Coppie di fatto e unioni civili: mutuo cointestato e parità detrazioni 2026

GoMutuoAggiornato il 12 min di lettura

In breve

Sì: conviventi e uniti civilmente possono cointestare un mutuo come i coniugi; per la banca contano redditi e storia creditizia di entrambi. Cambia qualche documento: ai conviventi di solito chiede lo stato di famiglia, che prova la convivenza, e fra coniugi in comunione legale di solito deve intervenire anche l'altro coniuge. Cambiano soprattutto le tutele. L'unione civile (L. 76/2016, commi 1-35) segue le regole dei coniugi su detrazione, comunione dei beni e successione. Nella convivenza di fatto (commi 36-65) ognuno detrae solo la sua quota di interessi, la comunione dei beni c'è solo se la sceglie il contratto di convivenza e si eredita solo per testamento.

Coppia adulta davanti a una casa italiana in luce naturale calda: il mutuo cointestato tra coppie di fatto e unioni civili
Indice della guida · 8 sezioni

Risposta rapida

Sì: coppie di fatto e unioni civili possono cointestare un mutuo come i coniugi. Per la banca contano i redditi e la storia creditizia di entrambi; lo stato civile cambia qualche documento e, soprattutto, le tutele dopo il rogito. Le unioni civili (L. 76/2016, commi 1-35) seguono le regole dei coniugi su detrazione, comunione dei beni e successione. Le convivenze di fatto (stessa legge, commi 36-65) no: detrazione degli interessi solo per la propria quota, comunione dei beni solo se la sceglie il contratto di convivenza, nessuna eredità senza testamento.

Tabella comparativa: coniugi, unione civile, convivenza di fatto

Quattro situazioni, quattro livelli di tutela. Il mutuo si può cointestare in tutte, e anche fra fratelli o amici se la banca lo accetta; cambiano i documenti che chiede la banca e, soprattutto, quello che succede dopo.

AspettoConiugiUnione civileConvivenza di fatto registrataConvivenza non registrata
Cointestazione del mutuoSìSìSìSi può chiedere: senza stato di famiglia comune decide la banca
Documento sullo stato di coppiaEstratto dell'atto di matrimonio, che indica il regime patrimonialeDocumento dell'unione, che indica il regime patrimoniale (comma 9)Stato di famiglia comuneNessuna prova anagrafica della convivenza
Detrazione 19% della quota del partner fiscalmente a caricoSì, per chi paga tutta la spesa, se il coniuge a carico è anche proprietarioSì, come fra coniugi (comma 20)No: solo la quota propriaNo: solo la quota propria
Regime patrimoniale di partenzaComunione dei beni, salvo diversa sceltaComunione dei beni, salvo diversa convenzione (comma 13)Nessuna comunione, salvo che la scelga il contratto di convivenza (comma 53)Nessuna comunione
Successione legittima sulla casaSì, erede legittimoSì, erede legittimo (comma 21)No: serve un testamentoNo: serve un testamento
Come si formalizzaMatrimonioDichiarazione davanti all'ufficiale di stato civile, con due testimoni (comma 2)Dichiarazione anagrafica al Comune (comma 37)Nessuna formalità

Cointestazione in banca: quali documenti cambiano?

Nell'istruttoria, cioè la fase in cui la banca valuta la domanda, i criteri di fondo sono gli stessi nelle quattro situazioni. La banca guarda:

  • i redditi netti dimostrabili di entrambi i richiedenti;
  • la storia creditizia (CRIF, protesti) di entrambi, non solo di uno;
  • la rata rispetto al reddito complessivo: 30% prudenziale, 33% prassi; il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti;
  • l'ipoteca sulla casa e, di norma, la firma di entrambi come coobbligati solidali (art. 1292 c.c.): ognuno risponde dell'intero debito.

Per cointestare non serve essere sposati. Quello che la banca chiede in più dipende però dallo stato civile, e nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno lo schema di solito è questo:

  • Conviventi: la convivenza si prova con lo stato di famiglia, che serve anche per far entrare il partner come cointestatario o garante. Se non risultate nello stesso stato di famiglia, chiedete prima alla banca come valuta il partner. Come si scarica e quanto costa è nella guida allo stato di famiglia per il mutuo.
  • Coniugi in comunione legale: di solito deve intervenire anche l'altro coniuge, pure se il mutuo lo chiede uno solo; il perché è spiegato in consenso del coniuge in comunione dei beni. Per l'unione civile il regime di partenza è lo stesso, la comunione dei beni (comma 13 della L. 76/2016).
  • In tutti i casi: alcune banche contano dallo stato di famiglia quante persone vivono con voi, per verificare che dopo la rata resti abbastanza per vivere. Non c'è una regola di legge: la soglia la decide ogni banca.

Per l'analisi tecnica della cointestazione, con quote, LTV e requisiti, vedi mutuo cointestato: come funziona e mutuo con due stipendi: quanto chiedere.

