Polizza CPI vs PPI: differenze e quale scegliere (2026)

PPI (Payment Protection Insurance) copre la perdita del lavoro e l'inabilità temporanea. CPI (Credit Protection Insurance) è più ampia, includendo morte e invalidità permanente. Sul mercato italiano i termini sono spesso usati in modo intercambiabile: la distinzione rigorosa è che la PPI copre solo perdita di reddito temporanea, mentre la CPI include anche caso morte e invalidità permanente, risultando più completa per i mutui.

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Due documenti assicurativi affiancati con etichette PPI e CPI e simboli delle garanzie a confronto

PPI (Payment Protection Insurance) copre la perdita involontaria del lavoro e l'inabilità temporanea, pagando le rate per un periodo limitato. CPI (Credit Protection Insurance) è più ampia: include morte, invalidità permanente e spesso malattia grave, oltre alle garanzie PPI. Sui mutui italiani prevale la CPI; la PPI è più comune su prestiti personali e credito al consumo.

PPI e CPI: definizioni sintetiche

La Payment Protection Insurance (PPI) nasce come polizza "di pagamento": copre l'incapacità temporanea di pagare le rate per due eventi principali — la perdita involontaria del posto di lavoro (dipendenti a tempo indeterminato) e l'inabilità temporanea totale da malattia o infortunio. La copertura è quasi sempre limitata nel tempo (es. massimo 12 mesi per singolo evento) e nell'importo (la sola rata, non il capitale residuo).

La Credit Protection Insurance (CPI) nasce con un obiettivo più ampio: proteggere l'intero credito. Affianca alle garanzie PPI anche garanzie vita e infortuni gravi: morte, invalidità permanente totale o parziale e, in molti prodotti, malattia grave (dread disease). In caso di decesso o invalidità grave, la CPI può estinguere in tutto o in parte il capitale residuo del mutuo.

Nel mercato italiano il termine PPI è talvolta usato in senso ampio, ma i prodotti collegati a mutui commercializzati come "CPI" quasi sempre includono la garanzia morte, secondo la classificazione IVASS.

Tabella comparativa: PPI vs CPI

CaratteristicaPPICPI
Garanzie inclusePerdita lavoro, inabilità temporaneaPPI + morte, invalidità permanente, spesso malattia grave
Prodotto tipicoPrestiti personali, credito al consumoMutui ipotecari, prestiti di importo elevato
Cosa copreIndennizzo rate per periodo limitato (es. 12 mesi per evento)Rate o estinzione capitale residuo (morte/invalidità grave)
DurataPari al finanziamento, spesso rinnovabilePari al mutuo, premio unico o annuale
CostoPiù contenutoPiù elevato in valore assoluto
DetraibilitàNessunaSolo componente vita/invalidità ≥5%: 19% fino a 530 €/anno

Quale conviene per il mutuo

Per un mutuo ipotecario di norma conviene una CPI: il rischio più rilevante non è "restare senza reddito per qualche mese" ma il decesso o l'invalidità grave del mutuatario, che lascerebbe il debito residuo agli eredi o al coniuge. Una PPI pura, limitata alla sola rata temporanea, lascia scoperto proprio il rischio più grave.

Se hai già una polizza vita separata collegata al mutuo, valuta se la CPI proposta dalla banca è ridondante o complementare: spesso conviene negoziare una CPI modulare con solo le garanzie non già presenti, evitando doppioni.

Quale conviene per il prestito personale

Su un prestito personale, dove non c'è ipoteca e la durata è breve, una PPI è spesso sufficiente. Il rischio principale è la perdita temporanea di reddito che rende difficile la rata mensile: pagare un premio aggiuntivo per garanzie morte o invalidità permanente su un debito ridotto ha un rapporto costo/beneficio meno favorevole rispetto al mutuo.

Costi tipici 2026 (Protocollo IVASS-ABI)

  • PPI su prestito personale: premio unico dal 3% al 7% dell'importo finanziato, per coperture di 6-12 mesi di rata.
  • CPI su mutuo prima casa: premio unico tra 2,5% e 4,5% (media mercato 2026) del capitale mutuato, con variabilità per età, garanzie e durata.
  • CPI a premio annuale ricorrente: alternativa sempre più diffusa al premio unico, con costo annuo più trasparente.

