Detrazione interessi mutuo conviventi non sposati

GoMutuoAggiornato il 10 min di lettura

In breve

I conviventi non sposati (coppie di fatto) che cointestano un mutuo per l'acquisto della casa possono detrarre il 19% degli interessi passivi solo per la propria quota di titolarità del mutuo (art. 15 TUIR). A differenza dei coniugi, il convivente che paga l'intera rata non può detrarre la quota dell'altro anche se quest'ultimo è fiscalmente a carico, poiché la legge non riconosce al convivente more uxorio la qualifica di 'familiare' ai fini delle detrazioni per carichi di famiglia. Il limite massimo di interessi detraibili è €4.000 complessivi tra i cointestatari, ripartito in base alle quote del contratto di mutuo.

Coppia giovane convivente discute documenti del mutuo e dichiarazione 730 in salotto — detrazione interessi mutuo conviventi 2026
Indice della guida · 8 sezioni

I conviventi non sposati che acquistano casa insieme possono detrarre gli interessi del mutuo solo per la quota di cui sono titolari nel contratto di finanziamento. A differenza di quanto avviene per i coniugi, non è possibile detrarre la quota del partner se quest'ultimo è privo di reddito (fiscalmente a carico). Se il mutuo è cointestato al 50% e uno dei due non lavora, la metà degli interessi non potrà essere recuperata fiscalmente.

In questa guida analizziamo i dettagli normativi per il 2026, come evitare di perdere il beneficio fiscale e quali sono le novità introdotte dal riordino delle detrazioni per i redditi elevati.

Le regole generali per la detrazione 19%

L' articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR permette di portare in detrazione dall'IRPEF lorda il 19% degli interessi passivi dei mutui ipotecari contratti per l'acquisto dell'abitazione principale. Il tetto è quello di sempre: la lettera b) ammette la detrazione «in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale entro un anno dall'acquisto stesso, per un importo non superiore a 4.000 euro».

Per i conviventi, le condizioni per accedere al bonus sono:

  • Titolarità del mutuo: Essere intestatari o cointestatari del contratto di mutuo.
  • Titolarità dell'immobile: essere proprietari o comproprietari della casa. Su come si divide la detrazione quando le quote non coincidono, vedi chi detrae gli interessi in un mutuo cointestato.
  • Abitazione principale: Destinare l'immobile a dimora abituale entro 12 mesi dall'acquisto (o 24 mesi in caso di ristrutturazione).

Il limite massimo su cui calcolare lo sconto fiscale è di € 4.000 complessivi. Se il mutuo è cointestato tra due conviventi al 50%, il tetto massimo di interessi detraibili per ciascuno è di € 2.000, che genera un risparmio IRPEF effettivo di € 380 a testa.

Perché il convivente non è mai 'a carico' fiscale

Questa è la trappola fiscale più comune per le coppie di fatto. Per i coniugi (e per le unioni civili), la legge permette a chi paga tutte le rate di detrarre anche la quota del coniuge, se quest'ultimo è fiscalmente a carico (reddito fino a 2.840,51 €; per i figli fino a 24 anni il limite è 4.000 €) e se è anche proprietario della casa.

Attenzione per i conviventi:

L'Agenzia delle Entrate non riconosce al convivente more uxorio la qualifica di "familiare" ai fini dell'art. 12 del TUIR. Ciò significa che, anche se il partner non ha reddito e il mutuo è cointestato, chi percepisce lo stipendio non può mai detrarre la quota di interessi dell'altro.

Esempio pratico: Marco e Silvia sono conviventi. Comprano casa e cointestano il mutuo al 50%. Silvia è studentessa e non ha reddito. Marco paga tutte le rate. Nel 730/2026, Marco potrà detrarre solo il 19% del suo 50% di interessi. Il 19% del 50% di Silvia andrà perso perché lei non ha tasse da scontare e Marco non può "caricarsela".

Intestazione mutuo: come massimizzare il risparmio

Se una coppia di fatto sta per richiedere un mutuo e uno dei due partner prevede di non avere reddito o di averlo molto basso, è opportuno valutare attentamente l'intestazione del finanziamento.

Per massimizzare la detrazione si potrebbe:

  1. Intestare il mutuo a un solo partner: Se il partner con reddito è l'unico intestatario del mutuo (e comproprietario della casa), potrà detrarre gli interessi sull'intero importo fino a € 4.000.
  2. Quote differenziate: Cointestare il mutuo con quote proporzionali ai redditi (es. 80% e 20%), se la banca lo consente.

Nota bene: spesso le banche impongono la cointestazione del mutuo se la casa è cointestata, per motivi di garanzia ipotecaria. È il punto di partenza del mutuo cointestato fra conviventi non sposati. In questo caso, lo svantaggio fiscale è spesso inevitabile per le coppie non sposate.

Limiti reddito e riordino detrazioni 2026

A partire dal 2025, la Legge di Bilancio ha introdotto un meccanismo di riordino delle detrazioni fiscali (art. 16-ter del TUIR). Questo impatta anche la detrazione degli interessi passivi del mutuo per i nuovi contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi.

