Richiedere un mutuo con due stipendi è la strategia più efficace per aumentare il budget di acquisto. Le banche italiane calcolano la fattibilità sommando i redditi netti mensili dei cointestatari e applicando la regola della sostenibilità del 30-35% (approfondisci nella nostra guida su quanto mutuo puoi chiedere con il tuo stipendio).
Ad esempio, se tu e il tuo partner guadagnate due stipendi da 2.000 € (per un totale di 4.000 € netti al mese), potete sostenere una rata fino a 1.320 €. Con un TAN pari all'IRS di pari durata più uno spread stimato di 0,30% (indici rilevati il 25 ottobre 2026), questo si traduce in un mutuo di circa 259.207 € su 25 anni o 291.416 € su 30 anni.
Come la banca calcola la capacità con 2 redditi
La valutazione del merito creditizio per un mutuo cointestato non è una semplice addizione, ma segue criteri precisi:
- Somma dei netti: La banca prende le buste paga (o i modelli Unico) di entrambi, calcola la media mensile (inclusi 13ª e 14ª) e ottiene il reddito familiare disponibile.
- Il rapporto rata/reddito: La rata del mutuo, sommata ad eventuali altri prestiti già in corso (auto, mobili, cessioni del quinto), non dovrebbe superare il 35% del totale netto.
- Reddito di sussistenza: Oltre alla percentuale, la banca verifica che dopo la rata resti una cifra sufficiente per vivere (solitamente circa 800-1.000 € per il nucleo familiare base, più una quota per ogni figlio).
In uno scenario di doppio reddito, la banca è spesso più incline ad approvare importi elevati, come un mutuo da 300.000 euro, perché il rischio è frazionato: se uno dei due subisce un calo di reddito, l'altro può temporaneamente sopperire.
Tabella: combinazioni stipendi e capitale massimo
Simulazione con tasso fisso pari all'IRS di pari durata più uno spread stimato di 0,30%, arrotondato al centesimo: TAN del 3,75% a 20 anni, del 3,66% a 25 e del 3,57% a 30 (IRS rilevati il 25 ottobre 2026, fonte ICE Swap Rate). Ammortamento alla francese e incidenza della rata al 33% del reddito totale netto.Nota: i valori sono stime prudenziali e variano in base al TAEG finale offerto dall'istituto.
| Stipendi (Netto 1 + Netto 2) | Rata max (33%) | Mutuo 20 anni | Mutuo 25 anni | Mutuo 30 anni |
|---|---|---|---|---|
| 1.500 € + 1.200 € (2.700 €) | ~891 € | ~150.281 € | ~174.965 € | ~196.706 € |
| 1.500 € + 1.500 € (3.000 €) | ~990 € | ~166.979 € | ~194.405 € | ~218.562 € |
| 2.000 € + 1.500 € (3.500 €) | ~1.155 € | ~194.809 € | ~226.806 € | ~254.989 € |
| 2.000 € + 2.000 € (4.000 €) | ~1.320 € | ~222.639 € | ~259.207 € | ~291.416 € |
| 1.800 € + 2.500 € (4.300 €) | ~1.419 € | ~239.337 € | ~278.648 € | ~313.272 € |
| 2.500 € + 2.500 € (5.000 €) | ~1.650 € | ~278.299 € | ~324.009 € | ~364.270 € |
Se hai un reddito singolo, confronta questi dati con le guide specifiche:mutuo con 1.500 € emutuo con 2.000 €.
Cointestato vs Monointestato: cosa cambia
La scelta tra intestare il mutuo a una sola persona o a due non riguarda solo la cifra ottenibile, ma ha impatti legali e fiscali:
- Fisco: se entrambi i cointestatari sono proprietari dell'immobile, ciascuno detrae il 19% degli interessi passivi sulla propria quota. Il tetto è complessivo, non a testa: lo fissa l'art. 15, comma 1, lett. b) del TUIR (dal 1° gennaio 2027 sarà l'art. 14 del nuovo testo unico), e la guida dell'Agenzia delle Entrate sugli interessi passivi dei mutui lo spiega così: «in caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo, il limite di euro 4.000 è riferito all'ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti». La stessa guida aggiunge che su un mutuo cointestato quel tetto va ripartito tra i mutuatari in parti uguali, o secondo le percentuali che risultano dal contratto.
- Proprietà: non è obbligatorio che il cointestatario del mutuo sia anche proprietario della casa: può firmare il debito senza avere quote dell'immobile, anche se di solito i due cointestatari sono anche comproprietari. È il caso opposto del terzo datore d'ipoteca, che non firma il debito ma mette a garanzia un immobile suo: l'art. 2808 del codice civile prevede che l'ipoteca possa avere per oggetto «beni del debitore o di un terzo».
- Responsabilità: in un mutuo cointestato vige la solidarietà passiva, definita dall'art. 1292 del codice civile: ciascun debitore può essere costretto ad adempiere per l'intero. La banca può quindi pretendere l'intera rata da chiunque dei due, a prescindere da chi ha causato il ritardo.
Garante vs Cointestatario: le differenze legali
Spesso si confondono le due figure, ma il loro peso nella pratica di mutuo è diverso:
- Il Cointestatario è un debitore principale. Il suo reddito entra nel calcolo della rata massima fin dal primo giorno e firma l'atto di mutuo insieme al primo richiedente. È la soluzione ideale quando servono "due stipendi" per arrivare alla cifra desiderata.
- Il Garante (fideiussore) non è intestatario del mutuo, ma per legge risponde in solido con i richiedenti (art. 1944 c.c.): se non pagano, la banca può chiedere le rate a lui. Molte banche considerano il reddito del garante solo come "cuscinetto di sicurezza" e non lo sommano interamente ai richiedenti per calcolare il capitale massimo.
Per approfondire, leggi la nostra guida sul mutuo con garante.
Cosa può ridurre l'importo con due redditi
Anche con due ottimi stipendi, alcuni fattori possono tagliare il capitale erogato:
- Prestiti attivi: Se uno dei due ha una rata auto da 300 €, la banca la somma alla rata del mutuo: la rata disponibile per il mutuo scende di 300 € al mese.
- Cessioni del quinto: Pesano significativamente sulla capacità di rimborso perché sono trattenute alla fonte.
- Contratti precari: Se uno dei due cointestatari ha un contratto a tempo determinato o è in prova, la banca potrebbe ignorare il suo reddito nel calcolo (quanto pesa, con i numeri, nel mutuo da 270.000 euro). Se il partner è precario o in CRIF, vedi la guida partner precario o in CRIF: mutuo da solo o cointestato?
- LTV (Loan to Value): Se chiedete il 100% del prezzo della casa, la banca sarà molto più severa sui redditi rispetto a una richiesta entro il 80%.
Con due redditi il conto cambia parecchio a seconda di quanto pesano i finanziamenti già in corso: una simulazione gratuita li tiene dentro e restituisce il capitale realistico per la coppia.
I tassi medi effettivamente applicati dalle banche italiane sui mutui alle famiglie li pubblica ogni mese la Banca d'Italia nella statistica Banche e moneta: serie nazionali: è il riferimento giusto per capire se il preventivo che hai in mano è in linea con il mercato.
Disclaimer: Questa guida ha scopo puramente informativo e si basa su simulazioni costruite sugli indici di mercato rilevati il 25 ottobre 2026. Le condizioni reali dipendono dalle politiche di credito di ogni singola banca e dal profilo di rischio dei richiedenti.
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