Si può ottenere un mutuo con due contratti part-time?

Sì, si può. Alla banca interessa il reddito complessivo netto e la sua stabilità, non il numero di contratti: due part-time a tempo indeterminato che insieme danno un reddito continuativo sono valutati come un reddito unico. La condizione è che entrambi i rapporti siano documentabili con buste paga e certificazione unica e che non siano appena iniziati. Se uno dei due è a termine, in prova o discontinuo, molte banche lo pesano in misura ridotta o lo escludono.

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Due modellini di case in legno di dimensioni diverse affiancati su un telo beige

Risposta rapida

Sì, si può. Conta il reddito complessivo e la sua stabilità, non il numero di contratti: due part-time a tempo indeterminato documentati sono valutati come un reddito unico. Se uno dei due è a termine, in prova o discontinuo, viene pesato meno o escluso.

Come la banca valuta i due redditi

SituazioneValutazione tipica
Due part-time indeterminatiRedditi sommati
Uno indeterminato + uno a termineIl secondo pesato in parte o escluso
Due rapporti recentiServono più mesi di storia

Documenti da preparare

  1. Buste paga degli ultimi mesi di entrambi i rapporti.
  2. Certificazioni uniche dell'ultimo (meglio degli ultimi due) anno.
  3. Contratti di assunzione di entrambi i datori.
  4. Estratti conto con gli accrediti: vedi quanti ne servono.

Esempio numerico

Due part-time da 950 € e 780 € netti mensili: reddito valutato 1.730 €, con rata massima indicativa attorno ai 570 € applicando la soglia prudenziale di un terzo. Se il secondo rapporto non fosse considerato, il riferimento scenderebbe a circa 310 € — la differenza tra comprare e non comprare. Prova i tuoi numeri nella simulazione GoMutuo e leggi come funziona il rapporto rata/reddito.

Quando uno dei due non conta

Contenuto informativo di carattere generale, non consulenza personalizzata. Le politiche di valutazione del reddito variano da banca a banca.

Domande frequenti

La banca somma i due stipendi?

Se entrambi i rapporti sono a tempo indeterminato e documentati, sì: il riferimento è il netto complessivo, di norma calcolato dividendo per dodici il netto annuo comprensivo delle mensilità aggiuntive previste dai contratti.

Serve una certa anzianità su entrambi?

Sì, la logica è la stessa di un rapporto singolo: qualche mese di buste paga per il rapporto recente e, idealmente, una certificazione unica che copra l'anno precedente. Un secondo lavoro iniziato la settimana prima difficilmente entra nel calcolo.

E se un contratto è a tempo determinato?

Viene valutato con prudenza: alcune banche lo considerano parzialmente, altre solo se ci sono più annualità consecutive presso lo stesso datore, altre lo escludono. In quel caso il reddito valutabile è di fatto quello del rapporto stabile.

Due part-time valgono come un full-time?

Sul piano del reddito sì, se la somma dei netti è equivalente e i rapporti sono stabili. Sul piano del rischio percepito il full-time unico resta il profilo più semplice da valutare, ma non c'è alcuna preclusione verso il doppio impiego regolare.

Devo dichiarare entrambi i rapporti?

Sì, ed è nel tuo interesse: entrambi emergono dalla dichiarazione dei redditi e dagli accrediti sul conto, e dichiararli aumenta il reddito valutabile. Ometterne uno riduce solo la tua capacità di credito.

Come aumentare le possibilità di delibera?

Presenta documentazione ordinata di entrambi i rapporti, chiudi eventuali piccoli finanziamenti in corso, mostra accrediti regolari sul conto e, se serve, aggiungi un cointestatario o alza l'anticipo per ridurre il rapporto tra mutuo e valore.

Scritto da
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Redazione GoMutuo

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