Risposta rapida
Sì, un pensionato può fare da garante per il mutuo di un figlio, o firmarlo con lui come cointestatario: nessuna legge lo vieta e nessuna fissa un'età massima. Il limite lo sceglie ogni banca, di solito sull'età che il genitore avrà all'ultima rata, e cambia da banca a banca. Poi contano la pensione, che la banca somma al reddito del figlio se il genitore è cointestatario, e cosa succede se il genitore muore prima della fine del mutuo: la sua garanzia, o il suo obbligo verso la banca se è cointestatario, passa agli eredi.
Garante o cointestatario: le differenze
La banca chiede un aiuto esterno quando i conti da soli non tornano. Nella guida della Banca d'Italia sul mutuo ipotecario i casi sono elencati uno per uno: reddito basso rispetto alle rate, lavoro non stabile, richiesta sopra l'80% del valore dell'immobile. E la stessa guida avverte su che cosa firma chi garantisce: «Con la fideiussione il garante risponde della restituzione dell'intero finanziamento con tutto il suo patrimonio».
Esistono due modalità principali per coinvolgere un genitore nel mutuo con garante:
- Garante (fideiussore): il genitore firma una fideiussione specifica. Risponde in solido con il figlio (art. 1944 c.c.): se una rata non viene pagata, la banca può chiederla subito a lui, salvo il beneficio della preventiva escussione se è scritto nel contratto. Non acquisisce diritti sull'immobile. Vantaggio: conserva le proprie agevolazioni fiscali su altri immobili e non paga IMU.
- Cointestatario (coobbligato): il genitore diventa debitore della banca insieme al figlio, per l'intero mutuo. Può diventare anche comproprietario della casa, ma sono due scelte distinte. Vantaggio: la delibera è più facile, perché il suo reddito conta come reddito diretto. Rischio: risponde in solido di tutto il debito e, se è anche comproprietario, per vendere la casa servirà anche la sua firma.
Se invece vuoi fare tu il mutuo e intestare la casa a tuo figlio, c'è una guida dedicata. Se tuo figlio ha meno di 36 anni, guarda prima quanto mutuo può chiedere da solo un under 36, anche al 100% con la garanzia Consap.
Fino a che età si può fare da garante?
Non c'è un'età fissata dalla legge: il limite lo sceglie ogni banca, e cambia da banca a banca. Di solito la banca guarda l'età che il genitore avrà all'ultima rata, sia da garante sia da cointestatario. Nelle politiche di credito che vediamo ogni giorno:
- Da garante alcune banche accettano un'età all'ultima rata un po' più alta di quella che chiedono a chi firma il mutuo; altre guardano invece l'età alla firma, con un limite molto più basso.
- Da cointestatario il genitore deve rientrare nello stesso limite di chi chiede il mutuo; alcune banche però guardano l'età del più giovane, o fanno entrare il più anziano contando poco o niente il suo reddito.
- Se il genitore dà in ipoteca la sua casa, di solito deve firmare anche come garante e rispettare lo stesso limite d'età.
Esempio pratico: se un genitore ha 67 anni e il figlio chiede un mutuo di 25 anni, il genitore avrebbe 92 anni alla scadenza. Con un'età così la banca chiederà di accorciare molto la durata, fino a farla stare nel suo limite, oppure un altro garante. Quanti anni di mutuo restano a 60, 65 o 70 anni, e con che rata, lo trovi nella guida al mutuo per pensionati.
Pensione: cosa conta per la rata e cosa si può pignorare
Per decidere se la rata regge, la banca parte dalla pensione netta, come fa con lo stipendio: di norma il 30% del reddito netto è la soglia prudenziale e il 33% la prassi, e il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca (di solito fra un terzo e il 35-40% del netto). Molte banche controllano anche che, pagata la rata, resti una somma minima per vivere, che dipende da quante persone ci sono in famiglia e da dove si abita. Se il genitore vive di una pensione di reversibilità, alcune banche la contano solo con dei limiti: è spiegato nella guida al mutuo con la pensione di reversibilità.
