Prelazione agraria: quando spetta e quando non spetta?

GoMutuoAggiornato il 8 min di lettura

In breve

La prelazione agraria spetta prioritariamente all'affittuario coltivatore diretto del fondo e, in sua assenza, al proprietario confinante coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale iscritto nella previdenza agricola. Chi ha diritto deve ricevere la notifica della proposta di vendita (denuntiatio) e ha 30 giorni per esercitare il diritto. Se non rispettata, l'avente diritto può riscattare il fondo entro un anno dalla trascrizione (retratto agrario, art. 8 L. 590/1965). Non spetta in caso di permuta, vendita forzata, successione, donazione o se il terreno è edificabile.

Campo coltivato delimitato da un muretto di pietra con cipressi sullo sfondo, immagine che richiama la prelazione agraria
Indice della guida · 8 sezioni

La prelazione agraria spetta all'affittuario coltivatore diretto del fondo e, in sua assenza, al proprietario confinante coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale iscritto nella previdenza agricola. Il diritto si esercita entro 30 giorni dalla ricezione della proposta di vendita (denuntiatio). In caso di violazione, l'avente diritto può esercitare il retratto agrario entro un anno dalla trascrizione dell'atto. La legge prevede però specifiche esclusioni, come i terreni edificabili e i trasferimenti a titolo gratuito.

Per una casa in affitto la regola è un'altra, e la prelazione spetta solo in casi precisi: li trovi nella guida sulla prelazione dell'inquilino.

Chi ha diritto alla prelazione

  • Affittuario, mezzadro o colono coltivatore diretto: è il titolare principale (art. 8, L. 590/1965). Il diritto spetta anche alle società agricole di persone qualora almeno la metà dei soci sia coltivatore diretto.
  • Proprietario confinante coltivatore diretto: la prelazione gli spetta solo se sul fondo in vendita non vi sono affittuari o coloni (art. 7, L. 817/1971).

Nota sull'IAP: oggi il testo vigente dell'art. 7 della legge 817/1971 riconosce la prelazione come confinante anche «all'imprenditore agricolo professionale iscritto nella previdenza agricola proprietario di terreni confinanti con fondi offerti in vendita, purché sugli stessi non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti o enfiteuti coltivatori diretti». Come confinante, quindi, non è più una prerogativa dei soli coltivatori diretti; come affittuario sì (art. 8 L. 590/1965).

Requisiti perché spetti

RequisitoDettaglio
Coltivazione biennaleColtivazione del fondo (o del fondo confinante) da almeno due anni.
Mancata venditaNon aver venduto altri fondi rustici nel biennio precedente l'esercizio della prelazione.
Capacità lavorativaLa superficie totale del fondo, inclusa quella in acquisto, non deve superare il triplo della capacità lavorativa della famiglia.

Quando NON spetta

L'art. 8 della legge 590/1965 dice che «la prelazione non è consentita nei casi di permuta, vendita forzata, liquidazione coatta, fallimento, espropriazione per pubblica utilità e quando i terreni in base a piani regolatori, anche se non ancora approvati, siano destinati ad utilizzazione edilizia, industriale o turistica». In sintesi, i casi in cui non opera:

  • Donazione e successione: il trasferimento deve essere a titolo oneroso (compravendita).
  • Permuta: scambio di beni, salvo casi eccezionali.
  • Vendita forzata, liquidazione giudiziale (ex fallimento) e procedure esecutive.
  • Espropriazione per pubblica utilità.
  • Terreni edificabili: se il fondo ha destinazione edilizia, industriale o turistica secondo gli strumenti urbanistici.
  • Vendita di una quota di eredità che comprende il fondo: prevale la prelazione dei coeredi (art. 732 c.c.), come ha deciso la Cassazione con l'ordinanza n. 25443/2024.

Per il mutuo: La destinazione del terreno è certificata dal Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU), documento essenziale sia per il notaio che per l'istruttoria della banca.

La denuntiatio e i 30 giorni

Il proprietario deve notificare la proposta di vendita (il "preliminare") all'avente diritto tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Dalla ricezione decorrono 30 giorni solari per esercitare il diritto a parità di condizioni. Se l'avente diritto accetta, il versamento del prezzo va effettuato entro sei mesi, termine che si sospende se il coltivatore dimostra di aver presentato domanda di mutuo ammessa all'istruttoria.

Il retratto agrario entro un anno

Se il proprietario omette la denuntiatio o vende a un prezzo inferiore a quello dichiarato, l'avente diritto può esercitare il riscatto (o retratto). L'azione va iniziata entro un anno dalla trascrizione dell'atto di vendita nei registri immobiliari.

Questo è il rischio maggiore per chi compra con un mutuo: se il retratto viene esercitato con successo, l'acquirente perde la proprietà e la banca vede svanire la garanzia ipotecaria (sebbene esistano tutele sul credito).

Cosa cambia se compri con un mutuo

  • Relazione Notarile: Il notaio deve attestare l'avvenuto rispetto della prelazione nella relazione preliminare.
  • Tempistiche: Bisogna considerare i 30 giorni della denuntiatio prima di poter stipulare il rogito con serenità.
  • Garanzie: Se c'è un elevato rischio di prelazione non esercitata correttamente, la banca potrebbe rifiutare il finanziamento o richiedere una rinuncia espressa dai confinanti.

Se stai acquistando un terreno agricolo, ti consigliamo di approfondire anche il funzionamento del mutuo agrario e di effettuare una simulazione online per calcolare la rata.

Riferimenti normativi principali: Legge 26 maggio 1965, n. 590 (Art. 8); Legge 14 agosto 1971, n. 817 (Art. 7); D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99. Nota: I contenuti hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un legale o di un notaio.

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Le domande che ci fanno tutti

La prelazione agraria vale anche se compro con un mutuo?

Sì. La legge non distingue in base alle modalità di finanziamento: se il fondo rientra nei presupposti di legge, la prelazione deve essere rispettata a prescindere dal mutuo.

Quando non spetta il diritto di prelazione agraria?

Non spetta in caso di donazione (titolo gratuito), permuta, vendita forzata, fallimento, espropriazione e per terreni con destinazione edilizia, industriale o turistica (Art. 8 L. 590/1965).

L'imprenditore agricolo professionale (IAP) ha la prelazione?

Sì, ma come proprietario di terreni confinanti: lo prevede l'art. 7, comma 2, numero 2-bis della legge 817/1971, purché sia iscritto nella previdenza agricola e sui fondi in vendita non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti o enfiteuti coltivatori diretti. Da affittuario, invece, ha la prelazione solo se è anche coltivatore diretto (art. 8 L. 590/1965).

Cos'è il retratto agrario e quanto dura?

È il diritto di riscattare il fondo dall'acquirente se la prelazione è stata violata. Si esercita entro un anno dalla trascrizione del contratto nei registri immobiliari.

La denuntiatio è obbligatoria?

Sì, è la notifica formale (preferibilmente tramite raccomandata A.R.) con cui il venditore comunica le condizioni di vendita. Senza di essa, il termine di 30 giorni non decorre.

Cosa succede se c'è un coerede?

Dipende da che cosa si vende. Se un erede vende la sua quota di eredità, anche con dentro il fondo, la prelazione degli altri coeredi (art. 732 c.c.) passa davanti a quella agraria (Cass. ord. 25443/2024). Se invece si vende il fondo, o la quota di quel solo bene, vale la prelazione agraria: l'art. 8 della legge 590/1965 dice che «sono preferiti, se coltivatori diretti, i coeredi del venditore».

GoMutuo · Redazione GoMutuo

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