Confronta più preventivi come spiegato nella guida alla polizza CPI prima di scegliere in base al solo prezzo apparente.

Regole comuni e obbligatorietà

Nota terminologica: nella prassi italiana ed europea i termini PPI e CPI sono spesso usati come sinonimi (anche IVASS impiega PPI come categoria ombrello comprensiva delle garanzie vita). In questo articolo distinguiamo le due sigle secondo l'uso commerciale prevalente nel mercato retail italiano, non secondo una tassonomia normativa vincolante.
  • Facoltatività (art. 28 D.L. 1/2012, conv. L. 27/2012, come modif. da L. 124/2017): la banca non può condizionare il finanziamento alla polizza di una specifica compagnia e deve presentare almeno due preventivi di compagnie non del proprio gruppo se richiesti.
  • Diritto di ripensamento: 30 giorni per le polizze vita (art. 177 CAP); verifica sempre le condizioni specifiche nel set informativo del prodotto.
  • Portabilità e rimborso: in caso di estinzione anticipata o surroga hai diritto al rimborso del premio non goduto (Art. 39 Reg. IVASS 41/2018 e sentenza Lexitor, art. 125-sexies TUB). Vedi la guida sul rimborso assicurazione mutuo.
  • Vigilanza IVASS: la pagina IVASS "Polizze connesse a mutui" (aggiornata 16/01/2026) e la Lettera al mercato IVASS-Banca d'Italia del 17/03/2020 raccomandano attenzione alle polizze decorrelate e al rispetto delle regole di POG (governo prodotto).

In sintesi: PPI e CPI non sono etichette intercambiabili ma indicano un perimetro di rischio diverso. Prima di firmare, verifica quali garanzie sono incluse leggendo il set informativo DIP, a prescindere dal nome commerciale, e confronta con almeno un'alternativa esterna. Vedi anche cosa non copre la polizza CPI.

Disclaimer: guida informativa, non consulenza assicurativa o fiscale. Verifica sempre il Fascicolo Informativo IVASS prima di sottoscrivere.

Domande frequenti

Posso avere sia una PPI sia una CPI sullo stesso finanziamento?

Di norma no: sono prodotti alternativi non cumulabili sullo stesso finanziamento, perché coprono in parte gli stessi rischi con logiche di indennizzo diverse. Alcune banche offrono però una CPI modulare in cui scegli quali garanzie attivare, includendo di fatto anche le coperture tipiche della PPI, evitando doppioni e riducendo il premio.

Le banche italiane per il mutuo propongono più spesso PPI o CPI?

Sui mutui ipotecari le banche italiane distribuiscono quasi sempre polizze CPI, perché sono beneficiarie vincolatarie del credito e hanno interesse a coprire anche il rischio di decesso del mutuatario, non solo la perdita temporanea di reddito. La PPI in senso stretto resta più diffusa su prestiti personali e credito al consumo, dove il capitale in gioco è minore.

PPI e CPI sono detraibili fiscalmente?

Solo la componente caso morte e invalidità permanente ≥5% della polizza è detraibile al 19% IRPEF (art. 15 TUIR), fino a un massimale di 530 € l'anno. Le garanzie perdita del lavoro (PI) e inabilità temporanea (ITT), sia PPI sia CPI, non danno diritto a detrazione.

Se il mutuatario muore, la PPI paga il debito residuo?

No, la PPI in senso stretto non copre il decesso: la garanzia caso morte è tipica della CPI o di una polizza vita separata collegata al mutuo. Con la sola PPI, in caso di decesso il debito residuo resta a carico degli eredi, che possono estinguerlo, accollarsi il mutuo o rinunciare all'eredità.

In caso di disoccupazione, cosa copre la CPI rispetto alla PPI?

Entrambe possono includere la garanzia perdita involontaria del lavoro con meccanismo analogo (pagamento delle rate per 6-12 mesi dopo la franchigia). La differenza sta nel fatto che la CPI affianca anche morte, invalidità e talvolta malattia grave, che la PPI da sola non prevede.

Conviene PPI o CPI per un prestito personale?

Per un prestito personale, dove non c'è ipoteca e l'importo è più contenuto, la PPI è spesso sufficiente e meno costosa: copre il rischio principale (perdita di reddito) senza premi per garanzie meno rilevanti su un debito di importo ridotto.

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Redazione GoMutuo

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