Risposta rapida
No: se muore uno dei cointestatari, il mutuo non si estingue. Resta in piedi con le stesse condizioni e la banca può chiedere a chi resta l'intera rata, non solo la sua metà. Si chiude, in tutto o in parte, solo se chi è morto era assicurato con una polizza che copre il caso morte.
Il motivo è la solidarietà. Chi firma un mutuo insieme a un altro ne risponde in solido, salvo che il contratto dica altro (art. 1294 c.c.), e per l'art. 1292 del codice civile l'obbligazione in solido è quella in cui «ciascuno può essere costretto all'adempimento per la totalità e l'adempimento da parte di uno libera gli altri». La morte di uno dei due non cambia questo impegno per chi resta.
Se invece il mutuo era intestato a una sola persona, non resta nessuno che abbia firmato per l'intero debito e le regole cambiano: sono nella guida al mutuo in caso di morte dell'unico intestatario.
Chi paga la rata dopo la morte del cointestatario?
Paga chi resta: la banca può chiedergli l'intera rata senza aspettare che gli eredi del defunto accettino l'eredità e senza rivolgersi prima a loro. Il cointestatario superstite risponde dell'intera rata anche se è proprietario solo di metà della casa e anche se non è erede.
Fra i due cointestatari, invece, il debito si divide. Per l'art. 1298 c.c. nei rapporti interni le parti di ciascuno «si presumono uguali, se non risulta diversamente». Chi paga anche la parte del defunto può chiederla indietro ai suoi eredi: è il diritto di regresso dell'art. 1299 c.c.
Cosa devono gli eredi del cointestatario morto?
Gli eredi rispondono del debito del defunto solo se accettano l'eredità (art. 459 c.c.), e ciascuno per la sua quota. Lo dice l'art. 1295 c.c.: «Salvo patto contrario, l'obbligazione si divide tra gli eredi di uno dei condebitori o di uno dei creditori in solido, in proporzione delle rispettive quote». Verso la banca la quota si calcola sul debito del defunto, che come cointestatario rispondeva dell'intero, e ogni erede ne risponde insieme a chi resta; la divisione a metà fra i due cointestatari conta solo fra loro, quando chi ha pagato chiede indietro la parte del defunto.
- Chi accetta puramente e semplicemente risponde della sua quota anche con i propri beni.
- Chi accetta con beneficio d'inventario non paga i debiti ereditari oltre il valore dei beni ricevuti (art. 490 c.c.). Per un figlio minorenne è l'unico modo di accettare (art. 471 c.c.).
- Chi rinuncia, con una dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale (art. 519 c.c.), non risponde di nulla, salvo che abbia firmato anche lui il mutuo.
- Il «patto contrario» a volte sta nel contratto di mutuo, con una clausola che rende il debito indivisibile anche per gli eredi: in quel caso la banca può chiedere l'intero a ciascuno (art. 1318 c.c.). Rileggi il contratto prima di fare i conti.
La casa, intanto, resta ipotecata per tutto il debito, chiunque erediti la quota del defunto (art. 754 c.c.). Se uno degli eredi vuole tenerla e pagare da solo, la strada è l'accollo del mutuo fra coeredi, con il consenso della banca.
E se c'è una polizza vita?
Se chi è morto era assicurato con una polizza caso morte collegata al mutuo, una CPI o una temporanea caso morte vincolata alla banca, la compagnia paga alla banca il debito residuo, tutto o la parte assicurata, e il mutuo si chiude o si riduce. È la prima cosa da verificare, perché cambia tutti i conti che seguono.
Quanto paga dipende da come era scritta la polizza:
- Assicurati tutti e due per l'intero debito: la compagnia paga il residuo e il mutuo si estingue.
- Il defunto assicurato per una quota, per esempio il 50%: la compagnia paga quella parte e il resto rimane da pagare, da chi resta e dagli eredi come visto sopra.
- Assicurato solo chi è ancora vivo: la polizza non paga nulla.
- Beneficiari i familiari invece della banca: il capitale va a loro, per un diritto proprio (art. 1920 c.c.). La guida IVASS sulle polizze connesse ai mutui spiega che in quel caso il beneficiario «può estinguere il debito utilizzando il capitale versato dall'impresa di assicurazione oppure rimborsare il finanziamento secondo il piano di ammortamento concordato».
Per attivarla si scrive alla banca e alla compagnia, con il certificato di morte, e si chiede copia della polizza o del modulo di adesione. Il diritto al pagamento si prescrive in dieci anni per le polizze vita e in due per le coperture danni, come la morte da infortunio di alcune CPI (art. 2952 c.c.); la denuncia, però, va fatta nei termini della polizza, per la guida IVASS «solitamente fino a 60 giorni da quando si è verificato l'evento», e intanto le rate scadono: conviene muoversi subito e continuare a pagare. Come funzionano queste coperture, quanto costano e chi le può scegliere lo spiegano la guida alla polizza vita sul mutuo e quella sulla polizza CPI.
