Polizze CPI e PPI: cosa sono e che differenza c'è?

GoMutuoAggiornato il 9 min di lettura

In breve

CPI (Credit Protection Insurance) e PPI (Payment Protection Insurance) indicano lo stesso tipo di polizza: un'assicurazione che protegge il rimborso di un mutuo o di un prestito. La legge non distingue fra le due sigle: l'IVASS, nella guida per i consumatori, chiama PPI tutte le polizze connesse a mutui e finanziamenti, comprese quelle sulla vita, mentre l'autorità europea EIOPA e molte banche usano CPI. Quello che cambia da una polizza all'altra sono le coperture: morte e invalidità permanente, che di solito chiudono il debito residuo, oppure inabilità temporanea e perdita del lavoro, che pagano alcune rate. Su un mutuo di molti anni pesa di più il primo gruppo, perché in gioco c'è tutto il debito.

Due documenti assicurativi affiancati con etichette PPI e CPI e simboli delle garanzie a confronto
Indice della guida · 8 sezioni

CPI (Credit Protection Insurance) e PPI (Payment Protection Insurance) indicano lo stesso tipo di polizza: un'assicurazione che protegge il rimborso di un mutuo o di un prestito. La legge non distingue fra le due sigle. Quello che cambia, da una polizza all'altra, sono le coperture: morte e invalidità permanente, che di solito chiudono il debito residuo, oppure inabilità temporanea e perdita del lavoro, che pagano le rate per un periodo limitato.

PPI e CPI: due sigle, lo stesso tipo di polizza

Sono polizze collegate a un finanziamento, che intervengono se un evento ti impedisce di pagarlo. L'IVASS, quando si rivolge ai consumatori, le chiama tutte PPI. Nella guida Le polizze connesse a mutui e finanziamenti le definisce così: «Polizze connesse a finanziamenti, che proteggono in tutto o in parte la capacità del debitore di rimborsare il finanziamento in caso di decesso, invalidità permanente da infortuni o malattia, perdita di impiego». E usa lo stesso nome anche per la polizza incendio e scoppio sulla casa.

Banca d'Italia e IVASS, nella comunicazione del 17 marzo 2020, parlano di coperture «a protezione del credito (polizze vita e/o danni volte a garantire il rimborso del finanziamento, c.d. PPI – Payment Protection Insurance)». La sigla CPI è invece quella dell'autorità europea EIOPA, che nel 2022 ha rivolto a banche e compagnie un richiamo sulle polizze di protezione del credito vendute con mutui, prestiti e carte di credito, ed è il nome con cui molte banche vendono questi prodotti. Anche l'IVASS, nella relazione sull'anno 2025, mette la «Credit Protection Insurance (CPI)» fra le categorie delle polizze vita.

Nell'uso commerciale capita che con PPI si indichino le polizze che pagano le rate, per perdita del lavoro o inabilità temporanea, e con CPI i pacchetti che comprendono anche morte e invalidità. È un'abitudine, non una regola: per sapere cosa stai comprando leggi le coperture, non il nome.

Tabella: coperture che pagano le rate e coperture che chiudono il debito

CaratteristicaCoperture sulle rateCoperture sul debito
EventiInabilità temporanea, perdita del lavoroMorte, invalidità permanente
Cosa paga, di solitoAlcune rate, per un periodo limitatoIl debito residuo, in tutto o in parte
Limiti tipiciCarenza, franchigia, numero massimo di rate; la perdita del lavoro di solito vale solo con un contratto a tempo indeterminatoSoglia minima di invalidità fissata dal contratto; esclusioni
DetraibilitàNessunaMorte e invalidità permanente non inferiore al 5%: 19% fino a 530 € l'anno

Molte polizze vendute con il mutuo mettono insieme i due gruppi in un pacchetto. La guida IVASS avverte che queste polizze possono prevedere «il rimborso solo di un determinato numero di rate (per esempio, 10 rate del mutuo)», e che per l'invalidità la copertura scatta sopra una soglia, per esempio «superiore al 60%».

Cosa guardare per il mutuo

Un mutuo ipotecario dura molti anni e vale molto: il rischio più pesante, di solito, è il decesso o un'invalidità grave, che lascerebbero il debito residuo alla famiglia, più che qualche mese senza reddito. Per questo conviene partire dalle coperture che chiudono il debito, e valutare a parte quelle sulle rate. Come funziona il pacchetto lo spiega la guida alla polizza CPI.

Se hai già una polizza vita separata collegata al mutuo, controlla che il pacchetto proposto dalla banca non ripeta la stessa copertura: pagheresti due volte lo stesso rischio.

Cosa guardare per il prestito personale

Su un prestito personale, senza ipoteca e di durata breve, il rischio principale è la perdita temporanea di reddito che rende difficile pagare la rata: può bastare una copertura sulle rate. Prima di aggiungere morte e invalidità permanente, guarda quanto costano rispetto a un debito piccolo. Fanno eccezione i prestiti con cessione del quinto, che per l'IVASS «prevedono l'obbligo di stipulare una copertura assicurativa per garantire il pagamento del debito residuo in caso di perdita del lavoro o di decesso del titolare».

Quanto costano

Un prezzo di riferimento ufficiale non risulta: il premio dipende da età, importo, durata e coperture. Si sa invece quanto pesa la vendita. Nell'indagine IVASS sui costi delle polizze abbinate a finanziamenti, pubblicata nel maggio 2016 sui dati del 2014, le compagnie avevano riconosciuto a chi vendeva le polizze compensi fissi «pari al 44,32% dei premi».