Detrazione interessi 19%: chi detrae la quota del partner?

Per la detrazione degli interessi del mutuo prima casa (art. 15, comma 1, lett. b) TUIR) il tetto è di 4.000 € di interessi l'anno in tutto, anche con più contratti di mutuo, al massimo 760 € di detrazione, da dividere fra i cointestatari. La regola è la quota: ognuno detrae gli interessi della propria parte. La guida dell'Agenzia delle Entrate sugli interessi passivi prevede una sola eccezione, il mutuo cointestato «tra i due coniugi, di cui uno fiscalmente a carico dell'altro»: in quel caso il coniuge che ha sostenuto tutta la spesa detrae entrambe le quote, ma solo se il coniuge a carico ha a sua volta diritto alla detrazione, cioè se è anche proprietario della casa.

  • Unione civile: l'eccezione vale anche qui. Per il comma 20 della L. 76/2016 le norme che parlano di coniugi «si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso», quindi se la parte è fiscalmente a carico ed è anche proprietaria della casa, l'altra, se paga tutta la spesa, detrae anche la sua quota.
  • Convivenza di fatto (registrata o no): il convivente non è un coniuge, e l'eccezione non si applica. Ogni convivente detrae solo la propria quota di intestazione del mutuo, anche se paga materialmente tutte le rate e anche se il partner ha reddito zero. La quota del convivente senza imposta da cui detrarre si perde.

Per l'analisi numerica con esempi di calcolo nel 730, vedi detrazione interessi mutuo conviventi non sposati 730/2026.

Nota sul riordino 2025-2026: il tetto complessivo alle detrazioni IRPEF per i redditi oltre 75.000 euro (art. 16-ter TUIR, introdotto dalla L. 207/2024 e chiarito dalla Circolare AdE 6/E del 29 maggio 2025) si applica agli oneri detraibili in generale, compresi gli interessi dei mutui stipulati dal 2025 in poi, ma non cambia la ripartizione fra coniugi, uniti civilmente e conviventi descritta sopra. Gli interessi dei mutui contratti entro il 31 dicembre 2024 restano fuori dal tetto (art. 16-ter, comma 5, TUIR).

Regime patrimoniale: comunione, separazione o contratto

Il matrimonio e l'unione civile hanno un regime patrimoniale di partenza: la comunione dei beni, che una convenzione scritta può sostituire con la separazione dei beni; per l'unione civile lo dice il comma 13 della L. 76/2016. La casa acquistata durante il matrimonio o l'unione civile, salvo eccezioni, entra in comunione anche se il mutuo è intestato a uno solo dei due.

Le convivenze di fatto non hanno un regime patrimoniale automatico: il comma 36 della L. 76/2016 definisce chi sono i conviventi di fatto, ma non li mette in comunione. Possono sceglierla loro, perché il contratto di convivenza può contenere «il regime patrimoniale della comunione dei beni» (comma 53, lettera c). Senza contratto ogni bene è di chi lo ha acquistato, nelle quote scritte nel rogito, che per i conviventi, registrati o no, diventano il riferimento più sicuro. Come fissarle e cosa succede se la coppia si lascia è nella guida sul mutuo cointestato fra conviventi non sposati.

Successione: chi eredita la quota della casa?

Se muore uno dei cointestatari, il mutuo resta soggetto alla solidarietà passiva (art. 1292 c.c.): la banca può chiedere l'intero debito residuo al superstite, qualunque sia lo stato civile della coppia. Cambia però la sorte della proprietà:

  • Coniuge e parte dell'unione civile: sono eredi legittimi (art. 565 c.c.; per l'unione civile il comma 21 della L. 76/2016 richiama le norme del codice sulla successione legittima e sui legittimari). La quota del defunto passa, almeno in parte, al superstite anche senza testamento, e sulla casa in cui vivevano gli spetta anche il diritto di abitazione.
  • Convivente di fatto (registrato o no): non è erede legittimo. La quota di proprietà del defunto va ai suoi eredi di legge (figli, genitori, fratelli), non al partner superstite, salvo testamento entro i limiti della quota riservata ai legittimari.

Al convivente la legge lascia però un diritto di abitazione temporaneo. Per il comma 42, se muore il proprietario della casa di comune residenza il convivente superstite «ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni»; se ci vivono figli minori o disabili del superstite, almeno tre anni. Il diritto finisce se il superstite smette di abitarci stabilmente, si sposa, si unisce civilmente o inizia una nuova convivenza (comma 43), e non diventa proprietà: la quota resta agli eredi.

Accollo, polizza CPI e Fondo Gasparrini sono spiegati in morte del cointestatario del mutuo: cosa succede.

