La clausola floor è il tasso minimo di un mutuo a tasso variabile: quando l'Euribor scende sotto una certa soglia, il tasso e la rata smettono di scendere. Se il contratto ha anche un tasso massimo (cap), la coppia si chiama collar. Per riconoscerla guarda il PIES alla sezione sul tasso, il foglio informativo e l'articolo del contratto sugli interessi: le voci da cercare sono "tasso minimo", "valore minimo del parametro" o "floor".
Nel 2016 la Banca d'Italia, con la comunicazione sui parametri di indicizzazione con valori negativi, ha chiesto alle banche di non applicare clausole floor «non pubblicizzate e non incluse nella pertinente documentazione di trasparenza e nella modulistica contrattuale». Il floor tutela la banca; il cap, al contrario, tutela il cliente.
Cos'è la clausola floor
Floor significa "pavimento": è il livello sotto il quale il tasso del mutuo non scende, anche se il parametro di riferimento continua a calare. Il parametro è di norma l'Euribor a 3 mesi. La clausola è diventata un tema concreto dalla metà del 2015, quando, come ricorda la stessa Banca d'Italia, i principali tassi interbancari usati come parametro sono scesi sotto zero. Nelle medie mensili pubblicate dalla BCE l'Euribor a 3 mesi è rimasto negativo da maggio 2015 a giugno 2022, con un minimo di -0,58% a dicembre 2021.
Nei contratti si trovano due forme di floor, e la differenza conta:
- Floor sul parametro: l'Euribor si conta almeno pari a una soglia, per esempio zero. Con la soglia a zero il tasso non scende mai sotto lo spread: è lo stesso effetto di un tasso minimo pari allo spread.
- Tasso minimo: è il tasso finito a non poter scendere sotto un valore fissato, per esempio il 2%, qualunque sia lo spread.
Senza floor: TAN = Euribor + spread
Floor sul parametro: TAN = max(Euribor; soglia) + spread
Tasso minimo: TAN = max(Euribor + spread; tasso minimo)
Il floor entra in gioco solo quando il parametro scende sotto la soglia. L'Euribor a 3 mesi rilevato il 23 ottobre 2026 vale 2,666% (fonte EMMI): i floor fissati sotto questo livello oggi non toccano la rata, ma restano nel contratto e tornerebbero a pesare se il parametro scendesse. Quanto sia probabile un nuovo Euribor sotto zero lo trovi nella guida su quando l'Euribor può tornare negativo.
Clausola collar: floor e cap insieme
Il collar è la combinazione di un floor e di un cap nello stesso mutuo variabile: il tasso segue l'Euribor, ma solo dentro una banda fra un minimo e un massimo. Il minimo tutela la banca quando i tassi scendono, il massimo tutela te quando salgono. Il nome viene dalla finanza, dove "collar" (collare) indica proprio una struttura che stringe un tasso fra due soglie.
Collar: TAN = min(max(Euribor + spread; minimo); massimo)
Il tetto conta anche prima di firmare. Lo schema del PIES della Banca d'Italia (allegato 4E alle disposizioni di trasparenza) chiede ai mutui variabili un esempio della rata più alta: «Se è previsto un limite massimo, l'esempio indica l'importo delle rate nel caso in cui il tasso d'interesse aumenti fino a tale limite». Senza tetto, l'esempio usa il tasso più alto degli ultimi vent'anni. Se il tuo mutuo ha solo il tetto, senza floor, i dettagli sono nella guida al mutuo variabile con cap.
Come riconoscerla nel contratto
Il floor deve essere scritto nei documenti che la banca ti consegna prima della firma e nel contratto: se non c'è, la banca non può applicarlo. Ecco dove cercarlo:
- Foglio informativo (le informazioni generali sul mutuo): per i mutui variabili o misti le disposizioni di trasparenza della Banca d'Italia chiedono di specificare «se il contratto contiene clausole che comportano l'applicazione di un limite massimo (cap) o minimo (floor) alle oscillazioni del tasso, con una breve illustrazione dei relativi effetti per il consumatore».
