
Tumore osseo, diagnosi a 17 anni (non in elenco)Chemioterapia, gennaio 20235 anni (legge, prima dei 21)Dopo gennaio 2028

Passati i termini, cosa non possono chiederti banca e assicurazione?

Passati i termini, banca e assicurazione non possono chiederti nulla sul tumore, né per il mutuo né per la polizza, e non possono trattarti diversamente dagli altri clienti. L'art. 2 della legge vieta loro di:

  • chiederti della malattia alla firma, al rinnovo e anche dopo (comma 1);
  • prendere le informazioni da altre fonti, o usare quelle che hanno già (comma 1);
  • chiederti visite mediche o accertamenti sanitari (comma 4);
  • applicarti «limiti, costi e oneri aggiuntivi né trattamenti diversi rispetto a quelli previsti per la generalità dei contraenti» (comma 3).

Devono anche informarti di questo diritto nei moduli (comma 2). Per le polizze l'IVASS, l'autorità che vigila sulle assicurazioni, lo ha reso concreto con il provvedimento n. 169 del 15 gennaio 2026: da febbraio 2026 il modulo unico precontrattuale (MUP) e il documento informativo precontrattuale aggiuntivo (DIP aggiuntivo) hanno una sezione sull'oblio oncologico. Per banche e intermediari finanziari, dal 10 gennaio 2026 le modalità di attuazione le stabiliscono la Banca d'Italia e la Consob, ciascuna per la sua materia (comma 7). Nei contratti firmati dopo l'entrata in vigore della legge una clausola contraria è nulla, ma il contratto resta valido (comma 6).

L'oblio non obbliga la banca a concederti il mutuo. Per l'art. 120-undecies del Testo unico bancario il merito creditizio, cioè la tua capacità di rimborsare, si valuta «sulla base delle informazioni sulla situazione economica e finanziaria del consumatore»: reddito, impegni, garanzie. Un no deve dipendere da questi elementi, non dal tumore.

Hai già un mutuo o una polizza? Il certificato di oblio oncologico

Se in passato hai dichiarato la malattia a una banca o a un'assicurazione, puoi farla cancellare con il certificato di oblio oncologico, gratuito e rilasciato entro 30 giorni dalla domanda. Passati i termini quelle informazioni non possono più servire a valutare il rischio (art. 2, comma 5): mandi il certificato con raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC, e chi lo riceve deve cancellarle entro 30 giorni.

  • Chi lo rilascia: una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata, un medico del Servizio sanitario nazionale della disciplina del tumore, il medico di famiglia o il pediatra (decreto del Ministero della Salute del 5 luglio 2024).
  • Contenuto: solo i dati anagrafici, senza malattia né cure, come spiega il Garante privacy.
  • Sulla polizza: secondo l'IVASS (relazione al provvedimento 169/2026) la compagnia non può più usare quelle informazioni nemmeno per contestare la validità del contratto o decidere quanto pagarti.

Per un mutuo nuovo il divieto di chiederti del tumore vale per legge anche senza certificato (comma 1), ma conviene chiederlo comunque prima della domanda: secondo l'IVASS è con il certificato che si esercita il diritto all'oblio.

Cure in corso o finite da poco: come si ottiene il mutuo?

Con cure in corso o finite da poco il mutuo si ottiene sul reddito, come per tutti, e il passaggio delicato è la polizza sul credito, se la banca la chiede: qui la legge sull'oblio non ti copre ancora.

La polizza vita o la CPI è facoltativa per legge; la banca però può metterla come condizione. In quel caso l'art. 28 del decreto-legge 1/2012 la obbliga ad accettare, senza cambiare le condizioni del mutuo, «la polizza che il cliente presenterà o reperirà sul mercato», con un livello di garanzia equivalente. E la guida IVASS sulle polizze connesse a mutui e finanziamenti ricorda: «Hai il diritto di sapere se e per quali ragioni la banca considera una certa garanzia assicurativa come necessaria per la concessione del mutuo o del finanziamento».