I limiti di pignoramento della pensione sono un'altra cosa: dicono quanto la banca potrebbe prendere se il debito non venisse pagato, per esempio al genitore che ha fatto da garante. L'art. 545 del codice di procedura civile stabilisce che le pensioni «non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell'assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro»: nel 2026 sono circa 1.092 euro al mese, il doppio dei 546,24 € dell'assegno sociale (valore provvisorio della circolare INPS n. 153 del 2025). Sulla parte che la supera, per un debito verso la banca si può pignorare al massimo un quinto.
Se il genitore garante muore: cosa rischiano gli eredi
La garanzia non si estingue con la morte del genitore: passa agli eredi, che verso la banca di regola ne rispondono ciascuno per la sua quota. Gli eredi pagano i debiti del defunto «personalmente in proporzione della loro quota ereditaria e ipotecariamente per l'intero» (art. 754 c.c.): se anni dopo il figlio smette di pagare, la banca può chiedere la loro parte anche ai fratelli, e chi eredita una casa ipotecata a garanzia del mutuo ne risponde con quella casa per tutto il debito. La divisione per quote vale se la fideiussione non dice altro: «Salvo patto contrario, l'obbligazione si divide tra gli eredi» (art. 1295 c.c.). Per il figlio, la morte del garante da sola non fa scadere il mutuo, ma contratto e fideiussione possono regolare il caso: è spiegato in mutuo in caso di morte.
Per non rischiare il proprio patrimonio, chi eredita può accettare l'eredità con il beneficio d'inventario, con una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale, più l'inventario dei beni (art. 484 c.c.): in questo modo l'erede «non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti» (art. 490 c.c.). Attenzione ai tempi: chi ha già in mano beni del genitore deve fare l'inventario entro tre mesi dalla sua morte, o da quando sa dell'eredità, altrimenti è considerato erede puro e semplice (art. 485 c.c.). L'alternativa è rinunciare all'eredità, con lo stesso tipo di dichiarazione (art. 519 c.c.); al posto di chi rinuncia subentrano però i suoi figli (art. 467 c.c.), che dovranno scegliere a loro volta. Conviene parlarne in famiglia, e con un notaio, prima che il genitore firmi la garanzia.
Agevolazioni prima casa e rischi fiscali
Se si opta per la cointestazione del mutuo e della proprietà, il genitore deve valutare l'impatto fiscale:
- Perdita del bonus: se il genitore è già proprietario di un immobile acquistato con i benefici "prima casa", la sua quota del nuovo acquisto sconta l'imposta di registro proporzionale del 9% invece del 2%: le due aliquote e i requisiti sono nella guida dell'Agenzia delle Entrate sull'acquisto della casa.
- IMU: sulla sua quota il genitore paga l'IMU come per una seconda casa (la TASI è abolita dal 2020: L. 160/2019, art. 1 c. 738), a meno che la casa non diventi la sua abitazione principale, cioè quella dove vive e ha la residenza.
- Successione futura: alla morte del genitore la sua quota entra nella successione e va indicata nella dichiarazione di successione degli eredi.
La polizza TCM: è obbligatoria?
La polizza vita temporanea caso morte (TCM) di solito non è obbligatoria: nelle politiche di credito che vediamo nessuna banca la impone per l'età, e l'unica polizza chiesta quasi sempre è quella incendio e scoppio sulla casa. Può comunque avere senso: estingue il debito (o una parte) in caso di decesso dell'assicurato, e se la banca la mette come condizione puoi presentarne una equivalente trovata sul mercato. Se invece stai valutando l'accesso al credito con un unico reddito, leggi anche la guida al mutuo con un solo stipendio.
Se decidi di farla, sappi che i premi per assicurati over 65 sono alti. È consigliabile:
- Richiedere il preventivo della polizza esterna (tramite broker o online) prima della firma in banca.
- Verificare se il beneficiario della polizza è la banca (vincolo) e se il capitale è decrescente (seguendo il debito residuo) per risparmiare sui costi.
- Evitare, se possibile, il finanziamento del premio assicurativo nel mutuo, per non pagare interessi anche sull'assicurazione stessa.
Per vedere quanto può chiedere tuo figlio e con che rata, fai una simulazione gratuita: bastano 6 minuti.
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