Quando una coppia si separa, il mutuo cointestato rappresenta spesso l'ostacolo burocratico più complesso da superare. A differenza dei sentimenti, il debito verso la banca non si interrompe con la fine della convivenza: entrambi i coniugi restano obbligati in solido.
Nel 2026 la Riforma Cartabia permette di chiedere insieme separazione e divorzio, ma per togliere un intestatario dal mutuo serve comunque il sì della banca. In questa guida analizziamo cosa succede legalmente e quali sono le opzioni per "divorziare" anche dalla banca.
Le 3 strade principali per gestire il mutuo
Esistono tre soluzioni principali per gestire un mutuo cointestato dopo la rottura del legame coniugale:
1. Vendita dell'immobile ed estinzione
È la soluzione più pulita. Si vende la casa, si usa il ricavato per chiudere il debito residuo con la banca e l'eventuale eccedenza viene divisa tra i coniugi secondo le quote di proprietà. Questa strada evita legami futuri e permette a entrambi di ripartire senza un mutuo in corso a proprio nome per nuovi acquisti.
2. Accollo liberatorio (Uno resta, l'altro esce)
Uno dei due coniugi (spesso quello assegnatario della casa) decide di farsi carico dell'intero mutuo.Attenzione: non basta un accordo tra ex coniugi. L'art. 1273 del codice civile è netto: l'adesione della banca libera il debitore originario solo se la liberazione è condizione espressa dell'accordo o se la banca dichiara espressamente di liberarlo; altrimenti chi esce resta obbligato in solido con chi si accolla il debito. Tradotto: la banca non è vincolata dalla sentenza di separazione, e senza una sua dichiarazione espressa di liberazione chi esce di casa resta debitore. Come funziona il passaggio del debito è spiegato nella guida all'accollo del mutuo. La banca analizzerà il reddito di chi resta: se ritenuto sufficiente a coprire l'intera rata, potrà rilasciare un atto di liberazione del debitore cedente. Senza questo documento, il coniuge che se ne va resta comunque responsabile in solido se l'altro smette di pagare.
3. Mantenimento della cointestazione
Si decide di continuare a pagare il mutuo insieme (o uno solo paga come forma di mantenimento) mantenendo la cointestazione. È una scelta rischiosa: se chi dovrebbe pagare smette di farlo, la banca pignorerà l'immobile e segnalerà entrambi come cattivi pagatori.
Se in questa situazione vuoi comprare un'altra casa, vedi se puoi chiedere un nuovo mutuo con il mutuo cointestato ancora aperto.
L'impatto della Riforma Cartabia (2026)
La Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) ha riscritto il processo di famiglia, non le regole della banca. Sul mutuo l'effetto è indiretto e passa dagli accordi fra voi.
- Procedimento unitario: È possibile presentare contestualmente la domanda di separazione e quella di divorzio. Il divorzio però si decide solo dopo la sentenza di separazione definitiva e i tempi di legge (art. 473-bis.49 c.p.c.), e per cambiare gli intestatari del mutuo serve comunque il sì della banca.
- Piano genitoriale: nei procedimenti con figli minori al ricorso va allegato un piano che descrive la loro vita quotidiana, come scuola, attività extrascolastiche e vacanze (art. 473-bis.12 c.p.c.). Casa e mutuo non ne fanno parte e si regolano negli accordi fra voi o con le decisioni del giudice.
Assegnazione casa coniugale e rate: chi paga?
Un errore comune è pensare che l'assegnatario della casa (il genitore con cui vivono i figli) debba pagare automaticamente il mutuo.
In realtà, l'assegnazione della casa (art. 337-sexies c.c.) riguarda il diritto di abitare l'immobile, non l'obbligo di pagare il debito: su chi versa materialmente la rata vedi chi paga le rate di un mutuo cointestato. Se il mutuo è cointestato, entrambi devono pagare. Tuttavia, il giudice può stabilire che il pagamento dell'intera rata da parte di un coniuge costituisca una parte dell'assegno di mantenimento per i figli o per l'altro coniuge. Se l'idea è che la rata intera la paghi uno solo, conviene sapere prima se il suo reddito la regge: lo controlli con la simulazione gratuita di GoMutuo, che richiede 6 minuti.
Gli accordi sul mutuo dopo il divorzio
Se nell'accordo di separazione un coniuge si impegna a pagare il mutuo fino all'estinzione, per esempio come parte della divisione dei beni, quell'impegno è un accordo patrimoniale fra i due, cioè un contratto. E il contratto, dice l'art. 1372 del codice civile, «ha forza di legge tra le parti» e si scioglie solo «per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge». Per questo, di norma, l'impegno non cade con il divorzio e non si rinegozia solo perché il matrimonio è finito: conviene scriverlo con attenzione, dicendo fino a quando vale. Diverso è il caso in cui pagare la rata sia il modo di versare il mantenimento dell'altro coniuge o dei figli: quello il giudice può rivederlo se cambiano le condizioni (artt. 156 e 337-quinquies c.c.).
Resta un patto fra voi due: verso la banca, finché non c'è un accollo liberatorio, rispondete ancora entrambi.
Consigli pratici per il 2026
- Verifica preliminare: Prima di firmare l'accordo di separazione, chiedi alla tua banca una "pre-fattibilità" per l'accollo. È inutile accordarsi per l'accollo se la banca non intende liberare il coniuge uscente.
- Scrittura privata: se non ottenete l'accollo liberatorio, fate redigere dal legale una scrittura privata che preveda l'obbligo di manleva (risarcimento) nel caso in cui il mancato pagamento di uno dei due causi danni all'altro.
- Detrazione degli interessi: chi continua a pagare la rata dopo la separazione non sempre può detrarre gli interessi nel 730: le regole sono in detrazione interessi del mutuo per coniugi separati.
- Sostituzione (non surroga): se la tua banca è rigida sull'accollo, l'unica strada per cambiare istituto modificando l'intestazione è la sostituzione del mutuo (nuovo contratto + estinzione del vecchio). La surroga (art. 120-quater TUB) trasferisce lo stesso contratto e non consente di eliminare un cointestatario. Vedi la guida sostituzione vs surroga.
Un vantaggio spesso ignorato: sui trasferimenti immobiliari fatti in esecuzione degli accordi, l'art. 19 della legge 74/1987 prevede che «tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio» siano «esenti dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa», e la Corte costituzionale ha esteso l'esenzione anche agli atti della separazione personale. È il motivo per cui il passaggio della quota di casa fra ex coniugi, dentro l'accordo omologato, costa molto meno di una compravendita normale.
La gestione di un mutuo in fase di separazione richiede un approccio multidisciplinare che unisca diritto di famiglia e tecnica bancaria. Non agire mai senza aver prima consultato sia il tuo avvocato che un consulente creditizio esperto.
Fonti e riferimenti normativi:
- Codice Civile: Art. 1273 (Accollo), Art. 1292 (Solidarietà), Art. 1372 (Efficacia del contratto), Art. 337-sexies (Assegnazione casa).
- Art. 19 L. 6 marzo 1987 n. 74: esenzione dall'imposta di bollo, di registro e «da ogni altra tassa» per gli atti del divorzio, estesa alla separazione dalla Corte costituzionale.
- Art. 120-quater TUB: disciplina della surroga (portabilità); non consente modifica dei cointestatari.
- D.Lgs. 149/2022: Riforma Cartabia del processo civile.
Ti è stata utile?




