Mutuo su Casa in Comodato d'Uso ai Figli: IMU al 50% nel 2026

Un immobile con mutuo in corso può essere concesso in comodato d'uso gratuito ai figli mantenendo lo sconto IMU al 50% previsto dall'art. 1, comma 747, lett. c) della Legge 160/2019, a condizione che il contratto sia registrato, il comodante possieda al massimo un altro immobile in Italia e risieda anagraficamente nello stesso Comune dell'immobile concesso. Il mutuo resta a carico del proprietario-comodante: la banca non richiede il consenso per il comodato, ma può valutarlo in sede di rinnovo di eventuali coperture assicurative o in caso di richiesta di un nuovo finanziamento sullo stesso immobile.

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Genitore e figlio adulto al tavolo di cucina con documenti - comodato d'uso gratuito casa con mutuo 2026

Comodato d'uso gratuito e mutuo: cosa succede

Concedere in comodato d'uso gratuito ai figli una casa su cui grava ancora un mutuo è un'operazione perfettamente legittima e piuttosto diffusa: il genitore resta proprietario e unico debitore verso la banca, mentre il figlio occupa l'immobile senza pagare un canone. Il comodato è un contratto reale e gratuito disciplinato dagli artt. 1803-1812 del Codice Civile e non modifica in alcun modo il rapporto di finanziamento in essere.

Il vantaggio pratico più rilevante riguarda la fiscalità: se rispetti alcuni requisiti precisi, l'immobile concesso in comodato ai figli beneficia della riduzione del 50% della base imponibile IMU, prevista dall'art. 1, comma 747, lett. c) della Legge 160/2019.

I requisiti per lo sconto IMU al 50%

Per ottenere la riduzione IMU al 50% nel 2026 devono ricorrere tutti i seguenti requisiti:

  • Parentela in linea retta entro il primo grado: il comodato deve essere tra genitore e figlio (non tra fratelli, nonni-nipoti o altri parenti).
  • Contratto registrato presso l'Agenzia delle Entrate, anche in forma verbale purché poi formalizzato e registrato.
  • Un solo altro immobile: il comodante deve possedere in Italia al massimo un altro immobile, oltre a quello concesso in comodato e all'abitazione dove risiede.
  • Stesso Comune: il comodante deve avere residenza anagrafica e dimora abituale nello stesso Comune in cui si trova l'immobile concesso in comodato (o in un Comune limitrofo, secondo l'interpretazione consolidata).
  • Categoria catastale: l'immobile non deve rientrare nelle categorie di lusso A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio).

Se anche uno solo di questi requisiti manca, l'immobile viene tassato con l'aliquota IMU ordinaria prevista dal Comune per le seconde case, senza alcuna riduzione.

Registrazione del contratto: costi e scadenze

Il contratto di comodato d'uso gratuito va registrato entro 20 giorni dalla data di stipula. I costi fissi sono:

Imposta di registro: 200 € (fissa) + Imposta di bollo: 16 € ogni 4 facciate (o 100 righe)

La registrazione può avvenire tramite il modello RAP (Registrazione atti privati) direttamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate o presso un qualsiasi ufficio territoriale. Dopo la registrazione, occorre presentare la dichiarazione IMU al Comune entro i termini ordinari per far valere la riduzione dal periodo d'imposta corretto.

Cosa cambia per la banca finanziatrice

Il comodato non richiede il consenso della banca perché non modifica la titolarità dell'immobile né la garanzia ipotecaria. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti pratici da considerare:

  1. Se stai valutando una surroga o un nuovo mutuo sullo stesso immobile, la banca chiederà comunque la disponibilità dell'immobile: un comodatario che occupa la casa non impedisce l'operazione, ma va dichiarato in istruttoria.
  2. Le polizze obbligatorie incendio e scoppio restano intestate al proprietario-comodante, che deve continuare a mantenerle attive.
  3. In caso di successive esigenze di estinzione anticipata o vendita, il comodato è liberamente revocabile dal comodante con congruo preavviso, salvo diversi accordi scritti nel contratto.

Casi frequenti: un solo immobile, comuni diversi, genitori separati

Alcune situazioni ricorrenti generano dubbi applicativi:

  • Il comodante ha un solo immobile (quello concesso): se non possiede altre abitazioni, il requisito del "massimo un altro immobile" è automaticamente soddisfatto.
  • Comodante residente in un Comune diverso da quello dell'immobile concesso: in questo caso la riduzione del 50% generalmente non spetta, salvo che il Comune dell'immobile concesso sia lo stesso in cui il comodante ha anche l'abitazione principale.
  • Genitori separati con due immobili distinti concessi a figli diversi: ciascun genitore deve verificare autonomamente i requisiti sul proprio immobile e sulla propria residenza.

Errori da evitare

  • Comodato verbale non registrato: senza registrazione formale, il Comune può negare la riduzione IMU anche se tutti gli altri requisiti sono rispettati.
  • Dimenticare la dichiarazione IMU: la riduzione non è automatica per il Comune, va comunicata nei termini previsti.
  • Sottovalutare il vincolo del Comune di residenza: è la causa più frequente di diniego della riduzione in caso di controllo.
  • Confondere comodato e usufrutto: il comodato è gratuito e revocabile, non trasferisce diritti reali; per situazioni più strutturate valuta invece la nuda proprietà con riserva di usufrutto.

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Domande frequenti

Posso concedere in comodato ai figli una casa su cui ho ancora un mutuo?

Sì. Il mutuo è un rapporto tra te e la banca, indipendente dal comodato. Non serve il consenso della banca per concedere l'immobile in comodato d'uso gratuito, ma resta tua la responsabilità del pagamento delle rate e degli obblighi contrattuali (es. assicurazione incendio e scoppio).

Quali sono i requisiti per ottenere lo sconto IMU del 50% nel 2026?

Il contratto di comodato deve essere registrato, il comodatario deve essere un parente in linea retta entro il primo grado (genitore-figlio), il comodante deve possedere al massimo un altro immobile in Italia oltre a quello concesso e deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune dove si trova l'immobile dato in comodato. L'immobile non deve rientrare nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9.

Quanto costa registrare il contratto di comodato nel 2026?

La registrazione all'Agenzia delle Entrate prevede un'imposta di registro fissa di 200 € e un'imposta di bollo di 16 € ogni 4 facciate scritte (o 100 righe) del contratto. La registrazione va effettuata entro 20 giorni dalla data di stipula, tramite modello RAP o presso l'ufficio territoriale.

Il comodato ai figli riduce anche la rata del mutuo?

No. Il comodato incide solo sulla tassazione IMU dell'immobile, non sul rapporto di finanziamento. La rata del mutuo resta invariata e continua a gravare sul proprietario-comodante, che rimane l'unico debitore verso la banca.

Se ho due immobili posso comunque ottenere lo sconto IMU sul comodato?

La regola generale richiede che il comodante possieda al massimo un altro immobile oltre a quello concesso in comodato, e che tale altro immobile si trovi nello stesso Comune e sia adibito ad abitazione principale non di lusso. Con tre o più immobili posseduti il beneficio decade: verifica sempre il regolamento comunale IMU, perché alcuni Comuni introducono precisazioni applicative.

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Redazione GoMutuo

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