Cos'è la polizza CPI?
La CPI (Credit Protection Insurance), detta anche polizza a protezione del credito, è un'assicurazione facoltativa abbinata al mutuo che copre il pagamento delle rate in caso di eventi gravi come perdita del lavoro, invalidità permanente o decesso del mutuatario.
Quando ci si siede davanti a un consulente bancario per richiedere un mutuo, una delle voci di spesa che più spesso pesa sul budget finale è proprio la polizza CPI. Spesso presentata come indispensabile per ottenere il finanziamento, questa polizza è al centro di una normativa rigorosa volta a tutelare il consumatore, che ne stabilisce costi trasparenti, franchigie chiare e piena facoltatività.
In questa guida aggiornata a luglio 2026 vediamo come funziona la polizza CPI, quanto costa, come funziona la franchigia, la differenza con la PPI, come leggere l'IUP per confrontare i preventivi e quali sono i diritti garantiti dall'IVASS e dalla legge italiana.
Cosa copre la polizza CPI (Credit Protection Insurance)
Le polizze CPI sono contratti assicurativi volti a proteggere la capacità di rimborso del mutuo in caso di eventi gravi che colpiscono il mutuatario. Tipicamente coprono: Prima di decidere, vale la pena confrontare le offerte disponibili su GoMutuo con i tuoi dati reali di reddito e importo.
- Decesso: il capitale residuo viene estinto dall'assicurazione.
- Invalidità Permanente: protezione in caso di perdita della capacità lavorativa.
- Inabilità Temporanea: copertura delle rate in caso di malattia o infortunio prolungato.
- Perdita dell'impiego: indennizzo per i lavoratori dipendenti del settore privato in caso di licenziamento.
Franchigia della polizza CPI: come funziona
La franchigia è il periodo di carenza iniziale durante il quale, se si verifica l'evento assicurato, la copertura non è ancora operativa. È uno degli elementi più fraintesi delle polizze CPI e va sempre verificato nel DIP Aggiuntivo prima della firma.
- Garanzia perdita del lavoro: la franchigia è tipicamente di 30-90 giorni dall'evento (licenziamento) prima che scatti l'indennizzo, oltre a un periodo di "carenza" iniziale dalla decorrenza della polizza (spesso 60-90 giorni) durante il quale l'evento non è coperto se già in corso o prevedibile.
- Garanzia inabilità temporanea: solitamente prevede una franchigia di alcuni giorni (es. 15-30) dall'inizio della malattia o infortunio, prima che l'assicurazione inizi a coprire le rate.
- Garanzie morte e invalidità permanente: generalmente non prevedono franchigia, ma solo eventuali periodi di carenza per cause preesistenti dichiarate in fase di sottoscrizione.
In pratica, più bassa è la franchigia, più rapida è la copertura, ma il premio tende a essere più alto: vale sempre la pena confrontare franchigia e IUP insieme, non solo il prezzo finale.
Quanto costa una polizza CPI mutuo
Non esiste un prezzo fisso: il costo di una polizza CPI dipende da età, professione, stato di salute, durata e importo del mutuo, oltre che dalle garanzie scelte. Come riferimento di mercato, il premio complessivo si aggira mediamente tra il 3% e il 5% del capitale finanziato, spesso versato in un'unica soluzione (premio unico) al momento dell'erogazione del mutuo, oppure rateizzato annualmente.
Su un mutuo di 150.000 €, ad esempio, il costo della CPI può quindi orientativamente variare tra circa 4.500 € e 7.500 €, ma cifre più basse o più alte sono possibili a seconda del profilo di rischio e delle coperture incluse. Per questo motivo è essenziale confrontare più preventivi usando l'IUP, come spiegato più avanti.
Differenza tra polizza CPI e PPI
Non c'è una differenza sostanziale: CPI (Credit Protection Insurance) e PPI (Payment Protection Insurance) sono due nomi per lo stesso tipo di prodotto, la polizza a protezione del credito abbinata a mutui e finanziamenti. Il termine PPI è più diffuso in ambito europeo e nelle guide IVASS, mentre CPI è più usato nel linguaggio commerciale bancario italiano, ma le coperture e le tutele normative (Art. 28 DL 1/2012, Regolamento IVASS 41/2018) sono le stesse.
Polizza CPI: obbligatoria o facoltativa?
È fondamentale fare chiarezza su un punto, confermato da IVASS: per legge, l'unica assicurazione che la banca può obbligarti a sottoscrivere è la polizza incendio e scoppio, che protegge il valore dell'immobile posto a garanzia (ipoteca).
La polizza CPI è sempre facoltativa, così come le altre polizze vita o multirischio. Tuttavia, la banca può decidere di non concedere il mutuo (o di applicare condizioni meno favorevoli) se ritiene il rischio del cliente troppo elevato senza una protezione assicurativa. In questo caso scattano tutele specifiche per evitare il cosiddetto cross-selling forzato.
In pratica esistono due tipi di polizza abbinata al mutuo, da non confondere:
- Polizza abbinata obbligatoria: solo la polizza incendio e scoppio sull'immobile ipotecato, richiesta dalla banca a tutela della garanzia reale. Senza questa copertura la banca può legittimamente rifiutare l'erogazione.
- Polizza abbinata facoltativa: la CPI/PPI e le altre polizze vita o protezione reddito. Possono essere proposte insieme al mutuo ma restano a scelta del cliente, che può anche non sottoscriverle o sceglierne una equivalente sul mercato esterno.
