Mutuo cointestato: se muore uno dei due, si estingue? Chi paga?

GoMutuoAggiornato il 10 min di lettura

In breve

Se muore uno dei due cointestatari il mutuo non si estingue: chi sopravvive deve continuare a pagare la rata intera, perché nel mutuo cointestato ciascuno risponde in solido di tutto il debito (art. 1292 c.c.). Il debito si riduce o sparisce solo se il defunto era assicurato con una polizza vita o una CPI collegata al mutuo. Il suo debito passa agli eredi che accettano, ciascuno per la sua quota (art. 1295 c.c.), e chi resta, se paga tutto, può chiedere loro la parte del defunto (art. 1299 c.c.). Se la rata da solo pesa troppo, ci sono il Fondo Gasparrini, la rinegoziazione e la surroga.

Un uomo pensieroso al tavolo di cucina, con una tazza e le chiavi di casa, guarda dalla finestra aperta sui tetti della città: chi resta con il mutuo cointestato
Indice della guida · 10 sezioni

Risposta rapida

No: se muore uno dei cointestatari, il mutuo non si estingue. Resta in piedi con le stesse condizioni e la banca può chiedere a chi resta l'intera rata, non solo la sua metà. Si chiude, in tutto o in parte, solo se chi è morto era assicurato con una polizza che copre il caso morte.

Il motivo è la solidarietà. Chi firma un mutuo insieme a un altro ne risponde in solido, salvo che il contratto dica altro (art. 1294 c.c.), e per l'art. 1292 del codice civile l'obbligazione in solido è quella in cui «ciascuno può essere costretto all'adempimento per la totalità e l'adempimento da parte di uno libera gli altri». La morte di uno dei due non cambia questo impegno per chi resta.

Se invece il mutuo era intestato a una sola persona, non resta nessuno che abbia firmato per l'intero debito e le regole cambiano: sono nella guida al mutuo in caso di morte dell'unico intestatario.

Chi paga la rata dopo la morte del cointestatario?

Paga chi resta: la banca può chiedergli l'intera rata senza aspettare che gli eredi del defunto accettino l'eredità e senza rivolgersi prima a loro. Il cointestatario superstite risponde dell'intera rata anche se è proprietario solo di metà della casa e anche se non è erede.

Fra i due cointestatari, invece, il debito si divide. Per l'art. 1298 c.c. nei rapporti interni le parti di ciascuno «si presumono uguali, se non risulta diversamente». Chi paga anche la parte del defunto può chiederla indietro ai suoi eredi: è il diritto di regresso dell'art. 1299 c.c.

Cosa devono gli eredi del cointestatario morto?

Gli eredi rispondono del debito del defunto solo se accettano l'eredità (art. 459 c.c.), e ciascuno per la sua quota. Lo dice l'art. 1295 c.c.: «Salvo patto contrario, l'obbligazione si divide tra gli eredi di uno dei condebitori o di uno dei creditori in solido, in proporzione delle rispettive quote». Verso la banca la quota si calcola sul debito del defunto, che come cointestatario rispondeva dell'intero, e ogni erede ne risponde insieme a chi resta; la divisione a metà fra i due cointestatari conta solo fra loro, quando chi ha pagato chiede indietro la parte del defunto.

  • Chi accetta puramente e semplicemente risponde della sua quota anche con i propri beni.
  • Chi accetta con beneficio d'inventario non paga i debiti ereditari oltre il valore dei beni ricevuti (art. 490 c.c.). Per un figlio minorenne è l'unico modo di accettare (art. 471 c.c.).
  • Chi rinuncia, con una dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale (art. 519 c.c.), non risponde di nulla, salvo che abbia firmato anche lui il mutuo.
  • Il «patto contrario» a volte sta nel contratto di mutuo, con una clausola che rende il debito indivisibile anche per gli eredi: in quel caso la banca può chiedere l'intero a ciascuno (art. 1318 c.c.). Rileggi il contratto prima di fare i conti.

La casa, intanto, resta ipotecata per tutto il debito, chiunque erediti la quota del defunto (art. 754 c.c.). Se uno degli eredi vuole tenerla e pagare da solo, la strada è l'accollo del mutuo fra coeredi, con il consenso della banca.

E se c'è una polizza vita?

Se chi è morto era assicurato con una polizza caso morte collegata al mutuo, una CPI o una temporanea caso morte vincolata alla banca, la compagnia paga alla banca il debito residuo, tutto o la parte assicurata, e il mutuo si chiude o si riduce. È la prima cosa da verificare, perché cambia tutti i conti che seguono.

Quanto paga dipende da come era scritta la polizza:

  • Assicurati tutti e due per l'intero debito: la compagnia paga il residuo e il mutuo si estingue.
  • Il defunto assicurato per una quota, per esempio il 50%: la compagnia paga quella parte e il resto rimane da pagare, da chi resta e dagli eredi come visto sopra.
  • Assicurato solo chi è ancora vivo: la polizza non paga nulla.
  • Beneficiari i familiari invece della banca: il capitale va a loro, per un diritto proprio (art. 1920 c.c.). La guida IVASS sulle polizze connesse ai mutui spiega che in quel caso il beneficiario «può estinguere il debito utilizzando il capitale versato dall'impresa di assicurazione oppure rimborsare il finanziamento secondo il piano di ammortamento concordato».