Per i contribuenti con reddito elevato, il tetto complessivo alle detrazioni IRPEF (art. 16-ter TUIR, introdotto dalla L. 207/2024 e chiarito dalla Circolare AdE 6/E del 29.05.2025) parte da un importo base modulato per coefficiente familiare:

  • Redditi 75.000 – 100.000 €: importo base €14.000, ridotto con coefficienti (0,50 senza figli, 0,70 con 1 figlio, 0,85 con 2 figli, 1,00 con 3+ o figlio disabile).
  • Redditi oltre 100.000 €: importo base €8.000, con gli stessi coefficienti familiari.

I mutui prima casa stipulati entro il 31/12/2024 restano fuori da quel tetto, e non per prassi: è il comma 5 dell' art. 16-ter TUIR a dirlo: «Sono comunque esclusi dal predetto computo gli oneri detraibili ai sensi dell'articolo 15, commi 1, lettere a) e b), e 1-ter, sostenuti in dipendenza di prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024». Per quei mutui la detrazione si applica per intero anche con redditi elevati; il tetto colpisce solo i nuovi mutui stipulati dal 2025 (codice 57 in E7).

Esempi pratici di calcolo 730/2026

Caso d'usoInteressi pagatiDetrazione recuperata
Coppia convivente 50/50 - Entrambi lavorano€ 5.000€ 760 (€ 380 ciascuno)
Coppia convivente 50/50 - Uno lavora, uno no€ 5.000€ 380 (perso il 50% dell'altro)
Coppia sposata 50/50 - Uno lavora, uno no€ 5.000€ 760 (tutto a carico di chi lavora)

Documenti da consegnare al CAF o commercialista

Per non avere problemi in caso di controlli dell'Agenzia delle Entrate, assicurati di conservare e presentare per la dichiarazione 2026:

  • Certificazione della banca: Il documento inviato annualmente (spesso via home banking) che attesta l'importo degli interessi passivi pagati nell'anno precedente.
  • Contratto di mutuo: Copia dell'atto notarile di finanziamento.
  • Rogito di acquisto: Per verificare la comproprietà e che si tratti di acquisto "prima casa".
  • Fattura del notaio per l'atto di mutuo e spese accessorie (istruttoria, perizia): Anche queste sono detraibili al 19% nel primo anno, pro-quota. L'onorario del notaio per la compravendita invece no: la guida dell'Agenzia delle Entrate sugli interessi passivi lo mette fra le spese «escluse dalla detrazione».

Consiglio di GoMutuo

Se siete una coppia convivente e state pianificando l'acquisto, parlate chiaramente con il vostro consulente creditizio dell'impatto fiscale. A volte, una diversa struttura delle quote di proprietà o del mutuo può farvi risparmiare centinaia di euro ogni anno per tutta la durata del finanziamento. Per vedere quanto potete chiedere insieme e con che rata, fate una simulazione gratuita su GoMutuo.

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Le domande che ci fanno tutti

Siamo conviventi e il mutuo è cointestato al 50%. Se uno di noi non lavora, l'altro può detrarre tutto?

No, e lo dice la legge: l'art. 15, comma 1, lettera b) del TUIR fa detrarre anche la quota dell'altro solo «in caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro», e la guida dell'Agenzia delle Entrate sugli interessi passivi la chiama «unica eccezione». Così, a differenza delle coppie sposate o unite civilmente, i conviventi more uxorio non possono detrarre la quota di interessi dell'altro, anche se quest'ultimo è privo di reddito e viene mantenuto dal partner. Ognuno detrae la sua parte. Se un partner ha quota 50% ma reddito zero, quel 50% di detrazione va purtroppo perduto.

Cosa cambia se firmiamo un contratto di convivenza?

Il contratto di convivenza (Legge 76/2016) disciplina i rapporti patrimoniali della coppia e non si firma in Comune: serve un atto pubblico o una scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato, che entro dieci giorni ne manda copia al Comune per l'iscrizione all'anagrafe (art. 1, commi 50-52). Non equipara però i conviventi ai coniugi ai fini del TUIR per quanto riguarda gli oneri detraibili per familiari a carico. Pertanto, ai fini del 730/2026, la regola non cambia: niente detrazione per la quota del convivente.

È possibile intestare il mutuo a uno solo dei conviventi anche se la casa è cointestata?

Sì, tecnicamente è possibile. In questo caso, il partner intestatario del mutuo potrà detrarre gli interessi calcolati sull'intero importo, a patto che sia proprietario (anche parziale) e che l'immobile sia la sua abitazione principale. Tuttavia, molte banche richiedono che i proprietari siano anche co-mutuatari.

Qual è il rigo da compilare nel 730/2026 per la detrazione mutuo?

Il rigo di riferimento è il quadro E, rigo E7 (Sezione I). I codici cambiano in base all'anno di stipula: codice 7 per mutui prima casa stipulati fino al 2021, codice 48 per quelli 2022-2024, codice 57 per i mutui dal 2025, che con un reddito oltre 75.000 € entrano nel riordino delle detrazioni (art. 16-ter TUIR). L'importo va preso dalla certificazione degli interessi della banca: per la copia che ricevi tu la legge non fissa una data, mentre all'Agenzia delle Entrate la banca invia gli stessi dati entro il 16 marzo, per il 730 precompilato.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche reperibili online, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

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