I conviventi non sposati che acquistano casa insieme possono detrarre gli interessi del mutuo solo per la quota di cui sono titolari nel contratto di finanziamento. A differenza di quanto avviene per i coniugi, non è possibile detrarre la quota del partner se quest'ultimo è privo di reddito (fiscalmente a carico). Se il mutuo è cointestato al 50% e uno dei due non lavora, la metà degli interessi non potrà essere recuperata fiscalmente.
In questa guida analizziamo i dettagli normativi per il 2026, come evitare di perdere il beneficio fiscale e quali sono le novità introdotte dal riordino delle detrazioni per i redditi elevati.
Le regole generali per la detrazione 19%
L'articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR stabilisce che il contribuente può portare in detrazione dall'IRPEF lorda il 19% degli interessi passivi derivanti da mutui ipotecari per l'acquisto dell'abitazione principale.
Per i conviventi, le condizioni per accedere al bonus sono:
- Titolarità del mutuo: Essere intestatari o cointestatari del contratto di mutuo.
- Titolarità dell'immobile: Essere proprietari o comproprietari della casa.
- Abitazione principale: Destinare l'immobile a dimora abituale entro 12 mesi dall'acquisto (o 24 mesi in caso di ristrutturazione).
Il limite massimo su cui calcolare lo sconto fiscale è di € 4.000 complessivi. Se il mutuo è cointestato tra due conviventi al 50%, il tetto massimo di interessi detraibili per ciascuno è di € 2.000, che genera un risparmio IRPEF effettivo di € 380 a testa.
Perché il convivente non è mai 'a carico' fiscale
Questa è la trappola fiscale più comune per le coppie di fatto. Per i coniugi (e per le unioni civili), la legge permette a chi paga le rate di detrarre anche la quota del coniuge, se quest'ultimo è fiscalmente a carico (reddito inferiore a € 2.840,51 o € 4.000 per figli under 24).
Attenzione per i conviventi:
L'Agenzia delle Entrate non riconosce al convivente more uxorio la qualifica di "familiare" ai fini dell'art. 12 del TUIR. Ciò significa che, anche se il partner non ha reddito e il mutuo è cointestato, chi percepisce lo stipendio non può mai detrarre la quota di interessi dell'altro.
Esempio pratico: Marco e Silvia sono conviventi. Comprano casa e cointestano il mutuo al 50%. Silvia è studentessa e non ha reddito. Marco paga tutte le rate. Nel 730/2026, Marco potrà detrarre solo il 19% del suo 50% di interessi. Il 19% del 50% di Silvia andrà perso perché lei non ha tasse da scontare e Marco non può "caricarsela".
Intestazione mutuo: come massimizzare il risparmio
Se una coppia di fatto sta per richiedere un mutuo e uno dei due partner prevede di non avere reddito o di averlo molto basso, è opportuno valutare attentamente l'intestazione del finanziamento.
Per massimizzare la detrazione si potrebbe:
- Intestare il mutuo a un solo partner: Se il partner con reddito è l'unico intestatario del mutuo (e comproprietario della casa), potrà detrarre gli interessi sull'intero importo fino a € 4.000.
- Quote differenziate: Cointestare il mutuo con quote proporzionali ai redditi (es. 80% e 20%), se la banca lo consente.
Nota bene: Spesso le banche impongono la cointestazione del mutuo se la casa è cointestata, per motivi di garanzia ipotecaria. In questo caso, lo svantaggio fiscale è spesso inevitabile per le coppie non sposate.
Limiti reddito e riordino detrazioni 2026
A partire dal 2025, la Legge di Bilancio ha introdotto un meccanismo di riordino delle detrazioni fiscali (art. 16-ter del TUIR). Questo impatta anche la detrazione degli interessi passivi del mutuo per i nuovi contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 in poi.
Per i contribuenti con reddito elevato, il tetto complessivo alle detrazioni IRPEF (art. 16-ter TUIR, introdotto dalla L. 207/2024 e chiarito dalla Circolare AdE 6/E del 29.05.2025) parte da un importo base modulato per coefficiente familiare:
- Redditi 75.000 – 100.000 €: importo base €14.000, ridotto con coefficienti (0,50 senza figli, 0,70 con 1 figlio, 0,85 con 2 figli, 1,00 con 3+ o figlio disabile).
- Redditi oltre 100.000 €: importo base €8.000, con gli stessi coefficienti familiari.
I mutui prima casa stipulati entro il 31/12/2024 restano esclusi dal tetto ex art. 15 co. 3-quater TUIR: la detrazione 19% si applica per intero anche con redditi elevati. Il tetto colpisce solo i nuovi mutui stipulati dal 2025 (codice 57 in E7).
Esempi pratici di calcolo 730/2026
| Caso d'uso | Interessi pagati | Detrazione recuperata |
|---|---|---|
| Coppia convivente 50/50 - Entrambi lavorano | € 5.000 | € 760 (€ 380 ciascuno) |
| Coppia convivente 50/50 - Uno lavora, uno no | € 5.000 | € 380 (perso il 50% dell'altro) |
| Coppia sposata 50/50 - Uno lavora, uno no | € 5.000 | € 760 (tutto a carico di chi lavora) |
Documenti da consegnare al CAF o commercialista
Per non avere problemi in caso di controlli dell'Agenzia delle Entrate, assicurati di conservare e presentare per la dichiarazione 2026:
- Certificazione della banca: Il documento inviato annualmente (spesso via home banking) che attesta l'importo degli interessi passivi pagati nell'anno precedente.
- Contratto di mutuo: Copia dell'atto notarile di finanziamento.
- Rogito di acquisto: Per verificare la comproprietà e che si tratti di acquisto "prima casa".
- Fattura del notaio e spese accessorie (istruttoria, perizia): Anche queste sono detraibili al 19% nel primo anno, pro-quota.
Domande frequenti
Consiglio di GoMutuo
Se siete una coppia convivente e state pianificando l'acquisto, parlate chiaramente con il vostro consulente creditizio dell'impatto fiscale. A volte, una diversa struttura delle quote di proprietà o del mutuo può farvi risparmiare centinaia di euro ogni anno per tutta la durata del finanziamento.



