L'Articolo 16-ter TUIR: cos'è e chi riguarda
Dall'anno d'imposta 2025 è in vigore l'articolo 16-ter del TUIR, intitolato «Riordino delle detrazioni» e introdotto dalla legge di bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 10). Questa norma non interviene sulle aliquote dei singoli bonus, ma pone un tetto massimo alla somma delle spese che danno diritto a una detrazione, con alcune esclusioni come le spese sanitarie: si applica, dice il comma 1, «per i soggetti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro», e il reddito va assunto al netto di quello dell'abitazione principale e delle sue pertinenze (comma 6).
Se stai pianificando un mutuo ristrutturazione, devi sapere che la tua capacità di recuperare il 50% delle spese non dipende più solo dall'importo dei lavori, ma anche dal tuo reddito complessivo e dal numero di figli a carico.
Come si calcola il tetto alle detrazioni 2026
Il meccanismo si basa sul cosiddetto 'quoziente familiare'. La legge di bilancio definisce una base di spesa annua detraibile che viene poi rimodulata:
- Reddito tra 75.000€ e 100.000€: l'importo base è 14.000€ (comma 2, lettera a).
- Reddito oltre 100.000€: l'importo base scende a 8.000€ (comma 2, lettera b).
- Coefficiente figli: l'importo base viene moltiplicato per 0,50 (nessun figlio a carico), 0,70 (un figlio), 0,85 (due figli) o 1,00 (più di due figli, oppure almeno un figlio con disabilità accertata).
Il tetto vero, quindi, è il prodotto dei due numeri, non l'importo base da solo. Sopra i 200.000€ di reddito c'è un taglio in più: dal 1° gennaio 2026 il comma 5-bis, aggiunto dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 4), toglie 440€ dalla detrazione degli oneri al 19%, spese sanitarie escluse.
Esempio: un contribuente single con reddito di 110.000€ ha un importo base di 8.000€ e un coefficiente di 0,50: il tetto annuo alle spese detraibili è 4.000€. Se la rata annuale di spesa dei lavori in Ecobonus (un decimo del totale) è di 10.000€, nel calcolo entrano solo 4.000€: sui 6.000€ in più la detrazione si perde.
Aliquote 2026: Ecobonus, Sismabonus e Mobili
Nonostante i limiti dell'Art. 16-ter, i bonus edilizi restano un aiuto per i lavori di efficienza energetica, in linea con la Direttiva EPBD IV (Case Green). Ecco le aliquote vigenti per il 2026:
- Ecobonus 2026: 50% per l'abitazione principale di chi ne è proprietario o ha un diritto reale, 36% negli altri casi. La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 22) ha esteso al 2026 le misure del 2025: l'art. 14, comma 3-quinquies, del D.L. 63/2013 oggi prevede la detrazione «al 36 per cento delle spese sostenute negli anni 2025 e 2026 e al 30 per cento delle spese sostenute nell'anno 2027», elevata «al 50 per cento delle spese per gli anni 2025 e 2026 e al 36 per cento delle spese per l'anno 2027» per gli interventi sull'abitazione principale.
- Bonus ristrutturazione 2026: le stesse aliquote, 50% per l'abitazione principale e 36% negli altri casi, su massimo 96.000€ di spesa per unità immobiliare (art. 16, comma 1, D.L. 63/2013).
- Sismabonus 2026: stesse aliquote, 50% per l'abitazione principale e 36% negli altri casi (art. 16, comma 1-septies.1, D.L. 63/2013).
- Bonus Mobili 2026: 50% su un massimale di spesa di 5.000€, come nel 2024 e nel 2025 (era 8.000€ nel 2023 e 10.000€ nel 2022, art. 16 c. 2 D.L. 63/2013).
Tutte le detrazioni per le spese sostenute quest'anno devono essere ripartite obbligatoriamente in 10 quote annuali.
Impatto sul Mutuo Ristrutturazione: il rischio capienza
Chi richiede un mutuo per ristrutturare spesso calcola la sostenibilità della rata contando sul 'ritorno' IRPEF. Nel 2026, questo calcolo deve essere molto più sofisticato:
- Analisi del Reddito: se il tuo reddito complessivo supera i 75.000€, devi verificare quanta 'capienza' ti resta dopo gli altri oneri e spese che entrano nel tetto. Le spese sanitarie restano fuori (comma 4), e i figli a carico non consumano il tetto: ne fissano il coefficiente. Attenzione a un dettaglio che cambia tutto: il comma 5 esclude dal computo gli oneri dell'art. 15 «sostenuti in dipendenza di prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024». Gli interessi di un mutuo acceso dal 2025 in poi, quindi, dentro il tetto ci stanno.
- LTV e Importo Mutuo: Se il rimborso fiscale è limitato, potresti aver bisogno di una rata più bassa, e quindi di un Loan to Value più contenuto o di una durata maggiore.
- Green Incentives: Per mitigare l'impatto fiscale, punta su un mutuo green che offra uno sconto sullo spread, un risparmio che non dipende dal tetto IRPEF.
Strategie per ottimizzare il recupero fiscale
Per non perdere i benefici fiscali nel 2026, considera queste opzioni:
- Cointestazione dei lavori: Se possibile, fatturare i lavori a entrambi i coniugi per sfruttare due diverse soglie di reddito, valutando anche un mutuo cointestato per due diversi tetti dell'art. 16-ter.
- Pianificazione APE: Assicurati di ottenere un APE ante-lavori accurato. I requisiti dei mutui green, come la classe energetica da raggiungere, li fissa ogni banca nel suo foglio informativo.
- Verifica Previdenza Complementare: i contributi trattenuti in busta paga dal datore, nei limiti di legge, non sono tassati come stipendio (art. 51 c. 2 lett. h TUIR) e abbassano il reddito complessivo che conta per la soglia dei 75.000€. Quelli che deduci tu nella dichiarazione non lo abbassano, perché si tolgono dal reddito complessivo già formato (art. 10 c. 1 TUIR).
Prima di procedere con la firma del contratto di appalto e del mutuo, consulta sempre il tuo commercialista per una simulazione esatta dell'impatto dell'Art. 16-ter sulla tua dichiarazione dei redditi 2027.
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