- PIES (Prospetto informativo europeo standardizzato), alla sezione 4 sul tasso di interesse: per i mutui variabili riporta i limiti massimi e minimi del tasso, se ci sono.
- Documento di sintesi, che accompagna il contratto e ne riassume le condizioni economiche.
- Contratto: l'articolo sugli interessi. Le formule tipiche sono "il tasso non potrà in ogni caso essere inferiore a…" (floor), "…superiore a…" (cap) oppure "valore minimo del parametro".
Se non trovi la voce, chiedi conferma scritta alla banca, via PEC o raccomandata. Se non hai più il contratto, una copia la puoi chiedere alla banca o al notaio che ha ricevuto l'atto: come fare è spiegato nella guida su dove trovare l'atto di mutuo. Per i documenti sulle singole operazioni degli ultimi dieci anni, l'art. 119, comma 4, del TUB dà alla banca al massimo novanta giorni.
Quanto pesa sulla rata: esempio
Con l'Euribor sotto zero il floor alza la rata; con l'Euribor alto il tetto del collar la abbassa. Esempio: mutuo variabile da 150.000 € in 25 anni, spread dell'1%, e tre contratti a confronto: senza clausole, con floor allo 0% sul parametro, con un collar che tiene il tasso fra il 2% e il 4,5%. I due livelli estremi dell'Euribor sono arrotondati da medie mensili vere della BCE (-0,42% a settembre 2019, 3,97% a novembre 2023); le rate sono calcolate con l'ammortamento alla francese.
| Euribor 3 mesi | Senza clausole | Floor 0% sul parametro | Collar 2%-4,5% |
|---|---|---|---|
| -0,40% (come a fine 2019) | TAN 0,60% rata 539 € | TAN 1,00% rata 565 € | TAN 2,00% rata 636 € |
| 2,666% (23 ottobre 2026) | TAN 3,67% rata 764 € | TAN 3,67% rata 764 € | TAN 3,67% rata 764 € |
| 4,00% (come a fine 2023) | TAN 5,00% rata 877 € | TAN 5,00% rata 877 € | TAN 4,50% rata 834 € |
Con l'Euribor a -0,40% il floor allo 0% costa 26 € al mese rispetto al contratto senza clausole, e il minimo del collar 97 €: se l'Euribor restasse a quel livello per tutti i 25 anni, sarebbero 29.166 € in più. Con l'Euribor al 4% succede il contrario: il tetto del collar fa risparmiare 43 € al mese. Con l'Euribor di oggi nessuna delle due clausole scatta: le tre colonne coincidono.
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È legittima? Banca d'Italia, ABF e Cassazione
Il floor è legittimo se è scritto nel contratto in modo chiaro e comprensibile; non è dovuto se la banca lo applica senza averlo previsto. Nella comunicazione del 2016 la Banca d'Italia ha chiesto alle banche tre cose:
- Rispettare il contratto: niente floor applicati «di fatto» se non sono pubblicizzati e scritti nei documenti di trasparenza e nella modulistica del contratto.
- Controllare i sistemi: le procedure devono calcolare bene il tasso e gli interessi quando l'indice diventa negativo.
- Restituire il dovuto: verificare il passato e rimborsare i clienti a cui è stato applicato un floor non pattuito, informando la Banca d'Italia.
Sul floor scritto in contratto si è pronunciato il Collegio di coordinamento dell'Arbitro Bancario Finanziario, nella decisione n. 4137 del 4 aprile 2024, con questo principio: «La clausola floor attiene alla determinazione dell'oggetto del contratto e/o all'adeguatezza del corrispettivo e, pertanto, è esclusa dal vaglio di vessatorietà ai sensi dell'art 34, comma 2°, del codice del consumo, se formulata in maniera chiara e comprensibile». Il Collegio esclude la vessatorietà del floor «anche in assenza di una corrispondente clausola cap»: avere il minimo senza il massimo, da solo, non basta per contestarlo. Le sentenze della Corte d'appello di Milano di segno opposto (n. 2836/2022 e n. 558/2023) sono per l'ABF un orientamento isolato. Era già la linea dell'Arbitro nella relazione sull'attività del 2016, dove la clausola è «legittima ogniqualvolta il cliente sia stato posto in condizione di valutarne le conseguenze economiche».