Per attivarla si scrive alla banca e alla compagnia, con il certificato di morte, e si chiede copia della polizza o del modulo di adesione. Il diritto al pagamento si prescrive in dieci anni per le polizze vita e in due per le coperture danni, come la morte da infortunio di alcune CPI (art. 2952 c.c.); la denuncia, però, va fatta nei termini della polizza, per la guida IVASS «solitamente fino a 60 giorni da quando si è verificato l'evento», e intanto le rate scadono: conviene muoversi subito e continuare a pagare. Come funzionano queste coperture, quanto costano e chi le può scegliere lo spiegano la guida alla polizza vita sul mutuo e quella sulla polizza CPI.

Esempio con i numeri: il coniuge che resta

Marco e Giulia sono sposati e hanno un mutuo cointestato con 120.000 € di debito residuo da pagare in 20 anni al 3% (tasso di esempio: quello vero è nel contratto). La rata è di circa 666 € al mese, che finora si dividevano a metà. Marco muore senza testamento e lascia Giulia e due figli, che ereditano un terzo ciascuno (art. 581 c.c.).

SituazioneCosa succede
Nessuna polizzaLa banca può chiedere a Giulia la rata intera di 666 €: per reggerla con la rata al 33% del reddito serve un netto di circa 2.017 € al mese
Marco era assicurato per il 50% del debitoLa compagnia paga 60.000 € alla banca; se la banca ricalcola lasciando la stessa durata, la rata scende a circa 333 €
La parte di Marco fra gli erediNei rapporti interni la sua metà, 60.000 €, si divide in tre: 20.000 € a testa per Giulia e per ciascun figlio che accetta l'eredità

Se Giulia paga tutte le rate, verso la banca è in regola, ma sta pagando anche la parte dei figli: può chiederla a chi ha accettato l'eredità. Il conto che conta subito, però, è il primo: se il suo reddito non regge la rata intera, meglio muoversi prima di saltarne una. Con una simulazione gratuita sul tuo stipendio vedi in 6 minuti quale rata regge il tuo reddito e se un mutuo a tuo nome è fattibile.

Le strade per chi resta: pagare, accollarsi o cambiare mutuo

StradaQuando ha sensoCosa serve
Continuare a pagare e chiedere indietro la parte degli erediIl reddito regge la rata e vuoi tenere la casaNiente di formale; il regresso verso gli eredi (art. 1299 c.c.)
Accollo con liberazione degli erediVuoi restare l'unico debitoreAccordo con gli eredi e una banca che dichiara in modo espresso di liberarli (art. 1273 c.c.)
Polizza caso morteIl defunto era assicuratoDenuncia alla compagnia con certificato di morte e copia della polizza
Allungare la durata o cambiare bancaLa rata da solo è troppo altaUna rinegoziazione con la tua banca, oppure una surroga, che per legge è senza costi (art. 120-quater TUB)
Vendere la casaNessuno riesce a pagareAccordo fra comproprietari ed eredi; con il prezzo si chiude il mutuo

Prima di firmare un accollo o un mutuo nuovo, conviene vedere se cambiare banca abbassa la rata: i conti sono nella guida su quando conviene la surroga.

Fondo Gasparrini: chi resta può sospendere le rate?

Sì, se ha i requisiti. La morte di uno dei mutuatari è fra gli eventi che permettono di sospendere le rate fino a 18 mesi, e nei mutui cointestati basta che riguardi uno solo dei due. Lo dice il regolamento del Fondo, il D.M. 132/2010 (art. 2, comma 3): «In caso di mutuo cointestato, gli eventi di cui al presente comma possono riferirsi anche ad uno solo dei mutuatari».

Gli altri requisiti, nello stesso regolamento e sulla pagina del Fondo:

  • ISEE non superiore a 30.000 €;
  • mutuo per l'acquisto della prima casa, erogato per non più di 250.000 € e in ammortamento da almeno un anno;
  • essere proprietario della casa, che deve essere la tua abitazione principale, non di lusso né in categoria A/1, A/8 o A/9;
  • al momento della domanda, nessun ritardo nei pagamenti oltre 90 giorni consecutivi, nessuna procedura esecutiva sulla casa e nessuna agevolazione pubblica sul mutuo;
  • nessuna assicurazione che copra lo stesso evento, se paga almeno le rate sospese ed è attiva durante la sospensione (D.M. 132/2010, art. 2, c. 5, lett. c);
  • morte avvenuta dopo la firma del mutuo e nei tre anni prima della domanda.

Durante la sospensione il Fondo paga metà degli interessi del periodo: Consap, che gestisce il Fondo, parla di «rimborso degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione». L'altra metà resta a carico di chi ha il mutuo. La domanda si presenta in banca e, per la morte del mutuatario, basta il modulo: i passaggi sono nella guida alla sospensione delle rate con il Fondo Gasparrini.

Detrazione degli interessi: cosa cambia per chi resta?