Esempio con i numeri: il coniuge che resta
Marco e Giulia sono sposati e hanno un mutuo cointestato con 120.000 € di debito residuo da pagare in 20 anni al 3% (tasso di esempio: quello vero è nel contratto). La rata è di circa 666 € al mese, che finora si dividevano a metà. Marco muore senza testamento e lascia Giulia e due figli, che ereditano un terzo ciascuno (art. 581 c.c.).
| Situazione | Cosa succede |
|---|---|
| Nessuna polizza | La banca può chiedere a Giulia la rata intera di 666 €: per reggerla con la rata al 33% del reddito serve un netto di circa 2.017 € al mese |
| Marco era assicurato per il 50% del debito | La compagnia paga 60.000 € alla banca; se la banca ricalcola lasciando la stessa durata, la rata scende a circa 333 € |
| La parte di Marco fra gli eredi | Nei rapporti interni la sua metà, 60.000 €, si divide in tre: 20.000 € a testa per Giulia e per ciascun figlio che accetta l'eredità |
Se Giulia paga tutte le rate, verso la banca è in regola, ma sta pagando anche la parte dei figli: può chiederla a chi ha accettato l'eredità. Il conto che conta subito, però, è il primo: se il suo reddito non regge la rata intera, meglio muoversi prima di saltarne una. Con una simulazione gratuita sul tuo stipendio vedi in 6 minuti quale rata regge il tuo reddito e se un mutuo a tuo nome è fattibile.
Le strade per chi resta: pagare, accollarsi o cambiare mutuo
| Strada | Quando ha senso | Cosa serve |
|---|---|---|
| Continuare a pagare e chiedere indietro la parte degli eredi | Il reddito regge la rata e vuoi tenere la casa | Niente di formale; il regresso verso gli eredi (art. 1299 c.c.) |
| Accollo con liberazione degli eredi | Vuoi restare l'unico debitore | Accordo con gli eredi e una banca che dichiara in modo espresso di liberarli (art. 1273 c.c.) |
| Polizza caso morte | Il defunto era assicurato | Denuncia alla compagnia con certificato di morte e copia della polizza |
| Allungare la durata o cambiare banca | La rata da solo è troppo alta | Una rinegoziazione con la tua banca, oppure una surroga, che per legge è senza costi (art. 120-quater TUB) |
| Vendere la casa | Nessuno riesce a pagare | Accordo fra comproprietari ed eredi; con il prezzo si chiude il mutuo |
Prima di firmare un accollo o un mutuo nuovo, conviene vedere se cambiare banca abbassa la rata: i conti sono nella guida su quando conviene la surroga.
Fondo Gasparrini: chi resta può sospendere le rate?
Sì, se ha i requisiti. La morte di uno dei mutuatari è fra gli eventi che permettono di sospendere le rate fino a 18 mesi, e nei mutui cointestati basta che riguardi uno solo dei due. Lo dice il regolamento del Fondo, il D.M. 132/2010 (art. 2, comma 3): «In caso di mutuo cointestato, gli eventi di cui al presente comma possono riferirsi anche ad uno solo dei mutuatari».
Gli altri requisiti, nello stesso regolamento e sulla pagina del Fondo:
- ISEE non superiore a 30.000 €;
- mutuo per l'acquisto della prima casa, erogato per non più di 250.000 € e in ammortamento da almeno un anno;
- essere proprietario della casa, che deve essere la tua abitazione principale, non di lusso né in categoria A/1, A/8 o A/9;
- al momento della domanda, nessun ritardo nei pagamenti oltre 90 giorni consecutivi, nessuna procedura esecutiva sulla casa e nessuna agevolazione pubblica sul mutuo;
- nessuna assicurazione che copra lo stesso evento, se paga almeno le rate sospese ed è attiva durante la sospensione (D.M. 132/2010, art. 2, c. 5, lett. c);
- morte avvenuta dopo la firma del mutuo e nei tre anni prima della domanda.
Durante la sospensione il Fondo paga metà degli interessi del periodo: Consap, che gestisce il Fondo, parla di «rimborso degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione». L'altra metà resta a carico di chi ha il mutuo. La domanda si presenta in banca e, per la morte del mutuatario, basta il modulo: i passaggi sono nella guida alla sospensione delle rate con il Fondo Gasparrini.
Detrazione degli interessi: cosa cambia per chi resta?
Chi resta continua a detrarre il 19% degli interessi della sua parte: con un mutuo cointestato «ogni cointestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi», scrive la guida dell'Agenzia delle Entrate sugli interessi passivi. Per detrarre anche quelli della parte del defunto bisogna regolarizzare il mutuo con la banca: la stessa guida dice che la detrazione spetta agli eredi, «compreso il coniuge superstite contitolare del contratto di mutuo, a condizione che provvedano a regolarizzare l'accollo del mutuo».
Restano le altre condizioni: la casa deve essere l'abitazione principale e il tetto è di 4.000 € di interessi l'anno per tutto il mutuo, da dividere fra i cointestatari (art. 15, comma 1, lett. b) TUIR). Prima della regolarizzazione, un erede che paga tutta la rata può detrarre il massimo solo se gli eredi firmano un accordo con atto pubblico o scrittura privata autenticata, da cui risulti chi si obbliga a pagare tutto il debito.
Cosa fare nelle prime settimane
- Scrivi alla banca con il certificato di morte e chiedi il debito residuo alla data del decesso, copia del contratto e delle polizze collegate al mutuo.
- Continua a pagare la rata: sei debitore per l'intero, e i ritardi pesano anche su di te. Se l'addebito era su un conto intestato al defunto, chiedi alla banca come pagare.
- Denuncia alla compagnia la morte, se c'era una polizza caso morte, con i documenti chiesti dalle condizioni.
- Dichiarazione di successione: gli eredi la presentano entro dodici mesi dalla morte (art. 31 D.Lgs. 346/1990).
- Scegli la strada: pagare da solo e chiedere indietro la parte degli eredi, accollo, Fondo Gasparrini, rinegoziazione o surroga.
Ti è stata utile?