Il premio è di solito unico e spesso viene aggiunto al finanziamento: in quel caso paghi anche gli interessi su quella somma. Il conto, con una tabella, è nella guida su quanto costa la polizza CPI. Prima di decidere quante coperture aggiungere, guarda quale rata regge il tuo reddito: con la simulazione gratuita di GoMutuo bastano 6 minuti.

Regole comuni e obbligatorietà

Le regole sono le stesse comunque si chiami la polizza:

  • La legge non le impone, ma la banca può chiederne una come condizione del mutuo o di un tasso migliore. In quel caso l'art. 28 del D.L. 1/2012, nel testo in vigore dal 10 gennaio 2026, stabilisce che i finanziatori «sono tenuti ad accettare, senza variare le condizioni offerte per l'erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo, la polizza che il cliente presenterà o reperirà sul mercato», se offre «un livello di garanzia equivalente a quella proposta dal finanziatore».
  • Diritto di ripensamento: chi sottoscrive la polizza proposta dalla banca al momento del finanziamento «ha diritto di recedere dalla stessa entro sessanta giorni» (comma 2-bis dello stesso art. 28); dai contratti individuali sulla vita si può recedere anche entro 30 giorni da quando arriva la comunicazione che il contratto è concluso (art. 177 del Codice delle assicurazioni).
  • Rimborso del premio: in caso di estinzione anticipata o surroga hai «diritto al rimborso della parte del premio di polizza pagato ma non goduto», scrive l'IVASS nella guida, che precisa anche come l'intermediario debba attivarsi «senza attendere la tua richiesta». La regola vale per i premi unici (art. 22, comma 15-quater, D.L. 179/2012 e art. 39 Reg. IVASS 41/2018). Vedi la guida sul rimborso assicurazione mutuo.
  • Vigilanza: la pagina IVASS «Polizze connesse a mutui» (aggiornata al 16 gennaio 2026) raccoglie le norme e le lettere al mercato; la comunicazione Banca d'Italia-IVASS del 17 marzo 2020 richiama l'attenzione anche sulle polizze «decorrelate», cioè senza alcun collegamento con il finanziamento a cui vengono abbinate.

In sintesi: PPI e CPI sono etichette, e il nome non dice cosa è coperto. Prima di firmare leggi nel DIP quali eventi sono assicurati, per quanto tempo e con quali limiti, e confronta almeno un'alternativa esterna. Vedi anche cosa non copre la polizza CPI.

Disclaimer: guida informativa, non consulenza assicurativa o fiscale. Leggi sempre il set informativo (DIP, DIP aggiuntivo e condizioni di assicurazione) prima di sottoscrivere.

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Le domande che ci fanno tutti

Posso avere sia una PPI sia una CPI sullo stesso finanziamento?

Sono due nomi dello stesso tipo di polizza, quindi la domanda vera è quali coperture hai. Puoi avere una polizza unica con più coperture, che l'IVASS chiama multirischi, oppure polizze separate, per esempio una vita e una per la perdita del lavoro. L'importante è non pagare due volte lo stesso rischio: confronta gli eventi coperti prima di aggiungerne un'altra.

Le banche italiane per il mutuo propongono più spesso PPI o CPI?

Propongono polizze di protezione del credito, che in filiale si chiamano spesso CPI e che la guida IVASS chiama PPI. Di solito sono polizze collettive: la banca è il contraente e tu aderisci con un modulo. Nell'indagine IVASS del 2016, sui dati del 2014, il 79,3% dei prodotti era in forma collettiva e nel 58% dei casi erano pacchetti con coperture vita e danni insieme.

PPI e CPI sono detraibili fiscalmente?

Solo la componente caso morte e invalidità permanente ≥5% della polizza è detraibile al 19% IRPEF (art. 15 TUIR), fino a un massimale di 530 € l'anno. Le garanzie perdita del lavoro e inabilità temporanea non danno diritto a detrazione, comunque si chiami la polizza.

Se il mutuatario muore, la PPI paga il debito residuo?

Dipende dalle coperture, non dalla sigla. Se la polizza ha la garanzia per il caso di morte, di solito paga il debito residuo. Se copre solo perdita del lavoro o inabilità temporanea, in caso di decesso non paga e il debito passa agli eredi, che possono continuare a pagare, estinguerlo o rinunciare all'eredità. Controlla nel DIP quali eventi sono assicurati.

In caso di disoccupazione, cosa copre la CPI rispetto alla PPI?

La copertura per la perdita del lavoro funziona allo stesso modo comunque si chiami la polizza: paga alcune rate, oppure il debito se il contratto lo prevede, e di solito vale solo per chi ha un contratto a tempo indeterminato. Non paga con le dimissioni o con il licenziamento per giusta causa. Quante rate, e dopo quanti giorni, lo dicono le condizioni.

Conviene PPI o CPI per un prestito personale?

Per un prestito breve e di importo contenuto il rischio principale è restare senza reddito per qualche mese: può bastare una copertura che paga le rate in caso di perdita del lavoro o inabilità. Prima di aggiungere morte e invalidità guarda quanto costano rispetto al debito. Nei prestiti con cessione del quinto, invece, l'assicurazione è obbligatoria, ricorda l'IVASS.

GoMutuo · Redazione GoMutuo

Contenuti informativi redatti dalla redazione di GoMutuo sulla base di informazioni pubbliche, normativa vigente e fonti ufficiali. Le informazioni hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

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