Come proteggersi: contratto di convivenza, testamento e polizza

Per i conviventi di fatto, registrati o no, la detrazione resta pro quota e l'eredità passa solo dal testamento. Alcuni strumenti scritti riducono però il rischio sulla casa:

  1. Contratto di convivenza (art. 1, commi 50-64 L. 76/2016): si fa per atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato (comma 51), che entro dieci giorni lo trasmette al Comune per l'anagrafe (comma 52). Regola chi ha versato l'anticipo, come contribuite alle spese e, se volete, la comunione dei beni. Non tocca la detrazione e non crea diritti di successione.
  2. Un testamento per ciascuno: è l'unico modo per lasciare la propria quota della casa al convivente, entro i limiti della legittima riservata a figli e genitori. Ognuno fa il suo: l'art. 589 c.c. vieta il testamento fatto «da due o più persone nel medesimo atto».
  3. Polizza vita a copertura del mutuo: se uno dei due muore, la polizza paga il debito residuo, o la quota assicurata, e il superstite non si ritrova a pagare da solo tutta la rata.
  4. Quote di proprietà coerenti con l'apporto reale nell'atto notarile: senza comunione dei beni, sono loro a decidere chi possiede cosa.

Se comprate in coppia, sposati, uniti civilmente o conviventi, con una simulazione su GoMutuo vedete quanto potete chiedere e quale rata reggono i due redditi insieme.

Ti è stata utile?

Le domande che ci fanno tutti

Le coppie di fatto possono cointestare un mutuo come i coniugi?

Sì. La banca somma i redditi, controlla la storia creditizia di entrambi e di norma fa firmare tutti e due come obbligati in solido (art. 1292 c.c.), sposati o no. Ai conviventi chiede di solito lo stato di famiglia: nelle politiche di credito che vediamo è la prova della convivenza e serve anche per far entrare il partner come cointestatario o garante.

Possiamo cointestare il mutuo se non viviamo insieme?

Si può chiedere, ma decide la banca. Se non risultate nello stesso stato di famiglia manca la prova della convivenza, che di solito serve per far entrare il partner come cointestatario o garante: chiedete prima alla banca come vi valuta. Per la detrazione degli interessi, poi, conta che la casa diventi l'abitazione principale di chi detrae.

Cosa cambia tra unione civile e convivenza di fatto per il mutuo?

In banca cambia poco: si cointesta in entrambi i casi, con documenti diversi. Cambia il dopo. L'unione civile (commi 1-35 della L. 76/2016) segue le regole dei coniugi: detrazione della quota della parte fiscalmente a carico, comunione dei beni se non si sceglie altro, successione. Nella convivenza (commi 36-65) la detrazione resta pro quota, la comunione va scelta nel contratto e si eredita solo per testamento.

Se il mio partner convivente non lavora, posso detrarre anche la sua quota di interessi?

No. La guida dell'Agenzia delle Entrate ammette un'unica eccezione alla detrazione pro quota: il mutuo prima casa cointestato fra coniugi, uno dei quali fiscalmente a carico dell'altro. Il convivente non è un coniuge, quindi ognuno detrae solo la propria quota ai sensi dell'art. 15, comma 1, lett. b) TUIR, anche se paghi tu tutte le rate. Nell'unione civile invece l'eccezione vale, per il comma 20 della L. 76/2016.

La registrazione anagrafica della convivenza serve a qualcosa per il mutuo?

Sì. Per il comma 37 della L. 76/2016 la stabile convivenza si accerta con la dichiarazione anagrafica, e da lì passano i diritti dei conviventi, come il subentro nell'affitto o l'abitazione dopo la morte del partner. In banca lo stato di famiglia comune è la prova che di solito serve per accettare il partner come cointestatario o garante. Da sola, però, non crea comunione dei beni né diritti di successione.

Cosa succede alla casa se muore il partner e non siamo sposati né uniti civilmente?

La quota del partner va ai suoi eredi, perché il convivente non è erede legittimo: per lasciargliela serve un testamento, nei limiti della legittima. Se la casa era sua, il comma 42 della L. 76/2016 ti lascia il diritto di abitarci per due anni o quanto è durata la convivenza, fino a cinque, e almeno tre con figli minori o disabili. Il mutuo cointestato resta: la banca può chiederti l'intero.

Il contratto di convivenza equivale a un'unione civile ai fini del mutuo?

No. Il contratto (commi 50-64 della L. 76/2016) regola i rapporti patrimoniali: chi ha versato l'anticipo, come contribuite alle spese, e può anche scegliere la comunione dei beni (comma 53). Non cambia la detrazione, che resta pro quota, e non crea diritti di successione. Si fa per atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche reperibili online, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

Continua a leggere

Coppia sorridente con le chiavi di casa

Scopri in 6 minuti se il tuo mutuo si può fare.

Gratis, senza impegno e senza lasciare il numero a un call center.

Inizia la simulazione
Simula il tuo mutuo · 6 minuti