CPI (Credit Protection Insurance) e PPI (Payment Protection Insurance) indicano lo stesso tipo di polizza: un'assicurazione che protegge il rimborso di un mutuo o di un prestito. La legge non distingue fra le due sigle. Quello che cambia, da una polizza all'altra, sono le coperture: morte e invalidità permanente, che di solito chiudono il debito residuo, oppure inabilità temporanea e perdita del lavoro, che pagano le rate per un periodo limitato.
PPI e CPI: due sigle, lo stesso tipo di polizza
Sono polizze collegate a un finanziamento, che intervengono se un evento ti impedisce di pagarlo. L'IVASS, quando si rivolge ai consumatori, le chiama tutte PPI. Nella guida Le polizze connesse a mutui e finanziamenti le definisce così: «Polizze connesse a finanziamenti, che proteggono in tutto o in parte la capacità del debitore di rimborsare il finanziamento in caso di decesso, invalidità permanente da infortuni o malattia, perdita di impiego». E usa lo stesso nome anche per la polizza incendio e scoppio sulla casa.
Banca d'Italia e IVASS, nella comunicazione del 17 marzo 2020, parlano di coperture «a protezione del credito (polizze vita e/o danni volte a garantire il rimborso del finanziamento, c.d. PPI – Payment Protection Insurance)». La sigla CPI è invece quella dell'autorità europea EIOPA, che nel 2022 ha rivolto a banche e compagnie un richiamo sulle polizze di protezione del credito vendute con mutui, prestiti e carte di credito, ed è il nome con cui molte banche vendono questi prodotti. Anche l'IVASS, nella relazione sull'anno 2025, mette la «Credit Protection Insurance (CPI)» fra le categorie delle polizze vita.
Nell'uso commerciale capita che con PPI si indichino le polizze che pagano le rate, per perdita del lavoro o inabilità temporanea, e con CPI i pacchetti che comprendono anche morte e invalidità. È un'abitudine, non una regola: per sapere cosa stai comprando leggi le coperture, non il nome.
Tabella: coperture che pagano le rate e coperture che chiudono il debito
| Caratteristica | Coperture sulle rate | Coperture sul debito |
|---|---|---|
| Eventi | Inabilità temporanea, perdita del lavoro | Morte, invalidità permanente |
| Cosa paga, di solito | Alcune rate, per un periodo limitato | Il debito residuo, in tutto o in parte |
| Limiti tipici | Carenza, franchigia, numero massimo di rate; la perdita del lavoro di solito vale solo con un contratto a tempo indeterminato | Soglia minima di invalidità fissata dal contratto; esclusioni |
| Detraibilità | Nessuna | Morte e invalidità permanente non inferiore al 5%: 19% fino a 530 € l'anno |
Molte polizze vendute con il mutuo mettono insieme i due gruppi in un pacchetto. La guida IVASS avverte che queste polizze possono prevedere «il rimborso solo di un determinato numero di rate (per esempio, 10 rate del mutuo)», e che per l'invalidità la copertura scatta sopra una soglia, per esempio «superiore al 60%».
Cosa guardare per il mutuo
Un mutuo ipotecario dura molti anni e vale molto: il rischio più pesante, di solito, è il decesso o un'invalidità grave, che lascerebbero il debito residuo alla famiglia, più che qualche mese senza reddito. Per questo conviene partire dalle coperture che chiudono il debito, e valutare a parte quelle sulle rate. Come funziona il pacchetto lo spiega la guida alla polizza CPI.
Se hai già una polizza vita separata collegata al mutuo, controlla che il pacchetto proposto dalla banca non ripeta la stessa copertura: pagheresti due volte lo stesso rischio.
Cosa guardare per il prestito personale
Su un prestito personale, senza ipoteca e di durata breve, il rischio principale è la perdita temporanea di reddito che rende difficile pagare la rata: può bastare una copertura sulle rate. Prima di aggiungere morte e invalidità permanente, guarda quanto costano rispetto a un debito piccolo. Fanno eccezione i prestiti con cessione del quinto, che per l'IVASS «prevedono l'obbligo di stipulare una copertura assicurativa per garantire il pagamento del debito residuo in caso di perdita del lavoro o di decesso del titolare».
Quanto costano
Un prezzo di riferimento ufficiale non risulta: il premio dipende da età, importo, durata e coperture. Si sa invece quanto pesa la vendita. Nell'indagine IVASS sui costi delle polizze abbinate a finanziamenti, pubblicata nel maggio 2016 sui dati del 2014, le compagnie avevano riconosciuto a chi vendeva le polizze compensi fissi «pari al 44,32% dei premi».
Il premio è di solito unico e spesso viene aggiunto al finanziamento: in quel caso paghi anche gli interessi su quella somma. Il conto, con una tabella, è nella guida su quanto costa la polizza CPI. Prima di decidere quante coperture aggiungere, guarda quale rata regge il tuo reddito: con la simulazione gratuita di GoMutuo bastano 6 minuti.
Regole comuni e obbligatorietà
Le regole sono le stesse comunque si chiami la polizza:
- La legge non le impone, ma la banca può chiederne una come condizione del mutuo o di un tasso migliore. In quel caso l'art. 28 del D.L. 1/2012, nel testo in vigore dal 10 gennaio 2026, stabilisce che i finanziatori «sono tenuti ad accettare, senza variare le condizioni offerte per l'erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo, la polizza che il cliente presenterà o reperirà sul mercato», se offre «un livello di garanzia equivalente a quella proposta dal finanziatore».
- Diritto di ripensamento: chi sottoscrive la polizza proposta dalla banca al momento del finanziamento «ha diritto di recedere dalla stessa entro sessanta giorni» (comma 2-bis dello stesso art. 28); dai contratti individuali sulla vita si può recedere anche entro 30 giorni da quando arriva la comunicazione che il contratto è concluso (art. 177 del Codice delle assicurazioni).
- Rimborso del premio: in caso di estinzione anticipata o surroga hai «diritto al rimborso della parte del premio di polizza pagato ma non goduto», scrive l'IVASS nella guida, che precisa anche come l'intermediario debba attivarsi «senza attendere la tua richiesta». La regola vale per i premi unici (art. 22, comma 15-quater, D.L. 179/2012 e art. 39 Reg. IVASS 41/2018). Vedi la guida sul rimborso assicurazione mutuo.
- Vigilanza: la pagina IVASS «Polizze connesse a mutui» (aggiornata al 16 gennaio 2026) raccoglie le norme e le lettere al mercato; la comunicazione Banca d'Italia-IVASS del 17 marzo 2020 richiama l'attenzione anche sulle polizze «decorrelate», cioè senza alcun collegamento con il finanziamento a cui vengono abbinate.
In sintesi: PPI e CPI sono etichette, e il nome non dice cosa è coperto. Prima di firmare leggi nel DIP quali eventi sono assicurati, per quanto tempo e con quali limiti, e confronta almeno un'alternativa esterna. Vedi anche cosa non copre la polizza CPI.
Disclaimer: guida informativa, non consulenza assicurativa o fiscale. Leggi sempre il set informativo (DIP, DIP aggiuntivo e condizioni di assicurazione) prima di sottoscrivere.
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