Chi resta continua a detrarre il 19% degli interessi della sua parte: con un mutuo cointestato «ogni cointestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi», scrive la guida dell'Agenzia delle Entrate sugli interessi passivi. Per detrarre anche quelli della parte del defunto bisogna regolarizzare il mutuo con la banca: la stessa guida dice che la detrazione spetta agli eredi, «compreso il coniuge superstite contitolare del contratto di mutuo, a condizione che provvedano a regolarizzare l'accollo del mutuo».

Restano le altre condizioni: la casa deve essere l'abitazione principale e il tetto è di 4.000 € di interessi l'anno per tutto il mutuo, da dividere fra i cointestatari (art. 15, comma 1, lett. b) TUIR). Prima della regolarizzazione, un erede che paga tutta la rata può detrarre il massimo solo se gli eredi firmano un accordo con atto pubblico o scrittura privata autenticata, da cui risulti chi si obbliga a pagare tutto il debito.

Cosa fare nelle prime settimane

  1. Scrivi alla banca con il certificato di morte e chiedi il debito residuo alla data del decesso, copia del contratto e delle polizze collegate al mutuo.
  2. Continua a pagare la rata: sei debitore per l'intero, e i ritardi pesano anche su di te. Se l'addebito era su un conto intestato al defunto, chiedi alla banca come pagare.
  3. Denuncia alla compagnia la morte, se c'era una polizza caso morte, con i documenti chiesti dalle condizioni.
  4. Dichiarazione di successione: gli eredi la presentano entro dodici mesi dalla morte (art. 31 D.Lgs. 346/1990).
  5. Scegli la strada: pagare da solo e chiedere indietro la parte degli eredi, accollo, Fondo Gasparrini, rinegoziazione o surroga.

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Le domande che ci fanno tutti

Se muore il mio cointestatario, la banca può chiedermi tutta la rata?

Sì. Nel mutuo cointestato i debitori sono obbligati in solido (art. 1292 c.c.): la banca può chiedere a chi resta l'intera rata, anche se possiede solo metà della casa e anche se non è erede. Poi puoi chiedere agli eredi del defunto la sua parte (art. 1299 c.c.), che fra voi due si presume uguale alla tua.

Il mutuo cointestato si estingue se muore il coniuge?

No, salvo che il coniuge fosse assicurato con una polizza caso morte collegata al mutuo. Chi resta continua a pagare la rata intera; il debito del coniuge morto passa agli eredi che accettano l'eredità, compreso chi resta, che di solito è anche erede. Se la rata da soli è troppo alta, ci sono il Fondo Gasparrini, la rinegoziazione e la surroga.

Gli eredi del cointestatario morto devono pagare il mutuo?

Solo se accettano l'eredità, e ciascuno in proporzione alla sua quota di eredità (art. 1295 c.c.), salvo che il contratto renda il debito indivisibile anche verso gli eredi. La banca può chiedere a ciascuno fino alla sua quota dell'intero debito; la parte del defunto, che si presume metà, conta solo nei conti con chi resta (art. 1298 c.c.). Chi rinuncia davanti a un notaio o al cancelliere non paga, a meno che abbia firmato anche lui il mutuo; chi accetta con beneficio d'inventario risponde fino al valore dei beni ricevuti.

La polizza vita del mutuo paga tutto il debito?

Dipende da chi era assicurato e per quanto. Se lo erano tutti e due per l'intero debito, la compagnia paga alla banca il residuo e il mutuo si chiude. Se il defunto era assicurato per una quota, per esempio il 50%, la compagnia paga solo quella e il resto rimane da pagare. Polizza e modulo di adesione lo dicono: chiedine copia alla banca.

Come si cambia l'intestazione del mutuo dopo un decesso?

Con un accollo: chi resta si prende tutto il debito, gli eredi del defunto sono d'accordo e la banca accetta di liberarli. La liberazione non è automatica, perché la banca deve dichiararla in modo espresso (art. 1273 c.c.). In alternativa si può spostare il mutuo con una surroga o farne uno nuovo a nome di chi resta, se il suo reddito regge la rata.

Chi resta può sospendere le rate con il Fondo Gasparrini?

Sì, se ha i requisiti: nei mutui cointestati basta la morte di uno solo dei mutuatari (D.M. 132/2010, art. 2, c. 3). Servono ISEE fino a 30.000 €, un mutuo per la prima casa erogato per non più di 250.000 € e in ammortamento da almeno un anno, nessun ritardo oltre 90 giorni consecutivi e la domanda entro tre anni dal decesso. Le rate si fermano fino a 18 mesi.

Posso detrarre anche gli interessi della quota del defunto?

Sì, ma l'Agenzia delle Entrate chiede di regolarizzare l'accollo del mutuo con la banca, anche al coniuge superstite che era già cointestatario, e la casa deve essere la tua abitazione principale. Il tetto resta di 4.000 € di interessi l'anno per tutto il mutuo. Finché non regolarizzi detrai la tua parte, salvo un accordo fra gli eredi, con atto pubblico o scrittura privata autenticata, da cui risulti che ti obblighi a pagare tutto il debito.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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