Prima dei termini il questionario sulla salute è lecito e va compilato con la verità. Una dichiarazione inesatta o reticente fatta con dolo o colpa grave rende la polizza annullabile (art. 1892 del codice civile); anche senza, la compagnia può recedere o pagare meno (art. 1893). La compagnia può accettarti, chiederti un premio più alto, escludere la malattia o rifiutare: le esclusioni per le malattie già note sono comuni, come spieghiamo in cosa non copre la polizza CPI.

Se la polizza diventa l'ostacolo, hai quattro strade:

  1. Chiedi se è una condizione: se è solo un'offerta, puoi rifiutarla e il mutuo resta in piedi.
  2. Confronta più compagnie: premio ed esclusioni cambiano da una all'altra.
  3. Cerca un'altra banca: la richiesta cambia da banca a banca, e oltre l'80% del valore della casa di solito servono prodotti dedicati, con condizioni più rigide e spesso una polizza.
  4. Rafforza la domanda con un cointestatario o un garante: non sostituiscono la polizza se la banca la pretende, ma possono alzare la cifra che puoi chiedere.

Attenzione al conto: se la polizza ha un premio mensile, alcune banche lo sommano alla rata quando calcolano il rapporto fra rata e reddito.

Quanto puoi chiedere? Un esempio con i numeri

Con 1.500 € netti al mese, da solo, in 25 anni a tasso fisso si chiedono circa 95.368 €; con un cointestatario che guadagna 1.300 € si arriva a circa 178.020 €. È il conto che la banca fa sul reddito, uguale per chi ha avuto un tumore e per chi no.

Chi firmaNetto al meseRata sostenibile (33%)Mutuo in 25 anniCasa fino aAnticipo
Da solo1.500 €495 €95.368 €119.210 €23.842 €
Con un cointestatario da 1.300 €2.800 €924 €178.020 €222.525 €44.505 €

Tasso fisso stimato del 3,84%: IRS a 25 anni, il riferimento dei mutui a tasso fisso, al 3,54% (12 ottobre 2026, fonte ICE Swap Rate) più uno spread medio stimato dello 0,30%. Casa e anticipo con un mutuo all'80% del valore, senza altri finanziamenti in corso.

La rata sostenibile segue la prassi: 30% del netto per stare prudenti, 33% come riferimento più usato. La guida della Banca d'Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè al netto delle spese fisse, e il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca (come facciamo i calcoli). Nel mutuo cointestato i redditi si sommano, di solito fra coniugi e conviventi.

Per il tuo caso puoi vedere se il mutuo è fattibile e con che rata: è gratis e richiede circa 6 minuti.

E se te lo chiedono lo stesso? Reclami e arbitri

Se, passati i termini, ti chiedono del tumore, puoi non rispondere: la legge ti riconosce il diritto di non fornire informazioni né subire indagini. Se insistono, o trovi una condizione peggiore legata alla malattia:

  1. Reclamo scritto alla banca o all'ufficio reclami della compagnia, con il riferimento all'art. 2 della legge 193/2023.
  2. Banca: ha di norma 60 giorni per risponderti; poi puoi ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario, con un contributo di 20 €. I passaggi sono nella guida al reclamo ABF sul mutuo.
  3. Assicurazione: deve risponderti entro 45 giorni; poi c'è l'IVASS oppure, dal 15 gennaio 2026, l'Arbitro Assicurativo, con 20 € che ti tornano se il ricorso è accolto. Un limite: «Non è possibile presentare ricorso all'Arbitro Assicurativo se il contratto di assicurazione non è stato concluso». Se la polizza ti è stata rifiutata, resta l'IVASS.
  4. Garante privacy: per l'art. 5 della legge «Il Garante per la protezione dei dati personali vigila sull'applicazione delle disposizioni di cui alla presente legge».

Il ricorso ai due arbitri si presenta da soli, senza avvocato; le loro decisioni però non hanno la forza di una sentenza.

Alcuni casi particolari

In breve: l'oblio protegge ognuno di quelli che firmano, vale anche nella surroga e nelle polizze collettive della banca, ma riguarda solo i tumori.

