Quando una coppia si separa, il mutuo cointestato rappresenta spesso l'ostacolo burocratico più complesso da superare. A differenza dei sentimenti, il debito verso la banca non si interrompe con la fine della convivenza: entrambi i coniugi restano obbligati in solido.
Nel 2026, grazie alla piena attuazione della Riforma Cartabia e alle recenti sentenze della Cassazione, esistono percorsi più rapidi per risolvere la cointestazione. In questa guida analizziamo cosa succede legalmente e quali sono le opzioni per "divorziare" anche dalla banca.
Le 3 strade principali per gestire il mutuo
Esistono tre soluzioni principali per gestire un mutuo cointestato dopo la rottura del legame coniugale:
1. Vendita dell'immobile ed estinzione
È la soluzione più pulita. Si vende la casa, si usa il ricavato per chiudere il debito residuo con la banca e l'eventuale eccedenza viene divisa tra i coniugi secondo le quote di proprietà. Questa strada evita legami futuri e permette a entrambi di ripartire con una fedina creditizia libera per nuovi acquisti.
2. Accollo liberatorio (Uno resta, l'altro esce)
Uno dei due coniugi (spesso quello assegnatario della casa) decide di farsi carico dell'intero mutuo.Attenzione: non basta un accordo tra ex coniugi. Serve il consenso espresso e discrezionale della banca (art. 1273 c.c.): la banca non è vincolata dalla sentenza di separazione e può rifiutare la liberazione anche se il coniuge che resta è solvibile (Cass. Civ. n. 17362/2023). La banca analizzerà il reddito di chi resta: se ritenuto sufficiente a coprire l'intera rata, potrà rilasciare un atto di liberazione del debitore cedente. Senza questo documento, il coniuge che se ne va resta comunque responsabile in solido se l'altro smette di pagare.
3. Mantenimento della cointestazione
Si decide di continuare a pagare il mutuo insieme (o uno solo paga come forma di mantenimento) mantenendo la cointestazione. È una scelta rischiosa: se chi dovrebbe pagare smette di farlo, la banca pignorerà l'immobile e segnalerà entrambi come cattivi pagatori.
L'impatto della Riforma Cartabia (2026)
La Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) ha rivoluzionato il diritto di famiglia italiano. Nel 2026, l'impatto sui mutui è evidente soprattutto nella celerità degli accordi.
- Procedimento unitario: È possibile presentare contestualmente la domanda di separazione e quella di divorzio. Questo significa che gli accordi sul mutuo possono essere blindati fin da subito, senza dover attendere anni per la definitività.
- Piano genitoriale: La gestione della casa familiare (e del relativo mutuo) entra a far parte del piano genitoriale obbligatorio, forzando le parti a trovare una soluzione sostenibile per il bene dei figli.
Assegnazione casa coniugale e rate: chi paga?
Un errore comune è pensare che l'assegnatario della casa (il genitore con cui vivono i figli) debba pagare automaticamente il mutuo.
In realtà, l'assegnazione della casa (art. 337-sexies c.c.) riguarda il diritto di abitare l'immobile, non l'obbligo di pagare il debito. Se il mutuo è cointestato, entrambi devono pagare. Tuttavia, il giudice può stabilire che il pagamento dell'intera rata da parte di un coniuge costituisca una parte dell'assegno di mantenimento per i figli o per l'altro coniuge.
Giurisprudenza recente: Cassazione 2025
La Ordinanza della Cassazione n. 31486 del 3 dicembre 2025 ha chiarito un punto fondamentale: gli accordi presi in sede di separazione riguardo all'accollo del mutuo hanno natura di patti patrimoniali autonomi.
Cosa significa? Che se un coniuge si impegna a pagare il mutuo fino all'estinzione come parte della divisione dei beni, questo impegno non può essere rinegoziato facilmente in sede di divorzio, a meno di cambiamenti drastici e imprevedibili delle condizioni economiche. Questo garantisce maggiore certezza a chi decide di assumersi il debito.
Consigli pratici per il 2026
- Verifica preliminare: Prima di firmare l'accordo di separazione, chiedi alla tua banca una "pre-fattibilità" per l'accollo. È inutile accordarsi per l'accollo se la banca non intende liberare il coniuge uscente.
- Scrittura privata: Se non ottenete l'accollo liberatorio, fate redigere dal legale una scrittura privata che preveda l'obbligo di manleva (risarcimento) nel caso in cui il mancato pagamento di uno dei due causi danni all'altro.
- Sostituzione (non surroga): se la tua banca è rigida sull'accollo, l'unica strada per cambiare istituto modificando l'intestazione è la sostituzione del mutuo (nuovo contratto + estinzione del vecchio). La surroga (art. 120-quater TUB) trasferisce lo stesso contratto e non consente di eliminare un cointestatario. Vedi la guida sostituzione vs surroga.
La gestione di un mutuo in fase di separazione richiede un approccio multidisciplinare che unisca diritto di famiglia e tecnica bancaria. Non agire mai senza aver prima consultato sia il tuo avvocato che un consulente creditizio esperto.
Fonti e riferimenti normativi:
- Codice Civile: Art. 1273 (Accollo), Art. 1292 (Solidarietà), Art. 337-sexies (Assegnazione casa).
- Art. 19 L. 6 marzo 1987 n. 74: esenzione da imposte di registro, ipotecaria e catastale per trasferimenti immobiliari in esecuzione di accordi di separazione o divorzio.
- Art. 120-quater TUB: disciplina della surroga (portabilità); non consente modifica dei cointestatari.
- D.Lgs. 149/2022: Riforma Cartabia del processo civile.
- Corte di Cassazione: Ordinanza n. 31486/2025 sulla natura degli accordi patrimoniali.
- Tribunale di Brescia: Sentenza n. 3521/2026 su accollo e divorzio.