La Cassazione va nella stessa direzione. Con l'ordinanza n. 1942 del 28 gennaio 2025 ha escluso che il floor sia un derivato nascosto nel mutuo, richiamando le Sezioni Unite (sentenza n. 5657/2023): il tasso minimo «non è che una clausola condizionale, in cui l'evento condizionante è la fluttuazione dell'indice di riferimento al di sotto di una certa soglia, e l'evento condizionato la misura del saggio: dunque un patto lecito e consentito dall'art. 1353 c.c.». Nello stesso caso ha ritenuto il floor escluso dal controllo di vessatorietà perché scritto in modo chiaro.
Un'avvertenza per chi pensa di contestare: la decisione dell'ABF richiama la giurisprudenza secondo cui il mutuo firmato davanti al notaio esclude l'applicazione degli artt. 1341 e 1342 c.c. sulla doppia firma delle clausole vessatorie. La mancanza della doppia firma, quindi, è un argomento debole. Se invece la banca ti ha applicato un floor che il contratto non prevede, gli interessi pagati in più si chiedono indietro: calcolo e termini sono nella guida dedicata.
Cosa fare se il tuo mutuo ha un floor
Prima controlla se il floor è scritto in modo chiaro nei documenti; poi scegli fra contestarlo, se non lo è, e uscirne con una surroga.
- Controlla i documenti: foglio informativo, PIES, documento di sintesi e contratto. Se il floor non c'era o era scritto in modo poco comprensibile, hai un argomento per contestarlo.
- Reclamo scritto all'ufficio reclami della banca, con raccomandata o PEC: la banca ha di norma 60 giorni per rispondere. Come scriverlo: reclamo alla banca e ricorso all'ABF.
- Ricorso all'ABF se la risposta non arriva o non ti soddisfa, entro 12 mesi dal reclamo: costa 20 €, restituiti se il ricorso è accolto anche solo in parte, e per le richieste di denaro vale fino a 200.000 € (lo spiega la guida ABF in parole semplici). L'Arbitro però non esamina «operazioni o comportamenti anteriori al sesto anno precedente alla data di proposizione del ricorso» (verifiche preliminari, punto 3). Se contesti un floor firmato prima di allora, la domanda è inammissibile (decisione 6034/2025 del Collegio di Torino; Collegio di coordinamento, decisione 11407/2024): restano la mediazione e il giudice.
- Surroga: sposti il mutuo in una banca che non applica il floor, con lo stesso capitale residuo. Per l'art. 120-quater del TUB avviene «con esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura». Quando conviene: surroga del mutuo.
- Rinegoziazione: chiedi alla tua banca di togliere il floor. È gratuita, con una scrittura privata e senza notaio, se la chiedi perché intendi fare la surroga (art. 120-quater c. 5 TUB); negli altri casi può avere dei costi, da farsi dire per iscritto. I passaggi sono nella guida alla rinegoziazione.
Floor, cap e collar a confronto
Floor e cap sono opposti: il primo mette un minimo al tasso, il secondo un massimo; il collar li mette entrambi.
| Caratteristica | Floor | Cap | Collar |
|---|---|---|---|
| Che cosa fissa | Un tasso minimo | Un tasso massimo | Un minimo e un massimo |
| Chi tutela | La banca | Il cliente | Tutti e due, ognuno da un lato |
| Quando conta | Euribor basso o negativo | Euribor alto | In tutti e due i casi |
| Effetto sulla rata | Non scende sotto la soglia | Non sale sopra la soglia | Si muove solo dentro la banda |
| Si può contestare? | Sì, se non è scritto in modo chiaro o non è nel contratto | Di solito non serve: è a tuo favore | Come il floor, per la parte del minimo |
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