  • Mutuo cointestato o con garante: la legge protegge ogni persona che firma, garante compreso; i termini si contano sulla storia clinica di chi è stato malato, e il reddito degli altri firmatari resta nel conto della banca.
  • Surroga: con la nuova banca firmi un contratto nuovo, quindi, passati i termini, né lei né la nuova polizza possono chiederti nulla sul tumore.
  • Polizza collettiva della banca: spesso la polizza sul credito la firma la banca con la compagnia, e tu aderisci come assicurato. Passati i termini il divieto vale anche per te: per l'IVASS la compagnia non può raccogliere informazioni sul tumore passato né del contraente né dell'assicurato (relazione al provvedimento 169/2026).
  • Diabete, sclerosi multipla e altre malattie croniche: la legge 193/2023 riguarda solo i tumori. Valgono le regole generali: conta il reddito, la polizza è facoltativa per legge e il questionario va compilato con la verità.
  • Pensione di invalidità: può contare come reddito, ma alcune banche la considerano solo se regolare, documentata e non determinante.
  • Disabilità grave riconosciuta: dal 3 agosto 2026 chi ha una disabilità permanente accertata ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge 104/1992 rientra fra le categorie a cui la legge riserva il Fondo di garanzia prima casa, se ha gli altri requisiti.

Le domande che ci fanno tutti

Se ho avuto un tumore posso chiedere un mutuo?

Sì. La banca valuta il merito creditizio sulla tua situazione economica e finanziaria (art. 120-undecies del Testo unico bancario). Se dall'ultimo trattamento sono passati più di 10 anni senza recidive, 5 se il tumore è insorto prima dei 21, non può nemmeno chiederti della malattia; prima, la malattia pesa soprattutto nella polizza.

Devo dire alla banca che ho avuto un tumore?

Dopo i termini dell'oblio oncologico no, e nessuno può chiedertelo: 10 anni dall'ultimo trattamento, 5 se il tumore è insorto prima dei 21, da 1 a 7 per alcuni tumori. Prima, nel questionario di una polizza rispondi con la verità, o rischi la copertura (artt. 1892 e 1893 del codice civile).

Da quando si contano i 10 anni dell'oblio oncologico?

Dalla data dell'ultimo trattamento farmacologico antitumorale, radioterapico o chirurgico, in mancanza di recidive (decreto del Ministero della Salute del 28 novembre 2024), non dalla diagnosi. I 10 anni devono essere passati alla data della domanda di banca o assicurazione; per alcuni tumori bastano da 1 a 7 anni.

La polizza vita è obbligatoria per il mutuo se ho avuto un tumore?

No, per legge non è obbligatoria, ma la banca può chiederla come condizione: allora deve accettare anche una polizza trovata da te, con garanzie equivalenti, senza cambiare le condizioni del mutuo (art. 28 del decreto-legge 1/2012). Puoi chiederle perché la ritiene necessaria e confrontare altre banche.

Il certificato di oblio oncologico quanto costa e chi lo rilascia?

È gratuito e va rilasciato entro 30 giorni da una struttura sanitaria accreditata, da un medico del Servizio sanitario nazionale della disciplina del tumore, dal medico di famiglia o dal pediatra (decreto del 5 luglio 2024). Riporta solo i dati anagrafici e serve a far cancellare le informazioni già date.

Cosa faccio se dopo 10 anni l'assicurazione mi chiede del tumore?

Puoi non rispondere: la domanda è vietata dalla legge 193/2023. Se la compagnia insiste, fai reclamo (risposta entro 45 giorni), poi rivolgiti all'IVASS o, per una polizza già firmata, all'Arbitro Assicurativo, con 20 € di contributo. Con la banca: reclamo e poi ABF.

L'oblio oncologico vale anche per diabete o sclerosi multipla?

No, la legge 193/2023 riguarda solo i tumori. Con diabete o sclerosi multipla la banca valuta il reddito come per tutti, e la salute conta nel questionario della polizza vita o CPI, se la banca la chiede. La polizza è facoltativa per legge e puoi portarne una tua equivalente.

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