Confronto costi indicativi delle polizze CPI
Non esistono tariffe uniche pubbliche: ogni compagnia calcola il premio in base al profilo del cliente. Come ordine di grandezza di mercato, riportato anche da comparatori e intermediari assicurativi, il costo complessivo di una polizza CPI si colloca generalmente in queste fasce, espresse in percentuale sul capitale finanziato:
- Sola garanzia morte: indicativamente 1-2% del capitale, premio unico.
- Morte + invalidità permanente: indicativamente 2-4% del capitale.
- Pacchetto completo (morte, invalidità, perdita del lavoro/inabilità temporanea): indicativamente 3-5% del capitale, come indicato in apertura.
Queste percentuali sono valori orientativi di mercato e variano sensibilmente in base a età, professione, stato di salute e compagnia: l'unico modo per confrontare in modo oggettivo due preventivi è leggere l'IUP di ciascuno, non la sola percentuale sul capitale.
I tuoi diritti: l'Articolo 28 del D.L. 1/2012
L'Articolo 28 del Decreto Legge 1/2012 (noto come Decreto Liberalizzazioni) è la pietra angolare della tua libertà di scelta. Stabilisce che:
- Se la banca condiziona l'erogazione del mutuo alla stipula di una polizza vita, deve presentare al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi non riconducibili alla banca stessa.
- Il cliente ha il diritto di scegliere sul mercato una polizza diversa e più conveniente.
- Se il cliente presenta una polizza esterna che offre le stesse coperture minime richieste dalla banca, la banca ha l'obbligo di accettarla e non può variare le condizioni del mutuo (ad esempio aumentando lo spread o il tasso).
L'IUP: L'Indicatore Unico di Protezione
Come si capisce se una polizza è cara? Fino a pochi anni fa era quasi impossibile confrontare i costi a causa di commissioni nascoste. Oggi esiste l'IUP (Indicatore Unico di Protezione).
L'IUP è un indice percentuale che sintetizza il costo complessivo della polizza, includendo:
- Il premio puro (il costo del rischio).
- I caricamenti della compagnia.
- Le provvigioni pagate alla banca o all'intermediario (che spesso rappresentano il 40-60% del premio totale).
Confrontando l'IUP di due polizze diverse, puoi vedere immediatamente quale delle due è più efficiente. Ricorda di controllare sempre il DIP Aggiuntivo, dove l'IUP deve essere riportato per legge, insieme al dettaglio delle franchigie.
Regolamento IVASS 41/2018 e Trasparenza nel 2026
Il Regolamento IVASS n. 41 del 2 agosto 2018 (aggiornato dal Provvedimento 147/2024 per semplificare l'informativa precontrattuale) impone alle banche obblighi di trasparenza severi.
In particolare, le banche non possono utilizzare tecniche di vendita aggressiva per le cosiddette "polizze decorrelate" (polizze che non hanno nulla a che fare con il mutuo ma vengono vendute insieme ad esso). Ogni polizza deve avere un valore reale per il cliente e non servire solo ad aumentare i margini della filiale.
Recesso, disdetta e rimborso: cosa fare in caso di estinzione o surroga
Se hai già firmato una polizza e ti accorgi che è troppo costosa o non necessaria, hai diverse strade, a seconda del momento in cui ti trovi.
- Diritto di recesso (ripensamento): per le polizze CPI/PPI, la prassi di mercato del 2026 e i principali protocolli tra banche e assicurazioni prevedono solitamente un termine di 60 giorni per il recesso, superando il minimo legale di 30 giorni previsto per la componente vita dall'Art. 177 del Codice delle Assicurazioni. In questa finestra basta una comunicazione scritta (raccomandata A/R o PEC) alla compagnia, senza penali.
- Disdetta dopo il termine di ripensamento: se il termine è scaduto, la polizza CPI abbinata a un mutuo ancora in corso resta di norma vincolata alla durata del finanziamento; per liberarsene occorre estinguere anticipatamente il mutuo o fare surroga, oppure verificare nel contratto eventuali clausole di disdetta annuale (più frequenti nelle polizze rinnovabili anno per anno).
- Rimborso per estinzione anticipata o surroga: se decidi di fare una surroga del mutuo o un'estinzione anticipata, hai diritto per legge al rimborso della parte di premio non goduta, ai sensi dell'art. 22 comma 15-quater del D.L. 179/2012 (convertito con L. 221/2012). La norma impone a banche e assicurazioni di restituire il rateo di premio riferito al periodo residuo rispetto alla scadenza originaria del contratto, per le polizze a premio unico connesse a mutui e finanziamenti.
Secondo le indicazioni IVASS aggiornate a gennaio 2026, il rimborso va richiesto per iscritto alla compagnia (o alla banca se ha incassato il premio per suo conto) allegando la quietanza di estinzione o l'atto di surroga, e deve essere erogato senza costi aggiuntivi per il cliente. Approfondisci nella guida ai rimborsi assicurativi in caso di estinzione o surroga.
In conclusione, la polizza CPI può essere uno strumento utile per la serenità della tua famiglia, ma non deve mai essere un'imposizione. Verifica sempre l'IUP e la franchigia, confronta almeno tre preventivi esterni e non aver paura di far valere l'Articolo 28 davanti al tuo consulente bancario. Spesso, il risparmio su una polizza CPI può superare quello ottenuto limando lo spread del mutuo.



